Pensioni dimagrite: quanto investire per mantenere lo stile di vita

3 MIN
Una donna anziana con i capelli grigi e gli occhiali siede al tavolo della cucina, tenendo in una mano delle banconote in euro e leggendo un documento con un'espressione seria. Sul bancone dietro di lei c'è un vaso di tulipani gialli e arance.

Vivremo più a lungo e andremo in pensione più tardi, ma l’assegno pubblico coprirà solo due terzi dell’ultimo reddito. Una simulazione indipendente di Smileconomy mostra quanto risparmiare — e quanto presto iniziare — per evitare che gli anni in più diventino un rischio per il portafoglio.

Il rischio della longevità sembra una contraddizione in termini, fino a quando non ci si rende conto che, come abbiamo visto nel primo numero di questa serie, la vita si allunga mentre la pensione si restringe. È un dato irreversibile per una società che invecchia e cresce economicamente sempre meno. L’unico lato positivo? Andare in pensione più tardi, come il legislatore obbligherà sicuramente a fare, ridurrà contemporaneamente il rischio di finire il denaro prima del tempo. Magra consolazione, ma tant’è. Per prendere di petto questa trasformazione nelle reti sociali di domani non si può che pianificare un risparmio da decumulare quando vi sarà bisogno di coprire la distanza fra l’ultimo salario e la pensione – un divario in previsto aumento. Quanto risparmiare? E quanto ci si può aspettare che duri questo cuscinetto? Lo abbiamo chiesto al laboratorio indipendente di ricerca di Smileconomy, liberando questa analisi da ogni possibile conflitto d’interesse sulla vendita di specifici prodotti: solo numeri. La simulazione parte da un reddito annuo lordo non da HNWI, volontariamente: 35.000 euro, poco più del salario medio italiano. Con l’obiettivo di parlare di una pianificazione che davvero affronta il problema del rischio di abbassamento del tenore di vita (mentre per i più facoltosi, in verità, si tratta solo di trasmettere meno capitale agli eredi).

Andrea Carbone, economista di Smileconomy, ha considerato per questo studio richiesto da We Wealth tre fasce d’età — trentenni, quarantenni e cinquantenni di oggi — stimandone l’uscita dal lavoro con il requisito di vecchiaia aggiornato alle aspettative di vita. Un trentenne andrà probabilmente in pensione attorno ai 72 anni, un quarantenne a 71 e un cinquantenne a 69, in questo scenario. Per il primo ci saranno quindi oltre quarant’anni per risparmiare, per il secondo una trentina, per il terzo neppure venti.

Una tabella di confronto in italiano che mostra le proiezioni del risparmio previdenziale per tre profili di età (30, 40 e 50 anni) con uno stipendio lordo annuo di 35.000 euro, contributi mensili, rendimenti attesi e capitale previsto a 67 anni.

La quota destinata al risparmio è stata fissata al 10% del reddito netto: per chi guadagna 35 mila euro lordi significa circa 2.500 euro all’anno; per chi ne percepisce 70 mila, circa 4.300. Il capitale viene investito regolarmente, secondo due profili di rischio: uno più prudente, con una prevalenza di obbligazioni al 70%, e uno più dinamico, con più azioni in portafoglio (sempre 70%). I mercati finanziari sono stati osservati con un approccio probabilistico, basato su vent’anni di dati e su oltre cento scenari simulati: insomma, non previsioni, ma una stima di ciò che “dovrebbe andare” in media nel medio-lungo periodo. Al netto dei costi di gestione (qui, l’1%), della fiscalità e di un’inflazione stimata al 2% – l’obiettivo Bce.

Il risultato più evidente? È che il tempo è il vero capitale. Per chi guadagna 35 mila euro, un piano iniziato a 30 anni può generare un patrimonio finale compreso tra poco meno di 130 mila e oltre 220 mila euro. Partire a quaranta riduce la posta: la forchetta scende a circa 86-128 mila euro. A cinquanta anni si arriva a malapena a 50-62 mila euro. Cambia la vita, cambia la forza del tempo composto – il fenomeno che permette di accumulare rendite aggiuntive sopra quelle già accumulate.

