Mercato dell'arte, i sette fattori chiave del 2021

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I primi dati diffusi sul 2021 ci dicono che è stato un anno record per le vendite in asta di opere d'arte. Superati anche i valori del 2019, primo anno pre pandemia. Nel frattempo, Hong Kong è diventato il secondo hub dell'arte dopo New York. Ecco i sette fattori chiave dell'anno 2021
I risultati divulgati dalle tre principali case d'asta internazionali evidenziano che l'anno 2021 è stato tra i migliori degli ultimi anni in termini di valore. Il fatturato complessivo delle tre major è stato di 12,6 miliardi di dollari, il 70% in più rispetto al 2020 e il 2% in più rispetto al 2018, ultimo anno record nella storia recente. La quota di questo mercato attribuibile alle opere d'arte vendute in aste pubbliche da Sotheby's, Christie's e Phillips è di ben 10,8 miliardi di dollari contro i 7,2 miliardi di dollari nel 2020 e i 10.336 miliardi di dollari nel 2019 (Art Basel e Ubs report). Ma quali i fattori chiave che hanno contribuito a questi risultati nel mercato dell'arte? Vediamoli nel dettaglio:
Uno. La geografia del mercato segue la ricchezza

I dati del venduto nelle aste pubbliche a livello paese elaborati da Pi-eX indicano che sono tutti positivi gli indici dei principali mercati nell'anno 2021 rispetto al 2020 con USA a + 23%, Cina a + 39%, Francia a + 42% e Svizzera a +37%. L'unico paese a perdere terreno è il Regno Unito che registra un -14%. Guardando alle capitali mondiali del settore, al primo posto per fatturato si conferma New York con 6,1 miliardi di dollari di vendite. Hong Kong sale al secondo posto con 2,5 miliardi di dollari e scavalca così Londra che si ferma a 2,1 miliardi di dollari, secondo i dati di ArtTactic.

Due. Aumento delle vendite private

Oltre alle vendite nelle aste pubbliche le major hanno conseguito importanti risultati tramite le vendite private che si confermano uno dei canali di circolazione delle opere più importanti del settore. Crescono per tutte le major i volumi rispetto al 2019 (primo anno pre pandemia). Per Christie's il fatturato totale delle vendite private è stato di 1,7 miliardi di dollari pari a +108% rispetto al 2019. Per Sotheby's il dato è di 1,3 miliardi di dollari, pari quasi al doppio di quelle del 2019. Per Phillips le vendite private hanno generato 208,2 milioni di dollari, in aumento del 21% rispetto al 2019.

Tre. Penetrazione del mercato asiatico

La penetrazione delle major nel mercato asiatico ed in particolare in quello cinese e di Hong Kong avviata negli ultimi anni sta ora dando i suoi frutti. Le collaborazioni con importanti case d'asta locali e il consolidamento della presenza nel territorio con nuove e prestigiose sedi hanno consentito di aprire il mercato anche all'arte occidentale. I collezionisti asiatici si interessano ora anche ai grandi artisti occidentali superando i limiti di un mercato tradizionalmente rivolto verso artisti e cultura locale. collezionisti e investitori asiatici sono stati i più attivi in asta e hanno speso di più nel corso dell'anno.
Per Sotheby's i collezionisti asiatici hanno rappresentato un terzo di tutte le offerte per valore nelle vendite mondiali. Il 46% delle aggiudicazioni di lotti superiori a 5 milioni di dollari è stato asiatico. Il totale delle vendite di arte moderna e contemporanea in Asia è stato per Sotheby's di 603 milioni di dollari, in crescita del 36% rispetto al totale dell'intero anno 2020. Per Christie's, i compratori asiatici hanno prodotto un fatturato di 1.68 miliardi di dollari pari a +32% rispetto al 2019. Le vendite in asta nel mercato asiatico (live e online) hanno conseguito 1,03 miliardi di dollari nel 2021 che corrisponde a +59% rispetto al 2020.

I compratori asiatici hanno contribuito per il 31% delle vendite nelle aste di Christie's del 2021, il 32% in più rispetto al 2019. Il 36% della spesa globale nelle vendite all'asta è andato ad acquirenti in Asia. Per Phillips, dei primi dieci lotti per valore venduti nel 2021 ben 5 sono andati ad acquirenti in Asia. Le vendite all'asta a Hong Kong hanno realizzato oltre 270 milioni di dollari, quasi il doppio dei risultati dell'anno precedente.

