In un’epoca in cui le aziende chiedono agilità e specializzazione immediata, anche il mercato legale in Italia si reinventa. Se il temporary management è già diffuso nel business, oggi sta prendendo piede il suo equivalente in campo giuridico: il “temporary legal staffing”, ovvero avvocati altamente qualificati “on demand” per gestire operazioni straordinarie, picchi di lavoro e nuove sfide normative.
Una rivoluzione per il mondo degli avvocati e dei legali, in Italia.
Cos’è il “temporary legal staffing”
Il temporary legal staffing – o Flexible legal staffing – è un modello che prevede l’inserimento temporaneo di professionisti legali esperti all’interno di aziende o studi legali, per supportare esigenze specifiche per un periodo di tempo limitato. Si tratta di collaborazioni flessibili, in cui i professionisti non vengono assunti direttamente, ma operano a tempo determinato per periodi che di solito vanno da uno a 12 mesi (ma anche oltre), affiancando il team legale interno all’azienda.
L’idea di Swot Legal di portare il temporary legal staffing in Italia
Questo approccio è già ampiamente consolidato e sperimentato con successo nei Paesi anglosassoni, soprattutto gli Usa, e sta conoscendo una crescita significativa anche in Europa. Da qui nasce l’idea di introdurlo anche in Italia: per questo motivo è stata creata Swot Legal, una start up specializzata in temporary legal staffing, che fa leva sull’esperienza di due professionisti con una lunga esperienza in studi legali nazionali e internazionali, che conoscono a fondo il mercato e le sue evoluzioni: si tratta di Ian Tully e Alessandra Del Bianco, che We Wealth ha intervistato per capire come il temporary legal staffing possa rivoluzionare il mercato legale italiano e quali opportunità apra per aziende, fondi e studi legali.
La sfida è far conoscere e diffondere questa soluzione nel mercato italiano, che si caratterizza per una grande attitudine alla flessibilità, ma, singolarmente, è quasi totalmente all’oscuro di questa opportunità.
Intervista a Ian Tully e Alessandra Del Bianco di Swot Legal
Tully e Del Bianco, in che cosa consiste il temporary legal staffing?
Quando un’azienda o uno studio legale ha bisogno di un professionista legale con una particolare specializzazione, contatta Swot Legal e ci illustra le sue esigenze: le aree di attività coinvolte, il livello di seniority richiesto e la durata prevista della collaborazione.
A quel punto il nostro team seleziona una rosa di candidati coerenti con il profilo richiesto, tra i circa 200 profili che abbiamo associato finora, frutto di una selezione tra circa 1.000 professionisti italiani. Quindi sottoponiamo al cliente la nostra short list e organizziamo i colloqui con i professionisti.
Una volta identificato il profilo più adatto, il cliente formalizza l’incarico con Swot Legal, che si occupa di tutta la gestione operativa, inclusa la contrattualizzazione e il pagamento del professionista o del team di professionisti prescelto.
Quali sono i profili più richiesti?
In termini di competenze, le richieste che riceviamo sono molto varie: si va da profili con forte specializzazione settoriale – come energia, farmaceutica, moda, data privacy, servizi finanziari, gaming – a figure più trasversali come i consulenti legali d’impresa. Attualmente, c’è una forte domanda anche per esperti in ambito compliance, sia per singole esigenze sia come parte di progetti di riorganizzazione interna.
Quali sono i vostri principali clienti e qual è l’argomento più forte (a favore del legal temporary staffing) per convincere un cfo o un managing partner scettico?
Nel mondo anglosassone il flexible legal staffing è molto utilizzato da società e fondi di private equity, mentre in Italia osserviamo un forte interesse soprattutto da parte di aziende di medie e grandi dimensioni, spesso con una vocazione internazionale, e da parte di studi legali, che per vari motivi non sono in grado di offrire soluzioni di secondment ai propri clienti.
