Mediobanca rilancia sul wealth: e vuole 330 nuovi consulenti

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Ritratto in bianco e nero di un individuo maturo con capelli corti e grigiastri, che indossa un abito e una cravatta e sorride leggermente su uno sfondo semplice.

Il segmento è destinato a diventare primo motore di crescita e fonte principale di commissioni. Obiettivo: 1,2 miliardi di ricavi entro il 2028.

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Una remunerazione complessiva degli azionisti da 4,9 miliardi di euro, con un payout al 100% e una spinta ulteriore sul wealth management saranno le direttrici principali di Mediobanca per il triennio 2025–2028.

Il piano aggiornato One Brand – One Culture segna un’accelerazione decisa: il wealth management è destinato a diventare il primo motore di crescita dei ricavi di Gruppo e la principale fonte di commissioni, con un’incidenza prevista in aumento dal 26% attuale a oltre il 30% entro il 2028. Una quota che potrebbe sfiorare il 50% nel caso si concretizzasse l’acquisizione di Banca Generali, definita dal gruppo “strategica e trasformativa”.

Il messaggio è chiaro: il wealth rappresenterà sempre di più il ramo privilegiato della crescita, perfettamente in linea con il modello capital light che Piazzetta Cuccia intende perseguire per contenere il rischio di margine in uno scenario di tassi d’interesse più bassi o in caso di recessione.

Il motivo è strutturale: il wealth genera commissioni ricorrenti e più stabili, mentre le attività di credito e investment banking restano esposte ai cicli economici e al rischio diretto di impresa – nel wealth, invece, il capitale a rischio è quello del cliente, non quello della banca. È una transizione strategica che riguarda anche realtà bancarie di taglio più commerciale rispetto a Mediobanca, consapevoli che gli anni d’oro dei margini d’interesse facili potrebbero essere finiti.

Il fattore Banca Generali: un turbo ulteriore al piano strategico

Unire le forze su Banca Generali, sulla cui Ops gli azionisti si esprimeranno a settembre, rappresenterebbe per Mediobanca un ulteriore spostamento strategico verso verso il modello di servizio ‘alla Ubs’, con un forte peso specifico del wealth.

“L’offerta su Banca Generali rappresenta un’opportunità per raddoppiare la dimensione del wealth management. Abbiamo già triplicato i ricavi del segmento e prevediamo di raggiungere 1,2 miliardi di euro di ricavi entro il 2028, con un contributo all’utile netto di 370 milioni di euro”, ha dichiarato l’amministratore delegato Alberto Nagel in call con gli analisti.

In caso di esito positivo dell’operazione, Mediobanca salirebbe a un ROTE aggregato del 20% (contro il 17% standalone al 2028), con una struttura in cui oltre la metà dei ricavi deriverebbe dal wealth management e un dividend yield superiore all’8%. “Sarebbe una storia azionaria unica in Europa”, ha osservato Nagel, che ha anche marcato le distanze da una possibile ipotesi alternativa, quella di una fusione con Mps: “Il risultato sarebbe una banca commerciale media, senza modello distintivo e più esposta al ciclo dei tassi”..

Grafico a barre che mostra i ricavi previsti per l'esercizio 25E, 28E e 28E+M&A, suddivisi per segmenti: WM, CIB, CF e INS&Other. TFA e ROTE aumentano nei vari periodi, con totali e percentuali indicati per ciascuno. È incluso il logo di Mediobanca.

Nuovi reclutamenti e internalizzazione dell’asset management

Il piano prevede una raccolta netta annua di 10–11 miliardi di euro, principalmente in AUM e AUC, e il reclutamento di 330 professionisti, con particolare attenzione ai consulenti finanziari, più che ai banker dipendenti della banca. Il modello di private investment banking, segnala Mediobanca, ha già raccolto 7 miliardi negli ultimi due anni, mentre la divisione ‘Premier’ ha totalizzato 8 miliardi nello stesso periodo. A partire dal 2025, verrà inoltre introdotto un nuovo servizio di consulenza evoluta per i clienti di Premier, insieme a prodotti pensati per la next generation (Millennial).

Accanto al potenziamento della rete e dei servizi, Mediobanca punta anche a rafforzare le capacità di asset management interno, riducendo la dipendenza da fabbriche prodotto terze, ha dichiarato Nagel.

“L’internalizzazione dei margini”, riducendo i capitali investiti da case prodotto terze, “tramite la “in-house guided architecture” e una diversa asset allocation, controbilanceranno la pressione sui margini derivante da possibili inasprimenti regolatori”, afferma Piazzetta Cuccia. Un riferimento implicito alla compressione dei costi collegata alle campagne europee sul rapporto qualità-prezzo dei prodotti finanziari.

A questa strategia di internalizzazione potrebbe contribuire l’eventuale acquisizione di Banca Generali, già ben equipaggiata di prodotti finanziari interni.

Sinergie con il CIB e presenza internazionale

Nella visione integrata del gruppo, il Corporate & Investment Banking (CIB) sarà sempre più un canale di accesso al wealth, in particolare intercettando i capitali delle famiglie imprenditoriali italiane. Mediobanca stima di poter catturare ogni anno oltre 1 miliardo di euro di eventi di liquidità, generati da un bacino di 1.300 imprese familiari medio-grandi.

“Tramite la copertura sinergica tra banker CIB e wealth, e grazie all’offerta combinata di prodotti per imprese e privati, possiamo presentarci come interlocutori unici e stabili per le famiglie imprenditoriali italiane”, si legge nel comunicato.

Il CIB resterà capital light e geograficamente diversificato, con espansione mirata in Francia, Spagna, Germania, Middle East e Stati Uniti, e sempre più complementare all’area wealth

Domande frequenti su Mediobanca rilancia sul wealth: e vuole 330 nuovi consulenti

Quali sono le principali direttrici di Mediobanca per il triennio 2025-2028?

Le direttrici principali per il triennio 2025-2028 includono una remunerazione complessiva degli azionisti di 4,9 miliardi di euro con un payout al 100%, e una spinta ulteriore sul wealth management. Questo piano aggiornato segna un'accelerazione decisa verso questi obiettivi.

Come si prevede che evolva il ruolo del wealth management nei ricavi di Mediobanca?

Il wealth management è destinato a diventare il primo motore di crescita dei ricavi di Gruppo e la principale fonte di commissioni. La sua incidenza sui ricavi è prevista in aumento dall'attuale 26% a oltre il 30% durante il periodo 2025-2028.

Qual è l'obiettivo di Mediobanca riguardo al reclutamento di consulenti?

Mediobanca punta a rafforzare la sua rete di consulenti, con l'obiettivo di reclutare 330 nuovi professionisti. Questo fa parte della strategia di accelerazione sul wealth management.

In che modo l'acquisizione di Banca Generali influenzerà il piano strategico di Mediobanca?

L'acquisizione di Banca Generali rappresenta un 'turbo' ulteriore per il piano strategico di Mediobanca. Questo fattore contribuirà a potenziare ulteriormente le direttrici di crescita, in particolare nel wealth management.

Quali altre aree strategiche sono menzionate nel piano aggiornato di Mediobanca?

Oltre al wealth management, il piano aggiornato One Brand – One Culture prevede nuovi reclutamenti e l'internalizzazione dell'asset management. Sono inoltre previste sinergie con il CIB (Corporate & Investment Banking) e un rafforzamento della presenza internazionale.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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