Family office, mappare patrimoni complessi: una sfida tecnologica

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Un uomo di mezza età in giacca e cravatta sorride leggermente guardando la telecamera in un moderno ufficio sfocato.

La reportistica avanzata è centrale nella consulenza evoluta, ma l’integrazione di patrimoni complessi è ancora faticosa: piattaforme come Guardian puntano a colmare questo gap

Articolo tratto dal numero semestrale di Family Office & Family Business


La reportistica avanzata è uno dei pilastri della consulenza evoluta, ma raramente riesce a ricomporre in modo davvero integrato patrimoni complessi distribuiti su più banche, asset non quotati e immobili. I family office devono ancora recuperare manualmente molte di queste informazioni: un servizio percepito come prezioso da parte dei clienti, ma anche estremamente intensivo in termini di tempo e risorse. Tech company come Swiss Rev sviluppano piattaforme per semplificare questo processo, affrontando non solo il tema tecnologico, ma anche la sfida — tutt’altro che banale, viste le resistenze osservate in Europa sul tema Open Finance — della trasparenza dei dati bancari. Parla Matteo Allevi, partner di Swiss Rev.

Nel 2025 si può dare per acquisito che un family office disponga di una piattaforma tecnologica capace di monitorare un portafoglio complesso, distribuito su più banche, asset class e veicoli societari?
Direi che non possiamo ancora considerarlo un traguardo pienamente raggiunto. Molti family office sono in una fase di transizione: stanno passando da modelli ancora fortemente manuali o supportati da strumenti solo parzialmente digitalizzati verso soluzioni realmente integrate. La sfida è tecnologica e organizzativa: far dialogare flussi da diverse fonti e analizzarli in modo da semplificare il processo decisionale e la governance del patrimonio. Oggi i family office cercano soprattutto un software che permetta di rappresentare patrimoni complessi e, allo stesso tempo, automatizzare processi e controlli per ottenere efficienza operativa. È esattamente su questi aspetti che si concentra la nostra piattaforma di portfolio management, Guardian.

In che modo, nel concreto?
Automatizziamo la ricezione quotidiana dei flussi da oltre 60 banche depositarie nazionali e internazionali, offrendo strumenti avanzati per la gestione, il monitoraggio e l’analisi rischio/rendimento dei portafogli. Parallelamente, abbiamo voluto ampliare la prospettiva del servizio andando oltre i tradizionali report statici. Abbiamo infatti sviluppato un software dedicato esclusivamente all’accesso da parte dei membri della famiglia o clienti del family office, progettato per offrire un’esperienza intuitiva, interattiva e in linea con le aspettative di un’utenza sofisticata. Questo strumento permette all’utente di accedere via web a una visione aggiornata, dinamica e completa del patrimonio — sia finanziario sia non finanziario — con tutte le relative analisi di composizione del patrimonio, redditività e controllo dei costi.

Ottenere i dati bancari della clientela oggi è un processo più fluido? Un investitore molto patrimonializzato può contare su una trasparenza piena del proprio patrimonio o esistono ancora zone d’ombra e resistenze?
Sono stati compiuti passi avanti, ma la piena fluidità nello scambio dei dati non è ancora universale. Le banche depositarie mostrano maggiore apertura rispetto al passato, tuttavia permangono differenze nella qualità e nel dettaglio dei dati, nella frequenza di aggiornamento e nei canali di trasmissione. Per rispondere a queste criticità abbiamo sviluppato interfacce automatizzate con ciascuna banca collegata a Guardian, così da offrire un’unica piattaforma in cui i dati di tutti i portafogli vengono normalizzati e centralizzati. La vera trasparenza dipende anche da come il dato viene rappresentato: la reportistica deve essere intuitiva, facilmente generabile e capace di restituire una lettura chiara del patrimonio, sia a livello di singolo portafoglio sia in ottica consolidata.

Dal punto di vista del cliente finale, cosa distingue una reportistica veramente utile?
Una reportistica di alto livello non si limita a elencare dati: analizza il patrimonio in modo chiaro, coerente e comprensibile anche per chi non ha una formazione tecnica. La differenza risiede nella qualità della narrazione finanziaria, nella capacità di collegare numeri, strategie e obiettivi familiari, offrendo una visione che supporti decisioni consapevoli. In quest’ottica, i nostri report analizzano tutte le principali aree di interesse del cliente — dai costi sostenuti alla reale diversificazione del portafoglio, fino alle analisi di rischio e rendimento — fornendo così una base informativa solida per decisioni tempestive e strategiche. Il web software dedicato ai membri della famiglia, inoltre, consente di personalizzare per ciascun cliente la quantità e la tipologia di informazioni da condividere, garantendo al contempo un’esperienza d’uso intuitiva.

Quali sono i risultati che vengono tipicamente più apprezzati?
I riscontri dei family officer confermano il beneficio dell’automatizzazione: chi lavorava su fogli Excel alimentati manualmente oggi può contare su una gestione più efficiente dell’intero processo, dal back office alla reportistica per i clienti. In questo modo, la piattaforma diventa un vero partner strategico, capace di eliminare inefficienze e restituire tempo ai professionisti per ciò che conta: l’analisi, il dialogo con la clientela e la qualità delle decisioni di investimento.

L’Ue sta lavorando alla direttiva FIDA sull’Open Finance, che mira a estendere la logica dell’open banking ai dati finanziari in senso più ampio. Sarebbe un acceleratore reale di consapevolezza e controllo per il cliente?
La direttiva FIDA rappresenta un passaggio importante verso un ecosistema informativo più trasparente e interconnesso. Per la clientela High Net Worth e Ultra High Net Worth, la trasparenza è già oggi una realtà concreta; riteniamo però che la direttiva avrà un impatto rilevante nella standardizzazione e semplificazione dell’accesso ai dati, estendendo questo vantaggio anche a patrimoni più contenuti. Allo stesso tempo, questa evoluzione normativa non ridurrà la centralità del servizio offerto dai family office né il ruolo di software come Guardian: anche in un contesto di open finance resteranno decisive le professionalità e la capacità di analizzare, interpretare e monitorare i dati, trasformandoli in strumenti di supporto decisionale e di pianificazione strategica.

Domande frequenti su Family office, mappare patrimoni complessi: una sfida tecnologica

Qual è la principale sfida tecnologica per i family office menzionata nell'articolo?

La sfida principale è la difficoltà di integrare in modo completo i dati patrimoniali complessi, distribuiti tra diverse banche, asset non quotati e immobili, in un'unica reportistica avanzata.

Perché i family office faticano a fornire una reportistica integrata?

I family office spesso devono recuperare manualmente molte informazioni relative ai patrimoni complessi, rendendo il processo intensivo in termini di tempo e risorse.

Come percepiscono i clienti dei family office il servizio di reportistica patrimoniale?

I clienti percepiscono il servizio di reportistica patrimoniale come prezioso, nonostante le difficoltà che i family office incontrano nel fornirlo.

Quali tipi di asset rendono complessa la reportistica per i family office?

La reportistica è resa complessa dalla presenza di asset non quotati, immobili e patrimoni distribuiti su più banche.

Qual è l'impatto della reportistica manuale sui family office?

La reportistica manuale richiede un notevole impiego di tempo e risorse da parte dei family office, nonostante sia un servizio molto apprezzato dai clienti.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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