Scostamento di bilancio a 32 miliardi: tutte le novità

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro. La richiesta dovrà ottenere il via libera delle Camere. Previsto anche lo slittamento di alcune scadenze in ambito tributario

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Ai ristori veri e propri potrebbe essere dedicata una quota compresa tra i quattro e i sei miliardi. Altri cinque miliardi, invece, per gli ammortizzatori sociali, 1,2 miliardi ai fondi per il reddito di cittadinanza e quattro miliardi alla sanità

Il termine per i versamenti legati all’imposta sui servizi digitali per il 2020 slitta dal 16 febbraio al 16 marzo 2021. Rinviata la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021

Previsto anche il rinvio al 31 gennaio dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione, e di rettifica e liquidazione

La crisi politica non frena l’azione di governo. Il Consiglio dei ministri, sentita la Commissione europea e riunitosi a Palazzo Chigi nella serata del 14 gennaio, ha approvato un nuovo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro, contro i 24 miliardi preannunciati negli scorsi giorni dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Un tesoretto che si appresta ad alimentare il quinto decreto ristori, dopo il semaforo verde parlamentare al deficit.
La richiesta di scostamento, infatti, dovrà ora ottenere il via libera delle Camere a maggioranza assoluta. Il voto è previsto per il 20 gennaio, con Italia Viva che (dopo le dimissioni delle ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova, oltre al sottosegretario Ivan Scalfarotto) ha già assicurato il proprio sostegno all’esecutivo. Le nuove risorse, come preannunciato, serviranno a “sostenere ulteriormente gli operatori economici, i settori produttivi e i cittadini maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia da covid-19”, si legge nella relazione del Consiglio dei ministri. Previsti stanziamenti “destinati a interventi a tutela del lavoro, per il settore sanitario e in favore delle imprese che consentano di accelerare e potenziare la ripresa dell’attività economica, nonché ulteriori risorse per gli enti territoriali”.

Ai ristori una quota tra i 4 e i 6 miliardi

Stando ad alcune anticipazioni diffuse da Il Sole 24 Ore, in particolare, ai ristori veri e propri potrebbe essere dedicata una quota compresa tra i quattro e i sei miliardi. Altri cinque miliardi, invece, potrebbero essere destinati a rifinanziare gli ammortizzatori sociali, 1,2 miliardi ai fondi per il reddito di cittadinanza e quattro miliardi alla sanità (di cui 1,5 miliardi all’acquisto dei vaccini anti-covid). In cantiere anche un miliardo per gli enti locali e due miliardi per il capitolo fiscale. Positivo il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, che ha ribadito come i 32 miliardi “serviranno per finanziare la proroga della Cassa integrazione covid e le altre misure di sostegno a lavoratori e imprese del prossimo decreto ristori”.

Le nuove scadenze in ambito tributario

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, oltre ad adempimenti e versamenti tributari. In particolare, il testo introduce un ulteriore differimento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 “dei termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall’articolo 157 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”, precisa l’esecutivo.

Stesso slittamento per la scadenza dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento e dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge (relativi a entrate tributarie e non) ma anche per la scadenza della sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi “effettuati dall’agente della riscossione e dagli altri soggetti titolati, aventi a oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza”, si legge nella nota. Previsto, infine, un nuovo termine per i versamenti legati all’imposta sui servizi digitali per il 2020, dal 16 febbraio al 16 marzo 2021, mentre la presentazione della relativa dichiarazione è stata rinviata dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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