Pensione, i numeri delle aspettative sono sconnessi dalla realtà

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Fare bene i conti è fondamentale per realizzare, dopo la vita lavorativa, i propri obiettivi finanziari

Un’indagine del Insured Retirement Institute ha messo a nudo come i risparmi degli americani siano, in molti casi, non allineati alle aspettative sulla previdenza

Redditi elevati e una pensione entro i 65 anni di età possono essere compatibili solo con un adeguato risparmio nel corso della vita. Ma il 25% dei lavoratori americani over 40 non ha ancora messo da parte nulla per la previdenza

Le aspettative sul reddito che ci si aspetta di percepire in pensione sono, in molti casi, scollegate dalla realtà dettata da quanto si sta effettivamente risparmiando. Il problema della corretta pianificazione è particolarmente importante in Paesi come gli Stati Uniti, nei quali i contributi obbligatori e la pensione pubblica sono entrambi meno consistenti rispetto a quanto avviene in Italia. Per i più giovani, però, l’esperienza statunitense è particolarmente rilevante dal momento che si prevede, per il prossimi decenni, un sistema pensionistico sempre più “avaro”.

Negli Stati Uniti il risparmio previdenziale è inferiore ai 50mila dollari per oltre la metà degli over 40; circa sei lavoratori su dieci risparmia per la pensione meno del 10% del proprio reddito e un terzo addirittura meno del 5%.

A questi dati si associano, però, due aspettative piuttosto ambiziose: il 46% degli intervistati pensa di andare in pensione a 65 anni o prima; e, nella maggioranza dei casi ci si aspetta di poter ricevere un reddito pensionistico vicino a quello percepito durante la carriera lavorativa. E’ quanto rivela un’indagine condotta dall’Insured Retirement Institute su 990 lavoratori statunitensi. Secondo l’istituto, questi numeri mettono a nudo quanto, in molti casi, i risparmiatori stiano sottovalutando la quantità di risparmio necessaria per raggiungere i propri obiettivi in termini di previdenza.

Ad esempio, “il 62% di coloro che attualmente guadagnano tra i 30.000 e i 75.000 dollari all’anno e che si aspettano che il loro reddito pensionistico superi i 45.000 dollari all’anno potrebbe aspettarsi”, nel sistema statunitense, “un sussidio di previdenza sociale di soli 25.000 dollari, con un vuoto di 20.000 dollari che dovrà essere colmato utilizzando i risparmi per la pensione”.

Un gruppo consistente, composto dal 34% dei soggetti che guadagnano meno di 75mila dollari l’anno ha dichiarato di desiderare a una pensione persino superiore a tale cifra. Ovvero di percepire una pensione superiore al proprio reddito lavorativo.

I numeri suggeriscono che in pochi ci riusciranno. Un americano over 40 su quattro, infatti, non ha risparmiato neanche un dollaro per la pensione. Anche nella fascia compresa fra i 62 e i 66 anni la quota di soggetti che ancora non ha messo da parte nulla per la pensione si mantiene elevata: un americano su tre. Del resto, il 44% degli intervistati si dice preoccupato del fatto di non poter contare sui propri risparmi per tutta la durata della pensione.

Parte del problema si può spiegare con l’elevata percentuale di soggetti che, di fronte alla sfida della previdenza, non ha ancora fatto i dovuti calcoli: il 52% degli over 40 americani dichiara di non aver affrontato il problema dal punto di vista matematico (il 41% afferma di averlo fatto, mentre il 7% non lo sa).

Una parte dell’indagine, infine, è dedicata ai rimpianti. I più diffusi sono anche i più ovvi, alla luce di quanto visto finora: la maggioranza degli americani avrebbe voluto cominciare prima a risparmiare (67%) o aver risparmiato di più (65%).

Una quota considerevole avrebbe voluto consultare un consulente finanziario (22%), magari per ricevere un aiuto con la pianificazione. Interessante notare anche come il rimpianto di aver investito troppo prudentemente (19%) sia decisamente più diffuso di quello opposto (4%).

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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