BlackRock lancia Sma sui private con Morgan Stanley e Partners Group

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Bussola in un labirinto: orientarsi nei private market

BlackRock, Morgan Stanley e Partners Group hanno lanciato una suite di Sma sui private markets per semplificare l’accesso di consulenti e advisory firm a private equity, private credit e real assets. La struttura prevede 3 profili, 7 fondi evergreen e redemption trimestrali. Nel 2026 l’86% degli advisor vuole aumentare l’esposizione ai private: opportunità di scala, ma più rischio su liquidità e suitability.

Indice

Private markets, nuova spinta “industriale” nel wealth

Il 29 gennaio 2026 BlackRock, Morgan Stanley e Partners Group hanno presentato una nuova suite di Sma (Separately Managed Accounts) multi-strategy focalizzati sui private markets, con esposizione integrata a private equity, private credit e real assets.  

Il posizionamento è chiaro: semplificare l’accesso per advisory firm e consulenti, rendendo l’allocazione più replicabile nel canale wealth, senza costruzioni “a pezzi” fondo per fondo.  

Cosa cambia per il wealth: meno complessità, più scalabilità di piattaforma

L’elemento che sposta l’ago della bilancia non è l’asset class, ma l’impianto operativo: un’unica soluzione che incapsula più strategie e più fondi sottostanti in un solo conto.  

Per il consulente, la leva è la frizione: il setup è progettato per richiedere un solo single subscription document, invece di documentazione separata per ciascun fondo, con impatto diretto su tempi, processi e implementazione su portafogli modello.  

Questa è la parte “industriale” della notizia: se l’accesso diventa più lineare, la distribuzione può crescere più velocemente, e il tema si sposta dalla disponibilità del prodotto alla qualità dell’execution.  

Il messaggio di BlackRock: dagli alternativi “stand-alone” alla soluzione di portafoglio

Qui l’obiettivo dichiarato è trasformare la fruizione degli alternativi, portandola da logica di prodotto a logica di costruzione del portafoglio.  

« Questo lancio trasforma la distribuzione degli investimenti alternativi da prodotti stand-alone a una soluzione di portafoglio e aiuta a semplificare l’accesso dei consulenti finanziari ai mercati privati per i loro clienti » evidenzia Jon Diorio, Head of Alternatives, U.S. Wealth Business, BlackRock.  

Il punto per wealth manager e private banker è netto: se l’accesso si semplifica, cresce anche la probabilità di entrate “automatiche”, e quindi aumenta il valore della suitability e della comunicazione rigorosa su vincoli e orizzonte.  

Com’è costruita: tre strategie, sette fondi evergreen, rimborsi trimestrali

La suite offre tre strategie, Income, Growth e Balanced, e alloca su sette fondi evergreen gestiti da BlackRock, Partners Group e Hps Investment Partners.  

La struttura prevede liquidità limitata: i fondi sottostanti consentono tipicamente redemption trimestrali, coerenti con la natura illiquida degli asset privati.  

Per il wealth questo sposta la conversazione: non basta parlare di rendimento atteso, serve governare vincoli di rimborso, rischio di limitazioni in stress di mercato e ruolo dell’illiquidità nella costruzione del portafoglio.  

“First-of-its-kind”: primato “di categoria”, non primato assoluto

Nella comunicazione, BlackRock e Partners Group definiscono la soluzione first-of-its-kind per le piattaforme wealth: tre Sma “outcome-aligned” che combinano più strategie di private markets in un unico conto, con un impianto pensato per l’operatività degli advisor.  

Ma va letto per quello che è: un primato riferito a questa specifica combinazione di caratteristiche, non al concetto di accesso ai mercati privati in generale, dove esistono già iniziative e piattaforme con logiche di distribuzione semplificata.  

La stessa traiettoria era visibile già nel 2024, quando BlackRock e Partners Group avevano annunciato una partnership per portare sul wealth soluzioni “one-stop” in formato model portfolio e con logiche di semplificazione dell’accesso.  

Il termometro della domanda: 86% nel 2026 vuole aumentare l’esposizione

Il mercato sta già spingendo in quella direzione: una survey citata nel Financial News da Hamilton Lane indica che 86% degli advisor che usano alternativi prevede di aumentare l’esposizione ai private markets nel 2026.  

È un dato che conta perché “industrializza” il rischio: più crescita significa più pressione su processi, più casi limite in profilatura e più probabilità di mismatch tra aspettative del cliente e vincoli reali del prodotto.  

In parallelo, il canale si sta riempiendo di infrastrutture di accesso: piattaforme come iCapital si presentano esplicitamente come marketplace per connettere wealth manager e alternativi su un’unica architettura, segnale che la battaglia è sempre più di distribuzione e workflow.  

Family office: non è una corsa all’accesso, è una corsa al controllo

Per molti family office, i mercati privati sono già parte strutturale dell’asset allocation; la novità è l’avvicinamento del canale wealth a logiche più standardizzate e “a piattaforma”.  

Se queste soluzioni diventano mainstream, il vantaggio competitivo tende a spostarsi su governance, qualità delle valutazioni, selezione dei gestori e disciplina nella gestione delle aspettative, più che sull’accesso in sé.  

« Stiamo aiutando i consulenti a superare la logica della scelta del singolo prodotto, verso una soluzione di portafoglio più olistica che dà accesso a una parte sempre più importante dell’economia reale » afferma Rob Collins, Co-Head of Private Wealth, Partners Group.  

Rischi: alert su mis-selling, liquidità fraintesa e costi di compliance

È qui che il tema diventa davvero “We Wealth”: Financial News avverte che la crescente diffusione di fondi evergreen e semi-liquidi nel canale retail può esporre il settore a un rischio di mis-selling se gli investitori non comprendono la liquidità reale e i vincoli in scenari avversi.  

Lo stesso pezzo lega l’alert alla spinta commerciale: oltre al 86% che punta ad aumentare nel 2026, Msci rileva che 83% dei wealth adviser considera gli asset privati “essenziali” per la diversificazione, una narrativa potente che può amplificare errori di posizionamento se non è accompagnata da disclosure e processi solidi.  

Il punto da fissare è semplice: la nuova suite non è “il problema”, ma un acceleratore di mercato; più accesso significa più probabilità che la liquidità venga percepita come più ampia di quanto sia, e quindi più rischio reputazionale e più carico di compliance sulle reti.  

Nel 2026 vince chi regge la suitability

La suite di Sma rende più semplice costruire esposizione ai private markets e più facile replicarla nel canale wealth, con una logica da piattaforma che abbassa la frizione di accesso.  

Ma la semplificazione operativa alza l’asticella consulenziale: la differenza non la farà “avere” mercati privati in portafoglio, la farà la capacità di governare orizzonte, vincoli, aspettative e comunicazione della liquidità

La scorciatoia è nella struttura, il vantaggio competitivo è nella suitability.

Foto di Elisabetta Fabris, autrice We Wealth esperta di wealth managemen

di Elisabetta Fabris

Scrive di Wealth Management per We Wealth. Con esperienze nei mercati finanziari e un background in Finance presso Bocconi, si occupa di finanza raccontando mercati e private capital con uno sguardo ai trend che stanno ridisegnando la gestione patrimoniale.

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