Trimestrali positive per gli asset manager europei

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Le trimestrali confermano i giudizi di Goldman Sachs sugli asset manager europei: Ashmore, Banca Generali e Banca Mediolanum sono da comprare, Amundi e Fineco Bank non sono da vendere

Indice

Goldman Sachs ha pubblicato il rapporto mensile sulla valutazione dei principali asset manager europei. Le trimestrali rese pubbliche questa settimana hanno confermato il sereno: gli utili delle società sono stati trainati dalle commissioni, in particolare da quelle di performance.

Amundi

Sebbene i flussi siano leggermente in calo, le più elevate commissioni di performance hanno trainato gli utili del 13% al di sopra delle aspettative. Inoltre, la società ha ripreso la distribuzione del dividendo di 2,9 euro per azione e il capitale in eccesso del gruppo è aumentato a 1,2 miliardi di euro, lasciando spazio ad operazioni future di M&A. Nel quarto trimestre infine è stato annunciato il lancio di Amundi Tecnologies, una nuova linea di business di servizi tecnologici a pieno titolo che attingerà a un ampio mercato potenziale (€ 1,5 miliardi), e che da maggio 2021 il nuovo ceo sarà Valérie Baudson al posto del dimissionario Yves Perrier. Il giudizio di mercato è neutral: il target price a 12 mesi è stato rivisto a 78 euro rispetto ai 73 precedenti, sulla base di un prezzo/utili per il 2022 atteso a 13.

Ashmore

Il 97% del gestito ha sovra-performato il benchmark negli ultimi sei mesi, dimostarando un forte recupero dai minimi di marzo. L’analogo dato sugli orizzonti di 1, 3 e 5 anni sono rispettivamente del 50%, 39% e 91%. Lato bilancio l’ebitda nel quarto trimestre è risultato essere del 7% superiore al consensus, guidato da commissioni performance e mercato valute. Goldman rimane positiva dato il miglioramento della performance degli investimenti e le opportunità che la società continua a vedere nelle strategie dei mercati emergenti. Il giudizio è d’acquisto: l’aspettativa è di vedere gli utili a un livello di 15,5 per azione. Il target price ad un anno è di 490 sterline.

Banca Generali

Banca Generali ha riportato un ottimo trimestre battendo del 12% il consenso, guidato principalmente dalla crescita delle commissioni ricorrenti variabili e lorde. Inoltre, gli utili previsti derivanti dai nuovi flussi sono stati rivisti da € 55 milioni a € 70 milioni. È stato varato poi un nuovo meccanismo per il calcolo della commissione di performance, volta alla riduzione di quest’ultime negli anni. Ciò sarà compensato da più alte commissioni di gestione, che la direzione ha stabilito di un 25-30 milioni superiori rispetto ai 667 milioni di euro raggiunti nel 2020. Infine, è stato annunciato un dividendo di 3,3 euro per azione che rappresenta un payout del 70,5% sugli utili cumulativi 2019-20. Il giudizio è d’acquisto: il target price è stato rivisto leggermente al rialzo a 34 euro con un rapporto prezzo/utili atteso a 13,5 per il 2022.

Banca Mediolanum

Trimestre molto positivo anche per Banca Mediolanum, che batte le aspettative sugli utili del 4%. La società per il 2021 proporrà un dividendo di 0,78 euro, per un totale di 573 milioni di euro. Il pagamento dei primi 19,6 milioni di euro è previsto per maggio 2021 mentre i restanti 553,7 milioni di euro per ottobre 2021. Aspettative positive sono state espresse per gli afflussi di asset gestiti, con target a 5 miliardi di gestito. Inoltre, i family banker continueranno a consigliare prodotti assicurativi ai clienti e l’obiettivo per il 2021 è di aggiungere circa 20 milioni di euro di premi lordi ai 136 milioni di euro raggiunti nel 2020. Il giudizio è d’acquisto: alla luce di un’attesa di un p/e di 13, il target price a dodici mesi è stato rivisto a 9,30.

Fineco

Trimestre positivo infine anche per Fineco Bank anche se la sovraperformance (2%) rispetto alle attese è più contenuta rispetto alle concorrenti. Deludente il proventi netti da interessi in leggera riduzione. La direzione ha indicato che l’intenzione per quanto riguarda i dividendi è di restituire il capitale in eccesso agli azionisti alla prima finestra di opportunità, che potrebbe essere nel quarto trimestre 2021. Al via infine nuove iniziative volte a spostare il focus dalla crescita del bilancio verso il miglioramento della qualità del cliente. Giudizio “neutral”: le aspettative sul prezzo non sono state riviste. Il prezzo a dodici mesi è previsto a 14,90 euro

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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