Pil Italia -9,1%, è great lockdown: crisi come nel 1929

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Il Pil dell’Italia è solo uno dei numeri da incubo presenti nel World economic outlook dell’Fmi, essendo l’economia globale in pieno “great lockdown”. La peggiore crisi da 90 anni a questa parte

Indice

Il Pil globale si contrae del 3% nel 2020, ovvero del 6,3% in meno rispetto alle stime dello scorso gennaio

Con la pregnante espressione “grande chiusura”, l’Fmi mette in evidenza la “continua incertezza sulla durata e l’intensità dello shock”

Il Pil dell’eurozona calerà nel 2020 del 7,5%, con Germania e Francia che vivranno contrazioni rispettivamente del 7,0% e del 7,2%. La Spagna sarà al -8%, mentre il Regno Unito al -6,5%

Il 2021 dovrebbe essere l’anno della ripresa, con il Pil dell’area euro a +4,7%. La Germania crescerà del 5,2%, l’Italia del 4,8%, la Francia del 4,5%, la Spagna del 4,1%, il Regno Unito del 4%

Nuovi anni Venti come i vecchi anni Trenta

Cicatrici durature saranno quelle che l’emergenza coronavirus infliggerà all’economia mondiale. E il nostro paese sarà fra quelli che soffriranno di più. Il Pil dell’Italia si contrarrà del 9,1% nel 2020, dice il Fmi (Fondo monetario internazionale) nell’ultimo World economic outlook della sua capoeconomista Gita Gopinath.

È però tutta l’economia mondiale a collassare, una caduta rispetto alla quale la crisi del 2008 è stata una bazzecola. Il Pil globale si contrae del 3% nel 2020, ovvero del 6,3% in meno rispetto alle stime dello scorso gennaio. Fra le economie del G7, l’Italia è purtroppo fanale di coda. Non solo: in Europa, peggio di noi farà solo la Grecia, per la quale la contrazione attesa del Pil è del 10%.

Dalla “great depression” al “great lockdown”: una crisi senza precedenti

Con la pregnante espressione great lockdown, “grande chiusura”, l’Fmi mette in evidenza la “continua incertezza sulla durata e l’intensità dello shock”. Incertezza che incombe sulla possibile ripresa del 2021: una ripresa “parziale con il livello del pil che resterà decisamente al di sotto del trend pre-virus”.  Non solo si tratta della recessione peggiore dalla grande depressione degli anni 1930 e decisamente peggio della crisi del 2008 (pil -0,1%). Assumendo che la pandemia svanisca nella seconda metà dell’anno, il Fondo prevede per il 2021 un pil in crescita del 5,8%. Ma avverte: “I rischi sulle prospettive sono al ribasso”.

Great lockdown: l’Italia, l’Europa, il Regno Unito. E la ripresa

L’economia italiana si contrarrà dunque quest’anno del 9,1%, dopo la sua crescita dello 0,3% nel 2019. Il Pil dell’eurozona calerà nel 2020 del 7,5%, con Germania e Francia che vivranno contrazioni rispettivamente del 7,0% e del 7,2%. La Spagna sarà al -8%, mentre il Regno Unito al -6,5%.

Il 2021 dovrebbe essere l’anno della ripresa, con il Pil dell’area euro a +4,7%. La Germania crescerà del 5,2%, l’Italia del 4,8%, la Francia del 4,5%, la Spagna del 4,1%, il Regno Unito del 4%.

“Nell’area euro, dove diversi paesi sono stati colpiti duramente” dal coronavirus, “un significativo sostegno europeo mirato a questi paesi dovrebbe essere complementare agli sforzi nazionali”. Detto questo, aiuti mirati aiuterebbero a far fronte alla comune necessità di finanziamento. La capoeconomista Gita Gopinath definisce la crisi attuale “uno shock comune molto forte e puramente esogeno”. In altre parole: riguarda tutti e non dipende da nessuno.

Disoccupazione da covid-19: Italia maglia nera in Europa

Il tasso di disoccupazione in Italia nel 2020 sale al 12,7% dal 10,0% del 2019. Nel 2021 sarà al 10,5%. Il 12,7% dell’Italia si confronta con il 10,4% si confronta con una media dell’area euro pari al 10,4% nel 2020 e all’8,9% nel 2021. Per la Francia l’Fmi prevede invece una disoccupazione in aumento dall’8,5% del 2019 al 10,4% sia nel 2020 sia nel 2021. La Spagna vedrà aumentare i disoccupati dal 14,1% dello scorso anno al 20,8% del 2020 e il 17,5% del prossimo anno. In Germania la disoccupazione salirà, ma di poco. Passerà infatti dal 3,2% del 2019 al 3,9% di quest’anno al 3,5% del prossimo. Disoccupazione a due cifre anche per Irlanda (12,1% nel 2020 e 7,9% nel 2021), Portogallo (13,9% quest’anno e 8,7% il prossimo), Grecia (22,3% nel 2020 e 19,0% nel 2021). Dramma che non risparmierà gli scandinavi, con la Svezia al 10,1% quest’anno e 8,9% il prossimo e la Norvegia al 13% nel 2020 e al 7,0% nel 2021.

Gli Usa, il resto del mondo, l’importanza del coordinamento

Il Pil americano calerà nel 2020 del 5,9% per poi crescere del 4,7% nel 2021. Si attende invece che il tasso di disoccupazione salga del 10,4% nel 2020 e scenda al 9,1% nel 2021. I dati che seguono riportano il pil per le maggiori economie mondiali. Fra parentesi sono riportate, per i paesi per cui è disponibile, le variazioni in punti percentuali rispetto alle stime di gennaio 2020. Il primo numero è relativo al 2019.

Il Fmi prevede un aumento significativo dei livelli debito, successivamente ci sarà una stabilizzazione del rapporto debito/Pil. Anche sulle previsioni del debito, così come su quelle dell’economia, c’è una però forte “incertezza. “La forza della ripresa dipende molto da quello che viene fatto ora, è importante che i governi diano sostegno alle famiglie e alle imprese per evitare bancarotte e una loro uscita dal mercato. Una volta che c’è la ripresa, per le economie avanzate sono essenziali stimoli, meglio se coordinati”, conclude Gita Gopinath.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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