Zero contanti e molti soldi: il successo dei pagamenti digitali

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Esistono Paesi che più diversi non potrebbero essere, per grado di sviluppo economico e impronta culturale, eppure sono accomunati da un tratto: il successo dei pagamenti digitali. Per un futuro a zero contanti

Indice

L’India e la Nuova Zelanda sono due paesi che più diversi non potrebbero essere. Tuttavia, entrambi sono emblematici di come il mondo contemporaneo stia evolvendo verso una situazione di mercato a zero contanti. E di come il fintech travalichi le tradizionali partizioni di avanzato / emergente

Il primato dei pagamenti tramite carte (debito, credito, ricaricabili) non è però destinato a durare a lungo. Le modalità alternative cashless e cardless (Paytm, Amazon Pay, PayPal, Apple Pay, Google Pay) si stanno espandendo con sempre maggior forza

Pagamenti digitali: vivere felici con zero contanti

L’India e la Nuova Zelanda sono due paesi che più diversi non potrebbero essere: emergente l’uno, economia avanzata l’altro. Tuttavia, entrambi sono emblematici di come il mondo contemporaneo stia evolvendo verso una situazione di mercato a zero contanti e di come il fintech travalichi le tradizionali partizioni di avanzato / emergente. In India, nel 2019 l’e-commerce vale già 49 miliardi di dollari (i dati sono GlobalData). E la traiettoria è crescente: nel 2023 saranno 91 miliardi di dollari.

I contanti stanno infatti sparendo dalle tasche dei consumatori indiani: la loro quota è crollata della metà negli ultimi dodici mesi. Solo l’8,8% dei pagamenti per gli acquisti online è fatto in contanti (quarto posto). I pagamenti a mezzo bonifico bancario sono invece al 14% (terzo posto). La ricerca Consumer payments insight 2019 di GlobalData rivela però che i consumatori indiani (quasi il 40%, il 39,6%) continuano a preferire le carte per i pagamenti su internet (primo posto). Di tutti i tipi: debito, credito, ricaricabili. Il primato delle carte di pagamento è però insidiato dai metodi di pagamento alternativi, che contano per il 37,6% del flusso totale.

“La spesa online indiana sta aumentando sulla scorta della sempre maggior convenienza, fiducia verso questa tipologia di pagamento e strategie promozionali aggressive”, come le politiche cashback. E’ il commento di Siddharth Agarwal, practice head di GlobalData, il quale poi aggiunge che “Paytm è protagonista in questo cambiamento”. L’operatore, a dispetto della concorrenza, “ha raggiunto quest’anno la doppia cifra di crescita nel mercato dei pagamenti digitali indiani: il 12%”. Amazon Pay dal canto suo ha più che raddoppiato la sua quota nel mercato dei pagamenti online in un anno, passando dal 2,8% del 2018 al 6,5% nel 2019. Introdotto nel dicembre 2016 e forte della base di consumatori di Amazon, l’operatore sta avendo successo grazie alle aggressive politiche commerciali delle offerte “cashback” collegate ai wallet digitali.

Courtesy GlobalData
L’analista conclude dicendo che i metodi alternativi di pagamento come Paytm e Amazon Pay supereranno le carte di qui a pochi anni. “Il futuro dei pagamenti sarà davvero a zero contanti”.

Zero contanti agli Antipodi

I metodi di pagamento alternativi in India sono una quota superiore a quella della Nuova Zelanda, in cui essi rappresentano nel 2019 il 23,2% (dal 17,2% del 2015). Qui però il contante rappresenta solo il 2,9% delle transazioni, mentre i bonifici il 13,2%. La fa ancora da padrone il pagamento tramite carta, rappresentante quasi il 61% (60,7%) dei pagamenti. L’ammontare atteso della spesa in rete è di 6,4 dollari Usa entro il 2023 (4,6 miliardi di dollari nel 2019, per una curiosa inversione delle cifre).

Quello neozelandese è un mercato maturo, in cui attori come PayPal e Apple Pay sono destinati a consolidare la propria posizione. L’attuale primato di PayPal (6,2% del mercato) è però destinato ad essere insediato da attori come Visa Checkout e Masterpass, per cui si prevede il sopravvento sulle carte anche negli esercizi fisici, complici le promozioni commerciali dei wallet digitali.

Courtesy GlobalData
Una veduta notturna del porto di Auckland, Nuova Zelanda

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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