Binelli (Crédit Agricole Italia): ecco il banker del futuro

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Formazione, nuove competenze e non solo. Andrea Binelli, responsabile della direzione private banking di Crédit Agricole Italia racconta a We Wealth come si sta evolvendo il ruolo del private banker e qual è il modello adottato dalla divisione di cui è alla guida da febbraio 2021

“In passato il banker era quasi esclusivamente uno specialista degli investimenti, oggi il cliente è sempre più alla ricerca di consulenza e confronto su molteplici aspetti (successori, fiscali, corporate finance, etc.) e le competenze del banker devono evolvere di conseguenza”

A detta di Binelli, se da un lato è necessario che i banker aggiornino e consolidino costantemente le proprie competenze in ambito finanziario, dall’altro, è sempre più cruciale lo sviluppo di skills in ambiti più specialistici

Il professionista deve essere capace di cogliere in un primo momento le esigenze del cliente per poi individuare e portare avanti il dialogo con gli esperti più adatti a rispondere ai suoi bisogni. In questa fase, il supporto della struttura è fondamentale

Quello del private banker è un ruolo in continua evoluzione e che negli anni si è andato ad ampliare notevolmente. In risposta alle crescenti e sempre più complesse esigenze della clientela private, il professionista non deve infatti limitarsi ad essere un esperto in materia di investimento e asset allocation, ma è chiamato a offrire una consulenza a 360°, attraverso una visione olistica del patrimonio. “In passato il banker era quasi esclusivamente uno specialista degli investimenti, oggi il cliente è sempre più alla ricerca di consulenza e confronto su molteplici aspetti (successori, fiscali, corporate finance, etc.) e le competenze del banker devono evolvere di conseguenza” spiega a We Wealth Andrea Binelliche da febbraio 2021 ha assunto la carica di responsabile della direzione private banking di Crédit Agricole Italia.
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A detta di Binelli, se da un lato è necessario che i banker aggiornino e consolidino costantemente le proprie competenze in ambito finanziario, dall’altro, è sempre più cruciale lo sviluppo di skills in ambiti più specialistici (fiscale, immobiliare, art advisor, etc), senza perdere di vista “le necessità manifestate dai clienti come la maggior empatia, attenzione e relazionalità e aiutandoli a comprendere anche aspetti non prettamente finanziari legati alla realtà e alla sua evoluzione”. Ad esempio, di fronte a un imprenditore, il banker deve essere in grado di cogliere le dinamiche dell’impresa e accompagnare il cliente nei momenti di discontinuità aziendale. “Questa è una strada interessante, che noi abbiamo deciso di intraprendere” precisa Binelli, evidenziando come il primo passo in questa direzione sia stato lo sviluppo di un percorso formativo interamente dedicato alla gestione dei passaggi generazionali nelle imprese familiari e alla pianificazione successoria, che ha coinvolto tutta la rete dei private banker insieme ai colleghi di Banca d’Impresa. “Lo sviluppo delle competenze specialistiche nella gestione della liquidità riveniente dalle operazioni di discontinuità aziendale consente ai private banker del Gruppo di essere referenti attivi per l’imprenditore nella risoluzione di tutte le problematiche legate al patrimonio: gestione finanziaria, pianificazione patrimoniale di lungo periodo, gestione aziendale e family business”.

Ma attenzione. Non bisogna pensare al private banker come a un “tuttologo”. Il professionista deve infatti essere capace di cogliere in un primo momento le esigenze del cliente per poi individuare e portare avanti il dialogo con gli esperti più adatti a rispondere ai suoi bisogni. In questa fase, il supporto della struttura è fondamentale. “I nostri private banker sono costantemente supportati da un team di credit e financial advisor, dalla sinergia con il corporate banking e possono contare sulle competenze e sull’esperienza di tutte le società specializzate del Gruppo a livello internazionale” evidenzia Binelli, sottolineando l’importanza strategica di avere alle spalle il know-how di un grande Gruppo come Crédit Agricole, che permette di unire alla professionalità locale una visione internazionale. “In questo ambito vorrei dedicare uno spazio particolare alla collaborazione con CA Indosuez Wealth Management Italia, un progetto che guarda al futuro e che nasce dalla profonda conoscenza delle necessità dei più importanti gruppi familiari e imprenditoriali del Paese, con l’obiettivo di proporre e sviluppare le migliori soluzioni personalizzate per la protezione, la gestione e la valorizzazione del loro patrimonio. Questa nuova sinergia apre ai nostri clienti le porte ad una piattaforma di prodotti e servizi internazionali e alla rete globale di professionisti del wealth management del Gruppo”.

Guardando al futuro, in qualità di nuovo responsabile della divisione private banking, Binelli intende focalizzarsi su diverse aree. Il potenziamento della struttura organizzativa a supporto del private banker e quindi del cliente, il rafforzamento dell’offerta di prodotti distintivi (es. private markets) per aumentare la customer satisfaction, l’ampliamento delle sinergie con il Gruppo, l’accelerazione sul digitale e, infine, l’attenzione alla sostenibilità come driver del cambiamento e spinta per la competitività del settore bancario sono solo alcune delle priorità strategiche per la divisione di cui è alla guida.

Andrea Binelli, responsabile della direzione private banking di Crédit Agricole Italia

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