Prestiti per le pmi, i primi numeri delle banche

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Le banche iniziano a stilare i primi bilanci sulle richieste di prestiti fino a 25mila euro. E c’è chi ha anche avviato alcune erogazioni. Intanto, sono stati definiti i termini e le condizioni per il rilascio delle garanzie da parte di Sace a beneficio degli istituti di credito che emetteranno finanziamenti per le grandi imprese

Indice

Secondo i dati di lunedì, Intesa Sanpaolo ha ricevuto oltre 70mila richieste, Mps 13mila, Banco Bpm 8mila e Bnl 5mila

Bper ha toccato le 3mila domande complessive alla fine della giornata del 21 aprile

La task force Sace-Abi ha annunciato l’avvio di “Garanzia Italia”

Secondo Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Cris, nel primo trimestre del 2020 frenano le richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti

L’operazione liquidità per sostenere le piccole e medie imprese dagli effetti del lockdown è ormai in corso. Dopo la pubblicazione del modulo relativo alla garanzia del 100% sui prestiti fino a 25mila euro e la lettera circolare dell’Abi che annunciava la possibilità per gli istituti di credito di inserire le richieste di finanziamento sul portale del fondo di garanzia, le banche hanno iniziato a stilare i primi bilanci.
Secondo i dati relativi al 20 aprile, Intesa Sanpaolo ha ricevuto oltre 70mila richieste, iniziando a erogare anche i primi finanziamenti. Solo nelle prime ore della mattina – spiega in un’intervista Stefano Barrese, responsabile divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo – sono stati registrati “circa 50mila ingressi nella sezione specifica del sito”, mentre nella giornata di martedì i moduli scaricati sono arrivati a oltre 140mila. Banca Monte dei Paschi di Siena, invece, ha raccolto 13mila richieste per 295 milioni di euro. Nelle ultime ore della giornata di lunedì, Banco Bpm ha stimato un totale di 8mila richieste, per un ammontare complessivo di circa 140 milioni di euro, mentre Bnl del gruppo francese Bnp Paribas ha raggiunto 5mila richieste. Chiude il cerchio Bper che, dopo aver raccolto circa 1.500 richieste nel primo round per una media di 20mila euro a pratica, ha toccato le 3mila domande complessive alla fine della giornata del 21 aprile.

Passo in avanti per le grandi imprese

Intanto, anche per le grandi imprese è stato fatto un ulteriore passo in avanti. La task force Sace-Abi ha infatti annunciato l’avvio di “Garanzia Italia”, definendo i “termini e le condizioni che disciplinano il rilascio delle garanzie da parte di Sace a beneficio degli istituti di credito che emetteranno i finanziamenti”, si legge in una nota della società per azioni del gruppo Cassa depositi e prestiti. Le garanzie saranno rilasciate attraverso un portale dedicato “in tempi brevi”, spiegano, e saranno controgarantite dallo Stato.

Per la procedura semplificata, in particolare, che è rivoluta alle imprese che in Italia hanno un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro e un numero di dipendenti inferiore a 5mila, si parla di 48 ore per i finanziamenti fino a un importo massimo di 375 milioni di euro.

Crif, nel primo trimestre frenano le richieste di credito

A tal proposito, dalle elaborazioni di Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, è emersa una frenata del 14,7% delle richieste di valutazione e rivalutazione dei crediti presentate dalle imprese italiane nei primi tre mesi dell’anno. La flessione ha coinvolto sia le società di capitali, per le quali si parla di un -11,2%, sia le imprese individuali con il -19,9%. “È fondamentale sottolineare come la propensione a richiedere credito sia sostenuta non solo dalla fiducia circa la possibilità di sostenere il peso delle rate senza eccessivi affanni, ma anche dalla concreta possibilità di vederselo erogare – spiega il rapporto – Anche alla luce dei provvedimenti varati recentemente dal governo, va sottolineato come il 58,6% del totale delle richieste di finanziamento complessivamente presentate nei primi tre mesi del 2020 abbia avuto un importo inferiore ai 20mila euro”.

Secondo lo studio, il lockdown e l’indebolimento dello scenario economico internazionale avranno comunque un effetto negativo sull’accesso al credito per una parte delle imprese. Il 45%, in particolare, rileverà delle “significative esigenze di liquidità”, ma solo una parte minoritaria potrà essere coperta dai flussi di cassa generati.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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