Unicredit, nei primi nove mesi perdite per 1,6 miliardi

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Meglio il terzo trimestre, che registra utili per 680 milioni. Dal 2021 si prevede payout ordinario al 50% e distribuzione del capitale in eccesso. Nel frattempo Mustier dà il benvenuto a Padoan

Più vicino il target di oltre 800 milioni di utile netto sottostante nel 2020

Confermato per il 2021 l’obiettivo tra i 3 e i 3,5 miliardi

A settembre 2020 Unicredit registra una perdita di 1,6 miliardi – ma nel terzo trimestre utili per 680 milioni (sottostante 692 milioni, in rialzo del 31,1% rispetto al trimestre precedente). Nei primi tre mesi del 2019 l’utile aveva toccato quota 4,2 miliardi, con forte impatto dei proventi derivanti dalla cessione di Fineco Bank.

 

L’istituto si dice in linea per raggiungere il target di oltre 800 milioni di utile netto sottostante nel 2020 e per il 2021 conferma l’obiettivo tra i 3 e i 3,5 miliardi. Migliorano i costi: “Grazie all’accelerazione nella trasformazione del modello di business abbiamo migliorato il nostro target sui risparmi lordi di Team 23 del 25% a 1,25 miliardi”, sottolinea l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier. I ricavi sono pari a a 4,4 miliardi, in crescita del 4,4% trimestre su trimestre ma in calo del 7,4% anno su anno.

E’ confermata la politica di distribuzione del capitale già prevista nel Team 23, con payout al 50% e l’impegno nella distribuzione excess capital. Secondo quanto ribadito dall’ad nel corso di una conference call il payout sarà raggiunto con un mix tra dividendi e buyback. Se dovesse arrivare il via libera della Banca Centrale Europea, nel 2021 verranno distribuiti per il 30% dell’utile sottostante e un buyback sul 20%.

Il gruppo registra un miglioramento della performance commerciale a seguito dell’allentamento dei lockdown in molti dei mercati principali nelle ultime fasi del secondo trimestre.

Il Cet1 ratio fully loaded è al 14,41%, il Cet1 Mda buffer fully loaded a 538 punti base in rialzo di 58 punti base trimestre su trimestre e rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi a 4,7%. Il margine di interesse è di 2,3 miliardi in calo del 3,8% a causa dei minori volumi di finanziamento, dell’effetto combinato dei prestiti garantiti dallo stato e del forte calo dell’Euribor, parzialmente compensato dal riprezzamento dei depositi nella Cee. Le commissioni ammontano a 1,5 miliardi.

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