La prossima asta di Phillips a Londra brillerà di gusto italiano

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L’avamposto italiano di Phillips ha presentato a Milano alcuni dei pezzi forti dell’asta che li ospiterà a Londra. Lotti di gusto elevato, provenienti tutti da collezioni private italiane. Destinate alle trattative private altre gemme, fra cui tre vividissime opere di altrettante artiste contemporanee e un’irresistibile Tracey Emin. Ne abbiamo parlato con Margherita Solaini, specialista e associate director Italia di Phillips

Indice

Il collezionismo italiano protagonista da Phillips Londra

Il conto alla rovescia per la prossima sofisticata asta di Phillips a Londra è iniziato. Le prossime aste di arte moderna e contemporanea di Phillips a Londra (10–11 ottobre 2024, Modern & Contemporary Evening and Day) ospiteranno alcuni pregiati pezzi provenienti per lo più da collezioni private italiane. I collezionisti hanno potuto visionare la selezione dal 17 al 19 settembre 2024 nella sede italiana della prestigiosa casa d’aste, fresca di anniversario nel Belpaese, avendo inaugurato l’avamposto milanese nel settembre 2023. Accompagnati da Margherita Solaini – specialista e associate director Italia di Phillips – ci deliziamo delle opere esposte negli spazi di via Lanzone 2, pensati proprio per offrire l’opportunità di presentare alla clientela italiana e internazionale in transito per il capoluogo meneghino le opere d’arte, design, fotografie, multipli, gioielli e orologi prossimi alle vendite, pubbliche o private che siano.

Margherita Solaini, specialista e associate director Italia di Phillips. Ph. ©Maria Moratti

Troneggia sulle opere esposte Il cavaliere azzurro (“The blue rider”), monumentale tela (200 x 185 cm) di qualità museale del 1952 di Marino Marini. Inusuale la provenienza dell’opera: una sofisticata collezione asiatica. La forchetta di stima è collocata fra le 600.000 e le 900.000 sterline.

Deliziosa la rossa gouache su carta (57,8 x 78,1 cm) di Alexander Calder, Untitled, 1947 (stima: 50.000-70.000).

Calder, dettaglio. Ph. ©Teresa Scarale

L’unico lotto di Andy Warhol, Guns (40,6×50,5 cm) del 1981 (polimeri sintetici e inchiostri serigrafici su tela) è «quello con la stima di partenza più elevata, 450.000 sterline» ci rivela Margherita Solaini.

Andy Warhol,Guns, 1981. Courtesia di Phillips

Carla Accardi da non perdere nella prossima asta di Phillips a Londra

Ma forse il vero pezzo da non perdere è il sicofoil di Carla Accardi: «Un pezzo del 1967, Segni neri, perfettamente conservato: non vira nemmeno un po’ al marrone. Non un fatto da poco, se si considera che il sicofoil è un materiale che non si produce più e rimetterlo in sesto in caso di danni è impossibile. Per chi ha visitato la grande mostra dell’artista tenutasi al Palazzo delle Esposizioni di Roma (e conclusasi il 1° settembre 2024, ndr), è come avere un pezzo del grande tendone posto all’ingresso, solo che in quel caso le pennellate erano rosa».

Carla Accardi, Segni Neri,1967. Cortesia di Phillips
Carla Accardi, dettaglio. Ph. ©Teresa Scarale

La stima di base? «80.000 sterline». Decisamente conveniente! «Si, un pezzo da investimento. Ci aspettiamo infatti un’ottima rivalutazione per questo lotto, l’interesse intorno a esso è notevole. Del resto Carla Accardi in questo momento storico non certo esaltante per il mercato dell’arte italiana e per l’arte in generale è il nome più ricercato, insieme a Salvo».

Salvo

Di Salvo è presente il luminoso Punta del Hidalgo (1990 circa), un olio su tela di medie dimensioni (60×80 cm), stimato fra le 50.000 e le 70.000 sterline. Carino e iconico l’acrilico Los Angeles del 1971 di Sam Francis, di dimensioni contenute (40 x 33 cm; 15.000 sterline la base).

Salvo, dettaglio. Ph. ©Teresa Scarale

Fra i nomi giovanissimi in asta ci sarà anche quello di Francesca Mollet (Bristol, 1991), presente negli spazi di Palazzo Prospero Visconti con una coppia di Untitled che per qualche motivo ricordano Peter Doig: «In effetti le sue pennellate un po’ lo ricordano. C’è un grande lavoro sulla luce e sullo scorrere del tempo. La base d’asta per ciascuno dei due quadri è di 20.000 sterline.

Francesca Mollett, Untitled, 2020. Cortesia di Phillips
Mollet, dettaglio. Ph. ©Teresa Scarale

Brilla poi in tutta la sua iper cromaticità un piccolo Stanley Whitney (30×30 cm) del 2004, anno della sua grande retrospettiva romana.

Stanley Whitney, dettaglio ©Teresa Scarale

Non solo in asta pubblica da Phillips Londra: opere esclusive per le trattative private

La casa ha anche presentato una selezione di notevole qualità per le trattative private. Diversi i pezzi blue chip della selezione, fra cui una rarissima Venere cieca di Michelangelo Pistoletto, mai passata in asta, un Lucio Fontana in verde, un delizioso disegno su carta di Jean-Michel Basquiat, «pur non rappresentando il caratteristico Skull, è un pezzo importante, appartenente al biennio fondamentale dell’artista, il 1981-1982». Destinate alle private sales anche il neon rosa di Tracey Emin e il notevole Rotella «provvisto di ogni documentazione».

Tracey Emin, ph. ©Teresa Scarale
Mimmo Rotella, dettaglio. Ph. ©Teresa Scarale

Disponibili solo per acquisti riservati anche tre opere di altrettante artiste giovani: Ariana Papademetropoulos (Los Angeles, 1990, ora in mostra da Massimo De Carlo – MASSIMODECARLO), Chloe Wise (1990, Montréal, eccellente ritrattista) e Marguerite Humeau (Francia, 1986; gallerie: White Cube, Clearing), «grande studiosa dell’interazione uomo macchina sullo sfondo di scenari post apocalittici, della quale è ancora fresco il ricordo delle sue sculture sovrannaturali e biomorfiche collocate nell’Arsenale durante la Biennale d’arte di Venezia 2022, quella di Cecilia Alemani».

Marguerite Humeau. Ph. Teresa Scarale

L’opera offerta qui è una tela astratta ricca di pagliuzze d’oro, uno sguardo di luce sul futuro, quasi nel solco del solarpunk. I “templi per cyborg” e i “laboratori dell’estinto” dell’artista non si chiudono, per sua stessa ammissione, in visioni cupe del futuro.

L’asta Modern & Contemporary Art Evening Sale di Londra del 10 ottobre proporrà anche il Portrait of Prince Charles, 1982 e il Portrait of Princess Diana, 1982 di Andy Warhol, ispirati alla fotografia ufficiale del fidanzamento della allora futura coppia reale. La Day Sale dell’11 ottobre metterà all’asta dei pezzi di Marcel Broodthaers (collezione dei collezionisti di lungo corso Dr. Jost e di Barbara Herbig), “offrendo uno sguardo unico sull’eredità di uno degli artisti più innovativi del XX secolo” comunica la casa d’aste.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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