Vodka boicottata: le sanzioni non risparmiano l’alcol russo

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Da Moscow Mule a Kiev Mule: le sanzioni (private) alla Russia post invasione della Ucraina non hanno risparmiato neanche la Vodka e i cocktail russi

Alcuni bar e negozi di liquori hanno trovato il loro modo per punire la Russia per avere invaso l’Ucraina. I loro scaffali in pochi giorni si sono infatti svuotati della vodka e riempiti di bottiglie made in Ucraina. Il fenomeno si è diffuso soprattutto oltreoceano, con Canada e Stati Uniti che si sono fatti promotori del boicottaggio del più iconico liquore russo.
In Canada, il Liquor Control Board dell’Ontario venerdì ha annunciato che “tutti i prodotti provenienti dalla Russia saranno rimossi dai canali LCBO”.  Ciò significa non solo che nei suoi 679 negozi non si potrà più comprare la Vodka, ma che questi accetteranno la restituzione di qualsiasi prodotto russo. “LCBO sta con l’Ucraina, il suo popolo e la comunità ucraina canadese qui in Ontario” si legge in una nota. Spostandosi negli Stati Uniti, diversi stati federali hanno fatto altrettanto. Per esempio, il governatore dell’Ohio Mike DeWine ha ordinato al dipartimento del commercio dello stato di boicottare tutta la vodka prodotta da Russian Standard. Il provvedimento, a detta del governatore, interesserebbe 6400 bottiglie di Vodka. Anche New Hampshire, Pennsylvania e Utah compaiono nella lista dei paesi ostili al alcool russo.

Anche i cocktail russi sono finiti al centro della rivolta dei locali. Una schiera di barman americani ha deciso di chiamare Kiev Mule il Moscow Mule, per eliminare il riferimento alla capitale russa e inserire quello alla città ucraina. Il White Russian e il Black Russian, altri cocktail molto popolari nel mondo, diventano White Ukranian e Black Ukranian.

Tuttavia, si tratta di “sanzioni” simboliche più che economiche. Molte vodke in stile russo sono prodotte negli Stati Uniti o in altri paesi. Per esempio, una delle vodke di marca russa più vendute, Stolichnaya, è prodotta in Lettonia. Sul suo sito web, l’azienda ha detto che “sta per la pace in Europa e in solidarietà con il popolo ucraino”. Stando ai dati del Distilled Spirits Council del paese, la vodka proveniente da Mosca rappresenta solo circa 18,5 milioni di dollari del mercato di importazione della vodka da 1,4 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Si tratta di poco più dell’1% del valore totale delle importazioni americane.

Ad ogni modo, seppur dall’impatto economico limitato, il boicottaggio si è diffuso anche oltreoceano e in questo caso non si è limitato ai soli negozi di spiriti. Le due principali catene di alimentari finlandesi, S Group e Kesko Oyj, hanno ritirato tutti i prodotti russi, così come le loro principali controparti baltiche, Rimi e Maxima. Diverse catene internazionali di supermercati che operano in Polonia, tra cui Carrefour e Aldi, si sono uniti al boicottaggio dei prodotti russi. In Australia due delle più grandi catene di liquori australiane, Dan Murphy’s e BWS, hanno smesso di vendere prodotti di origine russa.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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