Quattro. L'apertura a nuovi collezionisti

La declinazione della proposta artistica attraverso nuovi formati e nuove categorie di vendita ha consentito di ampliare la percentuale dei nuovi collezionisti che ha partecipato e acquistato arte attraverso i canali delle case d'asta nel 2021. Alcune aste tenute nei principali centri vitali del lusso hanno completato la proposta dell'arte (es. Las Vegas per le opere di Picasso). Sotheby's ha dichiarato una percentuale di nuovi offerenti in asta in crescita del 44% rispetto all'anno precedente, a cui si aggiunge un +39% di nuovi acquirenti.

Il 2021 ha visto anche un considerevole afflusso di collezionisti di nuova generazione dall'Asia: il numero di offerenti asiatici under 40 nelle vendite mondiali è aumentato del 38% nel 2021 rispetto allo scorso anno. Per Christie's il 2021 ha portato il 35% di nuovi acquirenti di cui quasi il 32% sono millennial (under 40 anni).  Per Phillips il 50% di tutti gli acquirenti nelle aste solo online e dal vivo sono nuovi acquirenti.

Cinque. Incremento del numero delle aste online

Uno dei fattori chiave per il mercato dell'arte 2021 è stato senza dubbio quello dei canali virtuali di scambio. Le vendite online di arte hanno spazzato via molti dei tabù correlati all'acquisto di opere non in presenza. Quelle di Sotheby's hanno raggiunto la cifra record di 800 milioni di dollari nel 2021. Per Christie's sono state pari a 445 milioni di dollari. Per Phillips il 50% dei lotti offerti in asta è stato venduto ad acquirenti online. Il dato è in aumento del 32% rispetto al 2019. Le vendite effettuate in aste online sono aumentate del 417% rispetto al 2019 e del 68% rispetto al 2020. Record per le vendite tramite questo canale. In generale le strategie digitali di vendita messe in atto delle case d'asta internazionali a partite dal secondo semestre 2020 e potenziate per tutto il 2021 hanno consentito di abbattere le barriere geografiche e i fusi orari.
Sei. I non fungible token nei cataloghi di arte contemporanea

Gli nft sono stati la novità del 2021 e hanno aperto il mercato a un nuovo medium e a nuovi collezionisti. Christie's, che per prima ha puntato sugli nft, ha conseguito vendite per circa 150 milioni di dollari nel 2021. Sotheby's ha conseguito vendite per quasi 100 milioni di dollari a cui si accompagnata una crescita di nuovi clienti interessati a questo segmento del 78% di cui più della metà sotto i 40 anni.

Sette. Altri fattori chiave nel mercato dell'arte 2021

Il mercato in asta dell'intero anno ha beneficiato in modo consistente delle garanzie dirette e di terzi a copertura dei principali lotti immessi sul mercato. I dati del primo semestre 2021 dicono che la quota complessiva dei lotti garantiti per valore è stata del 40,7% nelle aste di arte contemporanea e post-war delle tre major in crescita rispetto al 39,8% del 2020 e al 37,1% nel 2019 (Deloitte &ArtTactic). In alcuni casi intere collezioni sono state oggetto di garanzia, come è avvenuto per la collezione dei coniugi Macklowe la cui vendita è stata curata da Sotheby's dopo aver convinto, proprio grazie alle garanzie, il Tribunale di New York ad affidargli l'incarico nella vicenda per la divisione della collezione tra i due oramai ex-coniugi.

 

E sono proprio le preziose collezioni private a rappresentare uno degli altri fattori di successo dell'anno e in particolare delle aste tenutesi in autunno a New York. Qui i dati ci dicono che proprio la collezione Macklowe, ha conseguito 676 milioni di dollari partendo da una stima iniziale di 600 milioni (la seconda parte della collezione sarà in asta a maggio 2022). E che la collezione Cox ha conseguito vendite per 332 milioni di dollari superando notevolmente la stima iniziale di 200 milioni di dollari. Altre collezioni minori, ma sempre milionarie, sono state vendute nel corso dell'anno tramite le aste delle major. Tra queste ricordiamo quella dei coniugi Christo e Jeanne-Claude a Parigi, quella della signora John L. Marion, la prima parte della collezione dello stilista Karl Lagerfeld e quella del finanziere americano T. Boone Pickens.

alessandro@we-wealth.com
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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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