Opzioni call e momentum dietro l’aumento della volatilità

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Tra emergenza sanitaria e i timori sull’economia non è solo la paura che muove i mercati. Un eccesso di opzioni d’acquisto e di posizioni long sui titoli del momento possono far diventare i mercati delle montagne russe

Indice

Lo scambio giornaliero di opzioni è aumentato del 92% rispetto al 2019 e ha superato del 20% quello sulle azioni

L’aumento del prezzo di alcuni titoli tech delle ultime settimane è dovuto per il 70% all’attività sul mercato derivato

Gli ETF che si basano su una “startegia momentum” sono arrivati complessivamente a gestire 18 miliardi di dollari, in crescita del 16% rispetto all’anno scorso

Il Volatility Index (VIX), sopranominato l’indice della paura, nell’anno delle incertezze ha toccato livelli che non si vedevano dalla Grande Recessione del 2008. Ma come l’emergenza sanitaria si è ridimensionata lasciando ben sperare nell’improbabilità di un secondo lockdown, i mercati si sono solo parzialmente calmati. Dopo un agosto tranquillo infatti si è tornati a soglie importanti di volatilità. All’8 Settembre l’indice segnava 31,46. L’ultima volta in cui i mercati erano così in subbuglio era il 2011, quando in Europa regnava la crisi del debito sovrano. Ma a parte la comprensibile paura legata all’epidemia e ai conseguenti danni economici, senonché alle tensioni geopolitiche, secondo il Wall Street Journal, le due strategie più diffuse tra gli investitori nel rally borsistico del 2020, acquisto di opzioni call e acquisto di azioni in rialzo, sono un fattore importante alla base delle ultime fluttuazioni di mercato.

Le opzioni vanno al rialzo

Per quanto riguarda il primo aspetto secondo i dati riportati da importanti personalità del mondo finanziario, intervistate da WSJ, vi è stato un aumento considerevole degli ordini sulle opzioni. La forza attrattiva di questi derivati può essere vista da diverse angolazioni. Henry Schwarzt, manager di Cboe Global Markets, evidenzia come da inizio anno mediamente siano state scambiate su base giornaliera 35 milioni di opzioni su azioni e ETF. Un dato superiore del 92% rispetto a quello del 2019. Solo ad agosto i piccoli investitori hanno acquistato opzioni per un valore nozionale di 500 miliardi di dollari. Si tratta, afferma Benn Eifert, di una cifra che batte il precedente record mensile di ben cinque volte. Una tale crescita ha portato le opzioni ad essere per la prima volta più scambiate delle azioni. Secondo un’analisi di Goldman Sachs, ad agosto il volume di scambio delle opzioni è arrivato ad essere il 120% di quello azionario, in forte aumento rispetto al 40% di tre anni fa.

Rapporto tra il volume di scambio di opzioni e azioni su base giornaliera. Source: Goldman Sachs
Questa grande attività sul mercato delle opzioni è stato uno dei motivi principali del rialzo degli ultimi mesi. Difatti le banche che vendono le opzioni call, per coprirsi da eventuali perdite, generalmente si acquistano le azioni sottostanti al contratto derivato. Il risultato è un prezzo delle azioni ancora più alto, proprio in virtù del comportamento delle banche. In questo senso si può dire che le opzioni hanno l’effetto di esacerbare il trend in atto e dunque esporre maggiormente gli investitori al “sali e scendi” del mercato.

Le azioni sottostanti alle opzioni d’acquisto in questi mesi sono state soprattutto quelle tech. Secondo Ubs le opzioni su Apple, Facebook, Alphabet, Amazon e Microsoft sono schizzate nella seconda metà di agosto, pesando per il 70% sulla crescita del prezzo di queste società.

Le azioni del “momentum”

La seconda strategia adottata più frequentemente dagli investitori è stata quella del momentum, ovvero l’acquisto delle azioni che stavano crescendo e la vendita di quelle che stavano invece perdendo terreno. Secondo Factset l’afflusso di capitali negli Etf incentrati su tale strategia è cresciuto del 16% rispetto all’anno scorso. L’AuM complessivo di questi Etf al 31 agosto era pari a 18 miliardi, il livello più alto degli ultimi dieci anni. Tale trend è confermato anche da Société Générale che ha mostrato come gli investitori sulla piattaforma Robinhood abbiano perseguito proprio questo via di investimento, puntando sulle società che stavano crescendo di più dal minimo di marzo, e dunque rendendo ancor più importante il rincaro di questi titoli.  Ma come nota Nikolao Panigirtoglou, global startegist di JPMorgan Chase, questi investitori si sono ritrovati, alla luce dei ribassi della scorsa settimana, a passare all’improvviso da acquirenti a venditori, comportando una correzione severa. Morale della favola: quando le opzioni d’acquisto e le azioni del momento vengono acquistate da tutti i mercati possono diventare delle montagne russe.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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