Wall Street, trimestre record per l’investment banking. E ora?

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Wall Street, trimestre record per l’investment banking

Le cinque maggiori banche d’affari di Wall Street – Goldman Sachs, JpMorgan Chase, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup – hanno registrato commissioni di investment banking per 8,2 miliardi di dollari

Indice

  • Sharon Yeshaya, direttore finanziario di Morgan Stanley, ha dichiarato martedì che l’istituto ritiene “di essere ancora agli inizi di una ripresa dell’investment banking”
  • Le commissioni derivanti da operazioni di debito hanno battuto quelle di altre aree dell’investment banking: i ricavi relativi sono balzati di oltre il 50%

Trimestre record per i colossi bancari di Wall Street, in particolare nell’area investimenti. Le cinque maggiori banche d’affari a stelle e strisce – Goldman Sachs, JpMorgan Chase, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup – hanno registrato complessivamente commissioni di investment banking per 8,2 miliardi di dollari tra aprile e giugno, in crescita del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta tra l’altro del miglior risultato trimestrale da inizio 2022.

Come recentemente approfondito da We Wealth, le attese degli analisti sul settore delle banche non erano delle più esaltanti, ma i colossi americani hanno battuto le previsioni sia in termini di utili che di ricavi. Focalizzandoci ora sull’investment banking appunto, se si esclude Goldman Sachs, tutte hanno annunciato ricavi da commissioni oltre le attese. Sharon Yeshaya, chief financial officer di Morgan Stanley, ha dichiarato martedì che l’istituto ritiene “di essere ancora agli inizi di una ripresa dell’investment banking”, facendo eco alle affermazioni del numero uno di Goldman Sachs, David Solomon, del giorno precedente. Stando a quanto evidenziato dal Financial Times, tutte e cinque le banche di investimento di Wall Street hanno tra l’altro sovraperformato l’S&P 500 negli ultimi tre mesi.

Fonte: Financial Times

Investment banking: le attese sui prossimi trimestri

A favorire la corsa di Morgan Stanley sembrerebbero essere state anche le recenti dichiarazioni rialziste del ceo Ted Pick. “Penso che ci troviamo nelle prime fasi di un ciclo pluriennale guidato dall’investment banking”, ha detto l’amministratore delegato agli analisti. Anche le affermazioni di Solomon sembrerebbero orientarsi verso un’ulteriore crescita dell’attività, mentre il chief financial officer di JpMorgan, Jeremy Barnum, ha ribadito che le discussioni con i clienti in merito alle operazioni sono state “decisamente elevate”. Siccome le commissioni vengono in genere pagate al completamento delle operazioni, spiega il quotidiano economico-finanziario britannico, i ricavi dell’investment banking probabilmente aumenteranno ulteriormente nei prossimi trimestri.

Al top le commissioni derivanti da operazioni di debito

Le commissioni derivanti da operazioni di debito hanno intanto battuto quelle di altre aree dell’investment banking, con i clienti che hanno cercato di rifinanziare o accrescere il debito grazie alla stabilizzazione dei tassi di interesse. I ricavi relativi delle cinque banche analizzate sono infatti balzati di oltre il 50% rispetto allo scorso anno, toccando i 3,7 miliardi di dollari. A beneficiarne sono state soprattutto Citigroup e Morgan Stanley, per le quali si parla di un aumento rispettivamente del 90% e del 70%. A crescere sono anche le commissioni da sottoscrizione di titoli azionari e da operazioni di fusione e acquisizione. Nel primo caso si parla di un aumento totale del 36% a 1,8 miliardi di dollari. Nel dettaglio, JpMorgan ha registrato commissioni per 495 milioni di dollari per i suoi servizi di sottoscrizione azionaria, seguita da Goldman Sachs con 425 milioni.

Fonte: Financial Times

Le operazioni di fusione e acquisizione

Quanto infine ai ricavi derivanti da consulenze in ambito fusioni e acquisizioni, le cinque banche d’affari di Wall Street hanno messo a segno un più modesto aumento del 25%, per un totale di 2,7 miliardi di dollari. “Sebbene quest’anno siano state chiuse solo poche grandi operazioni – non ultima l’acquisizione di Pioneer da 60 miliardi di dollari da parte di Exxon – ci sono segnali di una ripresa delle transazioni di alto valore”, fa sapere il FT. “Il valore delle operazioni annunciate da inizio anno è aumentato del 43% negli Stati Uniti rispetto all’anno precedente, mentre questa settimana è stato reso noto che Google è in trattativa per l’acquisizione della startup di sicurezza informatica Wiz in un’operazione da 23 miliardi di dollari”. Se i deal annunciati venissero conclusi, Goldman Sachs ne guadagnerebbe la fetta maggiore. Stando ai dati di Lseg visionati dal quotidiano, il colosso è stato coinvolto in operazioni dal valore complessivo di 467 miliardi di dollari solo nella prima metà dell’anno, ovvero il 28% di tutte le operazioni M&A annunciate; un dato in crescita rispetto al 21% di un anno fa. A riportare un rialzo in tal senso è anche Morgan Stanley, dal 15 al 24%. Non mancano però alcuni analisti che mostrano scetticismo sul fatto che tale rimbalzo prosegua.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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