Anche Visa ha acquistato il suo primo nft

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Se uno dei colossi delle carte di credito ci crede a suon di dollari, c’è da scommettere che quello dei non fungible token non sarà una bolla. Anzi: l’effetto è stato da influencer

Sarà che Cuy Sheffield, capo del settore crypto di Visa, è un entusiasta collezionista di nft. Fatto sta che la società ha annunciato di aver fatto il suo primo acquisto in tal senso, comprando per 150.000 dollari (49,5 Ethereum) il suo primo non fungible token. Si tratta di un’opera dei Larva Labs, #7610 della serie CryptoPunks. Un faccino femminile su sfondo grigio, con “labbra rosso Coca-Cola”, ciuffo ribelle e occhi ombrettati di color smeraldo.
La notizia, apparsa sulla stampa internazionale, è un’altra stelletta sulla giubba degli nft. Un’ora dopo l’annuncio della multinazionale Usa, i collezionisti globali si sono fiondati ad acquistare 90 CryptoPunks (che sono 10.000 in tutto). Cifra salita a 203 unità nel giro di poche ore.
Lo stesso Cuy Sheffield del resto ha ammesso che Visa ha acquistato il suo CryptoPunk per dimostrare di non essere affatto «intimidita» dall’ascesa di questo segmento. Il manager si è dichiarato entusiasta nei confronti dell’intero progetto CryptoPunks, definendolo «il capitolo iniziale della nuova era del commercio digitale» e proclamandosi «impaziente di accrescere la collezione nft di Visa e di supportare i diversi gruppi di artisti e lavoratori di questo campo dell’arte». Diversità è la chiave della strategia del collezionismo Visa. Sheffield in persona colleziona per lo più artisti black: secondo l’head of crypto di Visa questa nuova frontiera della creatività rappresenta una strada per l’emancipazione di tutta la comunità afroamericana.

I CryptoPunks avevano già riscosso molto successo nelle aste Sotheby’s e Christie’s del primo semestre 2021. La via per la diffusione di massa degli nft sarà, come sempre, quella della liquidità. Cuy sostiene che l’acquisto di non fungible token deve rendersi indipendente dal possesso di criptovalute (Ethereum, nella fattispecie) ed essere possibile tramite carta di credito. Visa, ça va sans dire.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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