Per quanto riguarda i motivi di appeal per cfo o managing partner, c’è, in primo luogo, la qualità dei professionisti, grazie all’ampia possibilità di scelta, che permette di individuare esperti altamente competenti, specializzati e autonomi, spesso con un livello di esperienza comparabile, se non superiore, a quello dei professionisti presenti in uno studio legale tradizionale.
In secondo luogo, la rapidità con cui possono ingaggiare il profilo richiesto e che è legata proprio al modello di flessibilità che hanno scelto i professionisti associati. A questo si aggiungono la flessibilità del modello, che consente di modulare gli incarichi in base alle reali necessità operative, e la sostenibilità economica: si tratta infatti di un impegno a tempo determinato, che non incide sul bilancio strutturale dell’azienda ma viene allocato su specifici budget di progetto.
Quali sono i vantaggi per aziende, fondi di private equity e studi legali che decidono di inserire avvocati qualificati “on demand” rispetto a soluzioni più tradizionali, come il secondment o le consulenze esterne?
L’inserimento di avvocati qualificati “on demand” consente di affrontare con efficienza picchi di lavoro legati a operazioni straordinarie o a esigenze temporanee ma particolarmente intense. Un esempio tipico è la preparazione della documentazione per attività di due diligence, processo molto dispendioso in termini di tempo che spesso viene gestito in modo più efficace all’interno dell’azienda piuttosto che delegandolo a uno studio legale esterno. Una soluzione che è anche più costosa e, non a caso, gli stessi studi tendono a evitare.
Si tratta di una soluzione particolarmente utile, poi, per aziende di dimensioni medio-piccole che si trovano ad affrontare operazioni di private equity o dinamiche straordinarie per le quali non dispongono di risorse interne adeguate.
Rispetto ai modelli tradizionali di secondment, infine, gli esperti “on demand” offrono un vantaggio significativo: sono professionisti con una seniority spesso molto elevata e, durante tutta la durata dell’incarico, sono interamente dedicati al cliente, senza dover dividere il proprio tempo tra quest’ultimo e lo studio di provenienza. Questo si traduce in maggiore continuità, efficienza operativa e attenzione alle reali esigenze del cliente.
Per quali tipologie di operazioni questo modello è più richiesto?
È una soluzione particolarmente apprezzata per la normale attività aziendale o per le esigenze del business, tipo i contratti commerciali o l’apertura di nuovi uffici.
Abbiamo inoltre applicato con successo il flexible legal staffing in ambiti come la compliance e la protezione dei dati personali (privacy), così come nel supporto all’organizzazione non solo di singole practice, ma anche nella strutturazione completa degli uffici legali interni.
Stiamo osservando una crescente richiesta anche per progetti legati all’implementazione di nuove normative, ad esempio in materia di legal tech e cybersecurity. In questi casi, i nostri esperti — sia come singoli professionisti che come team — vengono coinvolti per rispondere a esigenze specifiche che richiedono competenze aggiornate e un approccio operativo immediato.
Il mercato globale del temporary legal staffing vale già 20 miliardi di dollari ed è usato dal 70% delle multinazionali negli Stati Uniti: cosa manca all’Italia per adottarlo su larga scala?
Le esperienze di chi lo ha già sperimentato in Italia, sia come azienda sia come professionista legale, sono estremamente positive e ci fanno pensare che, nei prossimi anni, il modello del flexible legal staffing si affermerà definitivamente anche in Italia e sarà sempre più diffuso, come del resto è già accaduto per altre soluzioni di temporary management.
Tutti gli operatori a cui abbiamo presentato questo modello lo riconoscono come un’opzione valida e innovativa, e spesso restano sorpresi di non averne sentito parlare prima.
Perciò, la sfida principale è culturale: occorre farlo conoscere, affinché diventi uno strumento consolidato e a disposizione di aziende, fondi e studi legali. Questo approccio infatti risponde non solo a un’esigenza di innovazione dei processi, ma anche a una domanda di trasformazione del modo di intendere e praticare la professione legale.

