Meta sta cercando di liquidare la sua stablecoin mai nata, Diem

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Prima Libra, poi Diem; ora, forse, l’addio all’ambizioso progetto di Facebook, nato per semplificare i trasferimenti di denaro

Diem, l’associazione guidata da Meta legata al lancio di una stablecoin negli Usa “sta discutendo con banchieri d’investimento su come vendere al meglio la sua proprietà intellettuale e trovare una nuova casa per gli ingegneri che hanno sviluppato la tecnologia, incassando qualsiasi valore rimanga nella sua moneta Diem”, hanno affermato alcune fonti anonime a Bloomberg

Lo scorso maggio l’iniziativa di lancio, appoggiata da Silvergate Bank come emittente della moneta digitale, si è scontrata con l’altolà della Federal Reserve. Questo, secondo le fonti, “è stato il colpo di grazia” per il progetto

Il progetto della stablecoin di Facebook, nato nel 2019 sotto il nome di Libra e poi modificato in Diem a fine 2020, sta cercando, in qualche, modo di valorizzare il lavoro fatto – nonostante le reticenze delle autorità di regolamentazione statunitense che finora hanno bloccato il lancio del token. Secondo quanto risulta ad alcune fonti anonime che hanno parlato all’agenzia Bloomberg, la Diem association, di cui Meta (l’ex Facebook) possiede circa un terzo, “sta discutendo con banchieri d’investimento su come vendere al meglio la sua proprietà intellettuale e trovare una nuova casa per gli ingegneri che hanno sviluppato la tecnologia, incassando qualsiasi valore rimanga nella sua moneta Diem”.

A suo tempo il progetto Libra incassato il sostegno di grandi nomi del mondo dei pagamenti. Fu detto che con la stablecoin di Facebook trasferire denaro sarebbe diventato semplice come inviare un messaggio di Whatsapp (un’altra compagnia della galassia Zuckerberg). La fattibilità tecnica, però, si scontrò clamorosamente con le perplessità del Congresso che fece vacillare con più di una domanda l’allora responsabile del progetto, David Marcus, che ha lasciato Meta l’anno scorso, nel corso di un’audizione del luglio 2019.

In seguito alle evidenti ostilità dei regolatori, che citarono i timori legati ai controlli anti-riciclaggio, di finanziamento del terrorismo, sulla privacy degli utenti e sulla stabilità finanziaria, vari partner dell’iniziativa lasciarono Facebook e Libra. Con il rebranding del 2020, Diem puntava a offrire un’alternativa di pagamento non più ancorata a un paniere diversificato di valute, ma al solo dollaro americano. Allo stesso tempo, le ambizioni globali del token si sono circoscritte ai soli Stati Uniti, facilitando, in teoria, il rispetto dei vicoli di legge (limitati a quelli di un solo Paese). Non è stato sufficiente.

Lo scorso maggio l’iniziativa di lancio, appoggiata da Silvergate Bank come emittente della moneta digitale, si è scontrata con l’altolà della Federal Reserve. Questo, secondo le fonti, “è stato il colpo di grazia” per il progetto.

Senza il via libera del regolatore, Silvergate non è stata in grado di emettere il nuovo asset nella sicurezza che la Fed non avrebbe preso provvedimenti nei suoi confronti. Ancora una volta la stablecoin di Facebook è finita su un binario morto.
Lo scorso novembre la stessa Fed hanno fornito le linee guida sulla regolamentazione delle stablecoin che si aspettano di veder approvata dal Congresso. Gli emittenti di token di questo tipo devono avere lo status giuridico di banche regolamentati, con stringenti vincoli sulle riserve – al fine di assicurare la convertibilità alla pari con il dollaro o altre monete fiduciarie. Al momento le stablecoin vengono usate principalmente per entrare e uscire dalle criptovalute volatili senza dover abbandonare l’ecosistema blockchain. Tuttavia, l’arrivo di una stablecoin di Facebook avrebbe avuto un immediato impatto sugli scambi nel mondo “reale”.

“Non è chiaro come un potenziale acquirente potrebbe valutare la proprietà intellettuale di Diem, o gli ingegneri che hanno contribuito a svilupparla”, ha affermato Bloomberg. Del resto, a chi potrebbe servire un’idea grandiosa, se non si può realizzare? Probabilmente la notizia è stata fatta filtrare per riuscire a scoprirlo.

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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