PIMCO: il 2026 premia i bond di alta qualità

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Un uomo in giacca e cravatta scura si trova in un moderno corridoio chiaro con grandi colonne e pavimenti piastrellati e guarda la telecamera con un'espressione neutra, come se stesse contemplando il PIMCO outlook 2026.

Nell’Outlook 2026 PIMCO individua nell’obbligazionario di alta qualità una delle principali opportunità per costruire portafogli resilienti in un contesto macroeconomico caratterizzato da divergenze a livello globale

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Nonostante i consistenti “shock” del 2025 – legati soprattutto all’annuncio dei dazi statunitensi e all’incertezza generata dalle nuove politiche commerciali e fiscali della Casa Bianca – l’anno si è chiuso con una sorprendente resilienza delle economie globali. Una tenuta che, secondo PIMCO, potrebbe proseguire nel 2026, nonostante un avvio dai toni tutt’altro che rassicuranti.

In questo contesto, selettività e diversificazione saranno le chiavi per affrontare un anno ancora segnato da divergenze macro e geopolitiche. E soprattutto, l’obbligazionario di alta qualità tornerà a essere un perno centrale nelle strategie degli investitori, come emerge dall’Outlook 2026 di PIMCO.

Evoluzione macroeconomica: un contesto “a forma di K”

L’aumento degli investimenti in innovazione, tecnologia e AI, unito a stimoli fiscali significativi negli Stati Uniti, ma anche in Cina, Germania e Giappone, è stato tra i principali driver della resilienza del 2025.

“Il sostegno agli investimenti tecnologici resterà solido anche nei prossimi mesi. A questo si aggiunge un importante stimolo fiscale negli Stati Uniti – con tagli alle tasse per famiglie e imprese – ma anche in Cina, Germania e Giappone. Questo quadro, pur con potenziali effetti di volatilità da monitorare, suggerisce un sostegno alla crescita a livello globale. Inoltre, le condizioni finanziarie continuano ad allentarsi, molte banche centrali hanno già tagliato i tassi e prevediamo ulteriori riduzioni nel corso del 2026. Ci aspettiamo anche un calo dell’incertezza commerciale grazie agli accordi già raggiunti, pur tenendo conto dell’imprevedibilità delle politiche di Trump”, spiega Nicola Mai, economista e analista del credito sovrano di PIMCO.

Un contesto “a forma di K”, con vincitori e vinti e una crescita economica divaricata, a cui gli investitori devono prestare particolare attenzione per costruire strategie resilienti.

Sul fronte macro, PIMCO prevede per il 2026 una crescita del ~2% negli USA, poco sopra l’1% in Europa e intorno al 4,5% in Cina, con un’inflazione che dovrebbe avvicinarsi gradualmente al target del 2% entro fine anno.

Dove cercare opportunità nel 2026

Considerate queste condizioni piuttosto favorevoli, gli investitori si trovano davanti a un bivio: continuare a cercare rendimenti nell’azionario o sfruttare le opportunità offerte dall’obbligazionario. Ancor di più, preferendo una gestione attiva.

“Nel 2025 il reddito fisso ha già dimostrato il suo valore: l’indice obbligazionario globale ha reso circa il 5%, mentre strategie attive come il PIMCO Total Return hanno raggiunto il 7% – e addirittura il 9% includendo l’alfa di selezione. Se aggiustiamo questi rendimenti per la volatilità, i bond hanno fatto meglio dell’azionario. È un precedente che conferma come, oggi più che mai, l’obbligazionario di alta qualità rappresenti una delle fonti più solide di rendimento e resilienza.”

“Noi vediamo nelle obbligazioni opportunità solide e durature. I tassi restano sui livelli più alti degli ultimi 10-15 anni e questo apre molte possibilità per generare alfa. Il punto centrale è che oggi non ci troviamo più in un mondo che si muove in modo sincrono perché i diversi Paesi, i diversi settori e perfino i singoli titoli stanno seguendo traiettorie molto differenti. Proprio per questo la diversificazione è fondamentale, non solo per gestire rischi ed economie divergenti, ma anche per gli impatti geopolitici. Selezione e diversificazione, quindi, restano la chiave”, precisa Mai.

Il 2025 è stato caratterizzato anche da un crescente interesse per i mercati privati. PIMCO guarda con attenzione al credito cartolarizzato di alta qualità, all’asset-based finance e agli MBS Agency Usa, settori sostenuti da fondamentali ancora robusti.

“Oggi – aggiunge Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di PIMCO – non serve essere eroi, serve costruire portafogli restando su asset core, più stabili e sicuri.”

Sguardo ai mercati emergenti

Il 2025 è stato un anno positivo per i mercati emergenti, che tendono a beneficiare di un dollaro più debole e di un ciclo di tagli dei tassi da parte della Fed.

“Vediamo diverse opportunità negli emergenti, che mostrano fondamentali migliorati sia sul fronte fiscale che delle partite correnti. Paesi con tassi reali elevati e dinamiche esterne solide – come Brasile, Sudafrica e Perù – offrono un contesto interessante per assumere rischio in modo selettivo”, conclude Mai.

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

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