Usa, approvato il nuovo pacchetto stimoli contro la crisi

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E alla fine il secondo pacchetto di stimoli Usa contro gli effetti del covid è arrivato. Meno ampio di quanto avrebbero desiderato molti, contiene un’infinità di misure a pioggia, fra cui anche la deducibilità integrale per le spese aziendali di cibo e bevande. Il commento per We Wealth è di Massimiliano Maxia (Allianz GI)

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Dopo quello dello scorso marzo, si tratta del maggior intervento a supporto del pil Usa della storia. Un’approvazione praticamente bipartisan per i 900 miliardi di dollari. «Le indiscrezioni della vigilia parlavano di 2500 miliardi, poi di 700. Si è trattato di un buon compromesso»

Figurano misure di supporto alle energie rinnovabili, per gli impianti di climatizzazione di college e scuole, per l’assistenza ai bambini piccoli, per gli affitti popolari, le pmi

Fra le misure più bizzarre della manovra approvata compare la totale deducibilità delle spese per cibo e bevande per le aziende. Donald Trump si è molto battuto per queste agevolazioni

Nella tarda serata di lunedì 21 dicembre 2020, il Senato Usa ha approvato il nuovo pacchetto di stimoli – 900 miliardi di dollari – per l’economia federale. Dopo quello degli scorsi mesi, si tratta del maggior intervento a supporto del pil Usa della storia. Un’approvazione praticamente bipartisan. Il Congresso (a maggioranza democratica) ha votato 359-53. Il Senato (controllato dai Repubblicani), 96-2. Ora, manca solo la firma dell’inquilino uscente della Casa Bianca, Donald Trump. «Le indiscrezioni della vigilia parlavano di 2500 miliardi, poi di 700. Si è trattato di un buon compromesso», commenta Massimiliano Maxia, senior fixed income product specialist di Allianz GI. «Si tratta di aiuti che per lo più arriveranno direttamente alle famiglie, sotto varie forme. Un aspetto molto importante per l’economia Usa, in cui i consumi privati rappresentano due terzi del pil».

Le principali misure del nuovo pacchetto di stimoli Usa

Fra i molti provvedimenti, figurano misure di supporto alle energie rinnovabili come crediti di imposta, aiuti alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni sostenibili. Poi, 82 miliardi di dollari per college e scuole (per rinnovare gli impianti di riscaldamento, condizionamento, ventilazione). 10 miliardi per l’assistenza ai bambini piccoli, 25 miliardi per il sostegno agli affitti (la moratoria per gli sfratti è saltata al 31 gennaio). Nelle 5600 pagine della legge, anche fondi per le compagnie aeree che non hanno licenziato lavoratori.

Poi, 300 miliardi di dollari di supporto alle pmi, un reddito di 600 dollari per gli americani bisognosi e 300 dollari di integrazione settimanale a ciascun sussidio di disoccupazione fino a metà marzo 2021. «I bonifici dovrebbero arrivare sui conti correnti dei cittadini all’inizio della settimana prossima», ha detto il segretario uscente del Tesoro Steve Mnuchin a Cbn.

«Resta ancora molto da fare», fa sapere la speaker dei Democratici Nancy Pelosi, la quale si augura un altro giro di aiuti sostanziosi nel corso del 2021. Lo stesso Maxia prevede che «ci sarà un’altra tornata di sussidi una volta che Joe Biden siederà ufficialmente alla Casa Bianca». Il presidente eletto Joe Biden giurerà come 46esimo presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2021, e potrà contare su un Congresso amico, di colore blu. Resta invece in bilico la composizione del Senato, per cui i risultati definitivi arriveranno il 5 gennaio 2021.

Prospettive di Borsa

Sul fronte della piazza finanziaria, Wall Street ha aperto tiepida la giornata successiva (22/12/2020) all’approvazione del pacchetto. «Non bisogna però dimenticare che negli Usa la campagna vaccinale è già iniziata: si tratta di un punto a favore per la ripresa americana, con buone prospettive in generale per l’azionario. Se poi per qualche ragione le notizie sul fronte della ripresa dovessero essere negative, a beneficiarne sarà il comparto obbligazionario», prosegue l’esperto.

Sussidi da mangiare

Fra le misure più bizzarre della manovra approvata compare la totale deducibilità delle spese per cibo e bevande per le grosse aziende. Trump si è molto battuto per queste agevolazioni, adducendo ragioni di sostegno a «un’industria particolarmente scossa, come quella dei ristoranti». Economisti e analisti ne mettono in dubbio l’efficacia, sostenendo che si tratterà di un ulteriore spinta ai profitti delle grandi corporation, piuttosto che un vero aiuto agli americani impoveriti. I Democratici comunque hanno acconsentito a inserire la misura nel testo finale del pacchetto in cambio di crediti fiscali per le famiglie più povere. «È il gioco delle lobby, fisiologico in politica», conclude Maxia.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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