Fondi: monetari e governativi dominano ancora la raccolta

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Secondo gli analisti di Bofa potrebbe essere un buon momento per tornare sull’obbligazionario investment grade, in vista dei tagli dei tassi previsti nel ’24

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Le decisioni di investimento del segmento retail europeo ha proseguito la rotta prudente impostata ormai da tempo: ne è uscita penalizzata, ancora una volta, la raccolta dei fondi più esposti ai rischi di mercato come azionari e obbligazionari high yield. Secondo l’ultimo monitoraggio realizzato da Bank of America sui flussi retail europei, nella settimana conclusa il 1° novembre, i fondi monetari sono stati ancora una volta quelli che hanno attirato più capitali, sia in termini assoluti sia in proporzione alle masse. Nel periodo, quest’ultima categoria di fondi che offre un rendimento collegato al costo del denaro, ha raccolto 10,12 miliardi di dollari netti, corrispondente a un +0,6% delle masse gestite in fondi monetari.

Questo ha portato gli afflussi netti da inizio anno a quota 127,25 miliardi di dollari, con una crescita dell’8,1%. Prosegue anche la preferenza per i fondi specializzati in titoli governativi, che hanno raccolto 1,66 miliardi di dollari netti settimanali, con incremento delle relative masse del 0,3%; si tratta della 34esima settimana di afflussi netti consecutiva. 

Complici le conseguenze dello scoppio del conflitto in Israele, e il rialzo di oro e petrolio, è cresciuto i fondi dedicati alle materie prime hanno registrato la terza settimana consecutiva di afflussi netti: questi ultimi hanno raccolto 485 milioni di dollari nella settimana al 1° novembre, risultando la terza categoria per afflussi netti. 

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La fuga dal rischio

Fino al 1° novembre, data in cui la Federal Reserve ha assunto un tono meno restrittivo rispetto alle attese, è rimasto prevalente l’orientamento di riduzione del rischio. I fondi azionari europei, per esempio, hanno osservato deflussi netti superiori al miliardo di dollari nella settimana in esame (pari a -0,1% delle relative masse). Ancor più colpiti sono i fondi specializzati in obbligazioni dal rating speculativo, più esposte a possibili default, che hanno perso lo 0,2% delle masse con un deflusso netto settimanale da 485 milioni di dollari: si è trattata della 17esima settimana di deflussi consecutiva. 

“I flussi ‘risk-off’ sono proseguiti per un’altra settimana, tra afflussi sostenuti nei fondi obbligazionari governativi e nei fondi del mercato monetario”, hanno commentato gli analisti di BofA, “i fondi di credito investment grade e high yield hanno registrato deflussi questa settimana, a causa dell’aumento dei rischi geopolitici”.

L’outlook di BofA

Guardando avanti, gli analisti di BofA hanno affermato che, “in uno scenario in cui i prezzi del petrolio salgono, vediamo rischi per gli spread del credito”, mentre “in uno scenario più positivo, ci aspettiamo che l’andamento dei flussi verso i fondi investment grade inizi a migliorare a causa della crescente probabilità di tagli dei tassi nel 2024, data la minore crescita del Pil e le aspettative di inflazione”. L’eventuale ribasso dei tassi beneficia il prezzo dei bond, che si muove i modo inverso rispetto ai rendimenti – tuttavia, l’ipotesi di un rallentamento dell’economia potrebbe colpire le società meno solide, che potrebbero avere più problemi a riparare i debiti contratti. Anche per questo Bofa “preferisce i bond a rating elevato “per sfruttare un contesto di tassi più bassi nel ’24 e raccomandiamo emittenti di qualità nell’ambito degli high yield, privilegiando le società con rating BB rispetto ai B”. 

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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