Nuove imprese, Milano al 14esimo posto per libertà economica

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La speciale classifica vede la città meneghina ben piazzata (ma fuori dalla top ten) fra le 75 città migliori al mondo per dar vita a una nuova impresa

La città con maggiore libertà economica al mondo è Singapore, già hub finanziario dell’Asia. lo rileva un’indagine della società tedesca di e-commerce Oberlo. Al secondo posto si piazza Hong Kong (e in questo caso ci sarebbe da capire perché l’ex colonia britannica ottiene un punteggio così elevato dopo le ultime vicende. Il report non lo dice). L’ex città-Stato presenta l’ecosistema più fertile per le imprese nel settore della logistica. Al terzo si trova posto Auckland. Nella città neozelandese occorre solo mezza giornata per costituire una nuova impresa.

Milano agguanta invece il 14esimo posto per libertà economica. Si tratta della posizione più elevata per il capoluogo lombardo, portabandiera dell’Italia in questo studio che ha coinvolto 200 città in tutto il mondo.

Dal campione, la società ha estratto le 75 migliori come ecosistemi per il successo imprenditoriale in generale. Secondo questo parametro, la città meneghina è 25esima. Lo studio ha analizzato fattori chiave come la libertà economica, il capitale umano, gli ecosistemi tecnologici e digitali, le iniziative finanziarie, le agevolazioni governative in atto durante l’emergenza Covid. Londra è la città che ottiene il punteggio complessivo più elevato come ambiente per costituite con efficacia un’impresa. Seguono New York e San Francisco. Le città italiane hanno fornito il maggior sostegno finanziario alle imprese durante la crisi dovuta al Covid-19. Pechino ottiene il miglior punteggio per quanto riguarda il capitale tecnologico umano.

Milano nuove imprese

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La classifica si basa su un indice che unisce diversi punti dati e fonti di terze parti per ciascuna delle città analizzate. Si sono studiate l’infrastruttura di base e le normative da seguire per avviare una piccola impresa: tassazione, libertà normativa e tempo che occorre, in media, per registrare una nuova società a responsabilità limitata, verificando anche il supporto locale per la nuova imprenditoria femminile (diversità e inclusione). La società ha indagato anche i finanziamenti, i sussidi di disoccupazione, i prestiti destinati alle piccole imprese, le tasse sulle imprese locali e capitale di rischio.

Si è poi passato ad esaminare le esigenze specifiche dei settori tech/digital e import/export. Sono stati valutati l’ecosistema tecnologico locale e il capitale di risorse disponibile per ogni città. Per l’import/export sono stati esaminati l’ecosistema logistico locale, l’accesso ai mercati globali e i costi per le spedizioni. L’indice complessivo combina e assegna un punteggio a ognuno dei fattori sopra descritti per determinare quali sono le principali città che gli imprenditori dovrebbero prendere in considerazione per mettere in piedi e far crescere un business di successo.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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