Family office, mappare patrimoni complessi: una sfida tecnologica

3 MIN
Un uomo di mezza età in giacca e cravatta sorride leggermente guardando la telecamera in un moderno ufficio sfocato.

La reportistica avanzata è centrale nella consulenza evoluta, ma l’integrazione di patrimoni complessi è ancora faticosa: piattaforme come Guardian puntano a colmare questo gap

Articolo tratto dal numero semestrale di Family Office & Family Business


La reportistica avanzata è uno dei pilastri della consulenza evoluta, ma raramente riesce a ricomporre in modo davvero integrato patrimoni complessi distribuiti su più banche, asset non quotati e immobili. I family office devono ancora recuperare manualmente molte di queste informazioni: un servizio percepito come prezioso da parte dei clienti, ma anche estremamente intensivo in termini di tempo e risorse. Tech company come Swiss Rev sviluppano piattaforme per semplificare questo processo, affrontando non solo il tema tecnologico, ma anche la sfida — tutt’altro che banale, viste le resistenze osservate in Europa sul tema Open Finance — della trasparenza dei dati bancari. Parla Matteo Allevi, partner di Swiss Rev.

Nel 2025 si può dare per acquisito che un family office disponga di una piattaforma tecnologica capace di monitorare un portafoglio complesso, distribuito su più banche, asset class e veicoli societari?
Direi che non possiamo ancora considerarlo un traguardo pienamente raggiunto. Molti family office sono in una fase di transizione: stanno passando da modelli ancora fortemente manuali o supportati da strumenti solo parzialmente digitalizzati verso soluzioni realmente integrate. La sfida è tecnologica e organizzativa: far dialogare flussi da diverse fonti e analizzarli in modo da semplificare il processo decisionale e la governance del patrimonio. Oggi i family office cercano soprattutto un software che permetta di rappresentare patrimoni complessi e, allo stesso tempo, automatizzare processi e controlli per ottenere efficienza operativa. È esattamente su questi aspetti che si concentra la nostra piattaforma di portfolio management, Guardian.

In che modo, nel concreto?
Automatizziamo la ricezione quotidiana dei flussi da oltre 60 banche depositarie nazionali e internazionali, offrendo strumenti avanzati per la gestione, il monitoraggio e l’analisi rischio/rendimento dei portafogli. Parallelamente, abbiamo voluto ampliare la prospettiva del servizio andando oltre i tradizionali report statici. Abbiamo infatti sviluppato un software dedicato esclusivamente all’accesso da parte dei membri della famiglia o clienti del family office, progettato per offrire un’esperienza intuitiva, interattiva e in linea con le aspettative di un’utenza sofisticata. Questo strumento permette all’utente di accedere via web a una visione aggiornata, dinamica e completa del patrimonio — sia finanziario sia non finanziario — con tutte le relative analisi di composizione del patrimonio, redditività e controllo dei costi.

Ottenere i dati bancari della clientela oggi è un processo più fluido? Un investitore molto patrimonializzato può contare su una trasparenza piena del proprio patrimonio o esistono ancora zone d’ombra e resistenze?
Sono stati compiuti passi avanti, ma la piena fluidità nello scambio dei dati non è ancora universale. Le banche depositarie mostrano maggiore apertura rispetto al passato, tuttavia permangono differenze nella qualità e nel dettaglio dei dati, nella frequenza di aggiornamento e nei canali di trasmissione. Per rispondere a queste criticità abbiamo sviluppato interfacce automatizzate con ciascuna banca collegata a Guardian, così da offrire un’unica piattaforma in cui i dati di tutti i portafogli vengono normalizzati e centralizzati. La vera trasparenza dipende anche da come il dato viene rappresentato: la reportistica deve essere intuitiva, facilmente generabile e capace di restituire una lettura chiara del patrimonio, sia a livello di singolo portafoglio sia in ottica consolidata.

Dal punto di vista del cliente finale, cosa distingue una reportistica veramente utile?
Una reportistica di alto livello non si limita a elencare dati: analizza il patrimonio in modo chiaro, coerente e comprensibile anche per chi non ha una formazione tecnica. La differenza risiede nella qualità della narrazione finanziaria, nella capacità di collegare numeri, strategie e obiettivi familiari, offrendo una visione che supporti decisioni consapevoli. In quest’ottica, i nostri report analizzano tutte le principali aree di interesse del cliente — dai costi sostenuti alla reale diversificazione del portafoglio, fino alle analisi di rischio e rendimento — fornendo così una base informativa solida per decisioni tempestive e strategiche. Il web software dedicato ai membri della famiglia, inoltre, consente di personalizzare per ciascun cliente la quantità e la tipologia di informazioni da condividere, garantendo al contempo un’esperienza d’uso intuitiva.

Quali sono i risultati che vengono tipicamente più apprezzati?
I riscontri dei family officer confermano il beneficio dell’automatizzazione: chi lavorava su fogli Excel alimentati manualmente oggi può contare su una gestione più efficiente dell’intero processo, dal back office alla reportistica per i clienti. In questo modo, la piattaforma diventa un vero partner strategico, capace di eliminare inefficienze e restituire tempo ai professionisti per ciò che conta: l’analisi, il dialogo con la clientela e la qualità delle decisioni di investimento.

L’Ue sta lavorando alla direttiva FIDA sull’Open Finance, che mira a estendere la logica dell’open banking ai dati finanziari in senso più ampio. Sarebbe un acceleratore reale di consapevolezza e controllo per il cliente?
La direttiva FIDA rappresenta un passaggio importante verso un ecosistema informativo più trasparente e interconnesso. Per la clientela High Net Worth e Ultra High Net Worth, la trasparenza è già oggi una realtà concreta; riteniamo però che la direttiva avrà un impatto rilevante nella standardizzazione e semplificazione dell’accesso ai dati, estendendo questo vantaggio anche a patrimoni più contenuti. Allo stesso tempo, questa evoluzione normativa non ridurrà la centralità del servizio offerto dai family office né il ruolo di software come Guardian: anche in un contesto di open finance resteranno decisive le professionalità e la capacità di analizzare, interpretare e monitorare i dati, trasformandoli in strumenti di supporto decisionale e di pianificazione strategica.

Domande frequenti su Family office, mappare patrimoni complessi: una sfida tecnologica

Qual è la principale sfida tecnologica che i family office affrontano nella gestione di patrimoni complessi?

La sfida principale risiede nella difficoltà di ricomporre in modo integrato patrimoni distribuiti su più banche, asset non quotati e immobili. Attualmente, molte informazioni devono essere recuperate manualmente, rendendo il processo inefficiente.

In che modo la reportistica avanzata si scontra con la complessità dei patrimoni gestiti dai family office?

Nonostante la reportistica avanzata sia un pilastro della consulenza evoluta, raramente riesce a fornire una visione veramente integrata di patrimoni complessi. Questo limita la sua efficacia nel presentare un quadro completo e unificato.

Quali tipi di asset rendono la mappatura dei patrimoni complessi particolarmente laboriosa per i family office?

La mappatura diventa laboriosa a causa della presenza di patrimoni distribuiti su più banche, asset non quotati e immobili. La diversificazione e la natura illiquida di questi asset complicano l'aggregazione delle informazioni.

Qual è la percezione dei clienti riguardo al servizio di ricomposizione manuale delle informazioni patrimoniali da parte dei family office?

I clienti percepiscono questo servizio come prezioso, riconoscendo l'impegno necessario per aggregare dati frammentati. Tuttavia, questo processo è anche estremamente intensivo in termini di tempo e risorse per il family office.

Quali sono le implicazioni in termini di tempo e risorse per i family office nel gestire patrimoni complessi attraverso la ricomposizione manuale delle informazioni?

La ricomposizione manuale delle informazioni patrimoniali è un processo estremamente intensivo in termini di tempo e risorse. Questo impatto diretto limita la capacità dei family office di scalare i propri servizi e di ottimizzare l'efficienza operativa.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Uomo sorridente in giacca e cravatta, copertina rivista "WE Wealth", titolo "La doppia sfida del wealth".
Magazine N°94 – ottobre 2026
Uomo sorridente in giacca e cravatta, copertina rivista "WE WEALTH", titolo "IL PATRIMONIO CAMBIA LA CONSULENZA EVOLVE".
Magazine N°93 – settembre 2026
Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier giugno 2026
Dossier aprile 2026