Nel primo trimestre il private equity italiano contiene la crisi

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Il mercato dei capitali privati dà prova di grande resilienza nonostante l’inizio anno difficile e registra 33 nuovi investimenti nel primo trimestre. Ecco tutti i dati dell’Osservatorio Pem di Liuc – Università Cattaneo per i primi tre mesi del 2020

Indice

Le operazioni di buy out si confermano predominanti sul mercato, con una percentuale ancora più elevata rispetto al trend consueto (88%), mentre le operazioni in capitale per lo sviluppo si si attestano, in calo, al 12% dell’intero settore

Non si registrano interventi di ristrutturazione societaria o di replacement. Sono stati gli 18 interventi di buy out rappresentano operazioni di add on, ovvero acquisizioni finalizzate alla crescita per linee esterne dell’impresa partecipata, sotto la regia dell’operatore di private equity

Dopo 23 deal conclusi tra gennaio e febbraio, il mese di marzo subisce una flessione rispetto allo scorso anno, con l’annuncio di 10 operazioni finalizzate (furono 16 nel 2019), scontando il forzato rallentamento dell’economia nel suo complesso. Nello stesso periodo dello scorso anno, che si è concluso con numeri da record, l’Osservatorio Pem di LIUC – Università Cattaneo aveva mappato 38 investimenti: dunque, il mercato italiano, nonostante l’emergenza Covid-19, riesce a concludere il primo trimestre con un livello di attività comunque soddisfacente. La sfida sarà, certamente, quella di affrontare il prosieguo del 2020 cercando di preservare gli investimenti in portafoglio e, se possibile, mantenere l’approccio fortemente proattivo al mercato che ha caratterizzato il settore nell’ultimo triennio.

I numeri

Le operazioni di buy out si confermano predominanti sul mercato, con una percentuale ancora più elevata rispetto al trend consueto (88%), mentre le operazioni in capitale per lo sviluppo si si attestano, in calo, al 12% dell’intero settore. Non si registrano, nel trimestre, interventi di ristrutturazione societaria o di replacement. Sono stati gli 18 interventi di buy out rappresentano operazioni di add on, ovvero acquisizioni finalizzate alla crescita per linee esterne dell’impresa partecipata, sotto la regia dell’operatore di private equity. Questa evidenza conferma l’importanza dei progetti di aggregazione industriale, che ormai costituiscono in numerosi settori una delle chiavi di creazione di valore di maggior efficacia, nonché segnala la volontà degli operatori di sostenere, consolidare e valorizzare le partecipazioni in portafoglio.

Dal punto di vista geografico, l’attività del primo trimestre risulta particolarmente polarizzata nel nord del nostro Paese in particolare in Lombardia, che da sola rappresenta ben il 54% del mercato. Seguono, a pari merito, Toscana e Veneto, con il 12%.

In ottica settoriale si segnala il 30% dei prodotti per l’industria, il 24% del terziario, il 15% dei beni di consumo e la presenza di altre operazioni concluse in ambiti industriali meno frequenti, quali pharma, Ict e utilities.

Le piccole e medie imprese rappresentano, come sempre, il principale bacino di riferimento per gli operatori, anche se non mancano alcuni di deals con enterprise value di rilievo, come già accaduto nello scorso anno e, soprattutto, nel 2018. Si conferma ed, anzi, si amplifica anche in questo avvio del 2020 l’interesse ed attenzione dedicati dagli investitori internazionali alle imprese del nostro Paese (addirittura il 66% del totale).

In tale contesto, si segnalano l’acquisizione di Golden Goose effettuata da Permira (con una valorizzazione degli asset aziendali pari a oltre 1,2 miliardi di Euro), nonché quelle di FiberCop a cura di KKR e di Engineering condotta da Bain. Degni di nota, anche, l’ingresso di Centurion in Giochi Preziosi e quello di Oaktree in aumento di capitale in Mail Boxes Etc.

In allegato, si riporta la tabella con i deals mappati dall’Osservatorio PEMÒdi LIUC – Università Cattaneonel primo trimestre, con alcune informazioni di dettaglio a supporto.

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