Ottenere capitali dalle banche? Le Pmi italiane puntano sui confidi

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Oltre 1,25 milioni di Pmi italiane si affidano ai confidi per ottenere capitali dalle banche. Tra prezzi più convenienti e giuste quantità di credito, i confidi assumono sempre di più il ruolo di connettori tra economia reale e risparmio. Intervista ad Alessandro Spada, presidente di Confidi Systema!

Indice

Dal 2011, il credito alle imprese si è ridotto di oltre 250 miliardi di euro

“Oggi per le Pmi è fondamentale presentarsi alla relazione con la banca con l’appoggio di un soggetto in grado di offrire loro garanzie e consulenza”, spiega Alessandro Spada

I confidi permettono alle Pmi di ottenere un’adeguata quantità di credito in modo coerente con le finalità aziendali

In Italia, oltre 1,25 milioni di Pmi si rivolgono ai confidi per ottenere capitali dalle banche. Un sistema che svolge sempre più il ruolo di connettore tra economia reale e risparmio, garantendo minori tassi di deterioramento, adeguate quantità di credito e prezzi più adeguati. A dichiararlo in un’intervista a We Wealth è Alessandro Spada, presidente di Confidi Systema!, un intermediario finanziario nato nel 2016 dalla fusione di cinque confidi lombardi con l’obiettivo di offrire strumenti di credito innovativi alle piccole e medie imprese. La società ha chiuso il primo semestre del 2019 con un bilancio positivo pari a 1,44 milioni, deliberando un flusso di finanziamenti di oltre 304 milioni, in aumento del 16,4% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Ma perché le piccole e medie imprese avvertono sempre di più la necessità di rivolgersi a un confidi?

“Negli ultimi anni accedere al credito sta diventando sempre più complicato a causa di dinamiche legate all’andamento del mercato e alla sua regolazione. Questa situazione sta impattando in modo molto forte sulle scelte strategiche delle banche e degli intermediari, che hanno adottato policy di sviluppo del business e di valutazione dei rischi a scapito delle micro e piccole imprese. Per questo motivo, oggi per le Pmi è fondamentale presentarsi alla relazione con la banca con l’appoggio di un soggetto in grado di offrire loro garanzie e consulenza per agevolarle nell’accesso ai finanziamenti”.

Quali sono i vantaggi per le Pmi?

“Nonostante le modalità si declinino in modo molto diverso a seconda del caso specifico, il motivo è semplicissimo e accomuna tutte le Pmi da oltre mezzo secolo: associarsi ai confidi permette di ottenere la giusta quantità di credito al prezzo migliore possibile e nel modo più coerente con le finalità aziendali, che possono riguardare lo sviluppo di investimenti produttivi piuttosto che il sostegno del capitale circolante. Oggi le Pmi socie del sistema dei confidi italiani sono ben oltre 1,25 milioni, numero che conferma chiaramente quanto il rapporto con essi permetta di costruire valore e investire nella propria crescita”.

Alessandro Spada, presidente di Confidi Systema!

Nell’attuale panorama economico italiano, i confidi rappresentano ancora un’opportunità?

“Certo. Il mondo delle imprese da una parte e il sistema regolamentare delle banche e degli intermediari finanziari (confidi compresi) dall’altra, stanno attraversando profondi cambiamenti. Per questo crediamo che la realtà dei confidi possa ritagliarsi uno spazio importante nel ruolo di connettore tra economia reale e risparmio, grazie anche ai minori tassi di deterioramento del credito intermediato rispetto al canale bancario. L’obiettivo è ambizioso e certamente sarà necessario proseguire il percorso di consolidamento che abbiamo già intrapreso per poter disporre di strutture sempre più solide”.

Qual è la situazione delle Pmi italiane in termini di possibilità di finanziamento?

“Dopo il picco raggiunto nel 2011, il credito alle imprese si è progressivamente ridotto di oltre 250 miliardi di euro, una dimensione enorme. Paradossalmente, nello stesso periodo, la ricchezza finanziaria nel Paese è cresciuta di oltre 1000 milioni di euro. Soltanto mettendo in contatto ricchezza finanziaria e imprese – in particolare le Pmi, che costituiscono la base del sistema produttivo italiano – il nostro Paese potrà finalmente tornare a crescere”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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