Ma cosa rappresentano davvero quelle cifre una volta che si cessa di lavorare? Il tasso di sostituzione stimato dalla Ragioneria dello Stato per i lavoratori dipendenti dice che la pensione pubblica coprirà in futuro intorno al 67% dell’ultimo reddito. Questo terzo di reddito mancante si traduce, per chi oggi guadagna 35 mila euro lordi, in una “scopertura” mensile di circa 643 euro. Ed è questa la cifra che il capitale dovrà integrare, mese dopo mese – se si desidera mantenere inalterato lo stile di vita (e per chi guadagna questa cifra, non si parla di uno stile di vita lussuoso).

Calcolatrice alla mano, per un trentenne che andrà in pensione a 72 anni il capitale accumulato può sostenere quella rendita aggiuntiva per un periodo variabile tra i 15 e i 27 anni, a seconda della linea di investimento scelta. Un quarantenne riuscirebbe a garantirsi tra i 10 e i 15 anni, un cinquantenne non più di 6 o 7.

È qui che entra in gioco la statistica più spietata. Oggi un 72enne ha il 50% di probabilità di vivere almeno 16 anni e una su dieci di raggiungere i 24 anni. Significa che chi inizia a 30 anni, con un approccio coerente al rischio, ha concrete possibilità di tenere il passo con la propria longevità. Chi parte a 40 comincia a giocare sul filo, chi lo fa a 50 ha un rischio reale di “sopravvivere ai propri risparmi” – e dovrà compensare iniziando a risparmiare di più, il prima possibile. E per le donne, che vivono più a lungo, servirebbe persino uno sforzo maggiore.

Tre sono gli ostacoli: iniziare troppo tardi, mettere da parte troppo poco, essere troppo prudenti nelle scelte di investimento rispetto al tempo che si ha davanti (più tempo autorizza più rischio). È un ragionamento che vale anche per i fondi pensione, con una differenza fondamentale: questi ultimi consentono, se si vuole, una rendita vitalizia che elimina il rischio di longevità, trasferendolo a un’assicurazione. Certo, una sicurezza che si paga con una conversione che a molti appare troppo avara (e infatti, la gran parte dei sottoscrittori evita la conversione in rendita come e quanto può). “In un mondo ideale si potrebbero percorrere entrambe le strategie, per diversificare il rischio”, ci dice Carbone, “nella pratica, bisogna valutare i pro e i contro, consapevoli che prima ci occupiamo del nostro futuro, maggiori saranno i risultati che potremo ottenere”.

Ognuno deve valutare il giusto compromesso. Ma un punto è ormai difficile da ignorare: non si tratta di un pitch commerciale, il tema del risparmio per la longevità crescente è reale. Prima ci occupiamo del nostro futuro, più probabilità avremo che il nostro futuro si occupi di noi.

Domande frequenti su Pensioni dimagrite: quanto investire per mantenere lo stile di vita

Qual è il principale problema evidenziato dall'articolo riguardo alle pensioni?

L'articolo sottolinea che la vita media si allunga mentre l'importo delle pensioni tende a diminuire, creando un divario finanziario per i pensionati. Questo è dovuto all'invecchiamento della popolazione e alla crescita economica più lenta.

Quale soluzione viene suggerita per mitigare il rischio di esaurire i fondi pensionistici?

L'articolo suggerisce di posticipare l'età pensionabile. Andare in pensione più tardi riduce il periodo di tempo in cui si dovrà fare affidamento sui risparmi pensionistici, diminuendo il rischio di rimanere senza fondi.

A cosa si riferisce l'articolo quando parla di 'rischio della longevità'?

Il 'rischio della longevità' si riferisce alla possibilità di vivere più a lungo del previsto e di esaurire i propri risparmi pensionistici prima della fine della propria vita. Questo rischio è accentuato dalla riduzione degli importi pensionistici.

L'articolo fornisce indicazioni specifiche su come investire per compensare la riduzione delle pensioni?

L'articolo menziona la necessità di investire per mantenere lo stile di vita desiderato in pensione, ma non fornisce dettagli specifici su quali tipi di investimenti siano più appropriati. Si concentra sul problema generale della riduzione delle pensioni e sulla necessità di pianificare finanziariamente.

Qual è l'impatto dell'invecchiamento della società sulle pensioni, secondo l'articolo?

L'invecchiamento della società, combinato con una crescita economica più lenta, esercita pressione sui sistemi pensionistici, portando a pensioni più basse. Questo rende necessario che gli individui si assumano una maggiore responsabilità nella pianificazione del proprio futuro finanziario.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come pianificare una pensione integrativa?

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth