Rialzo dei tassi? Per gli economisti arriverà prima di quanto previsto

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Nonostante i proclami (rassicuranti) della Fed, gli economisti americani si aspettano che i tassi aumenteranno già a partire dal prossimo anno

Il Financial Times ha pubblicato i risultati della FT-IGM US Macroeconomists Survey, sondaggio condotto tra 49 economisti circa le tempistiche di rialzo dei tassi

Poco più del 70% degli intervistati crede che la Fed alzerà i tassi di almeno un quarto di punto percentuale nel 2022

Jerome Powell ha rassicurato: i falchi rimarranno delusi ancora a lungo. Christine Lagarde non è da meno: in Europa la politica monetaria rimarrà espansiva ancora per lungo tempo. Tuttavia, per lo meno negli Stati Uniti, non tutti pensano che le parole dei banchieri centrali rispecchino la realtà. La maggior parte degli economisti accademici, intervistati in un sondaggio condotto dal Financial sono dell’avviso che la Fed in risposta all’aumento dell’inflazione è in procinto di ridurre rapidamente il suo programma di stimolo e i tassi di interesse degli Stati Uniti aumenteranno già nel 2022.
Poco più del 70% degli intervistati crede che la Fed alzerà i tassi di almeno un quarto di punto percentuale nel 2022, con quasi il 20% che si aspetta che la mossa arrivi nei primi sei mesi dell’anno. Questo è molto prima del 2023, anno in cui i funzionari della Fed avevano previsto di alzare i tassi dai livelli attuali, vicini allo zero, già a giugno. Per essere in grado di alzare i tassi nel 2022, la maggior parte dei 49 economisti intervistati nel sondaggio FT-IGM US Macroeconomists Survey si aspetta che la Fed riveli presto i suoi piani per iniziare a ridurre o “tapering” il suo programma di 120 miliardi di dollari al mese di acquisti di obbligazioni e completare il processo entro il prossimo anno.
La banca centrale statunitense si è impegnata a mantenere l’attuale ritmo di acquisti fino a quando non vedrà “ulteriori progressi sostanziali” verso un’inflazione media del 2% e la massima occupazione. Il primo obiettivo è già stato raggiunto, hanno detto i funzionari, mentre si stanno osservando progressi nel raggiungimento del secondo. Per questo più del 40% degli economisti crede che la Fed annuncerà il tapering già nella sua riunione di novembre, mentre il 31% si aspetta che ciò avvenga a dicembre. Un quarto infine pensa che non ci sarà alcun annuncio fino al prossimo anno. Scenario che sconta la possibilità che le infezioni da coronavirus si possano diffondere ulteriormente e le assunzioni bloccarsi.

La preoccupazione degli economisti sono le stesse di quelle dei falchi della banca centrale statunitense. L’impennata della domanda da parte dei consumatori, insieme a gravi strozzature nell’offerta e altre carenze, hanno spinto l’inflazione al ritmo più alto degli ultimi 13 anni e molti pensano che nei prossimi mesi le pressioni sui prezzi non verranno meno. Gli economisti, che hanno citato ulteriori interruzioni dell’approvvigionamento come pericolo principale, hanno alzato la loro previsione mediana di fine anno circa l’indice di prezzo al consumo al 3,7 per cento, dal 3 per cento di giugno. Quasi il 70% ha anche detto che è “alquanto” o “molto” probabile che questo indicatore superi ancora il 2% su base annua entro la fine del 2022. Situazione che potrebbe, per l’appunto, convincere la Fed che l’obiettivo di stabilità di prezzi è più importante di quello di massima occupazione.

Per gli economisti intervistati, il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere alto quest’anno, con la stima mediana al 4,9% per dicembre. Il mese scorso ha oscillato su valori intorno al 5,2%. Per il 43% degli intervistati il tasso di disoccupazione non tornerà al suo livello pre-pandemico del 3,5 per cento fino al 2023, mentre il 23 per cento ha ipotizzato che potrebbe richiedere fino al 2024 o più tardi.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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