Mario Draghi e il recovery fund: ferrovie e riqualificazioni

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Arrivano le indiscrezioni sulla bozza del piano nazionale di ripresa e resilienza predisposto da Mario Draghi e dai suoi ministri più fidati. Il documento si articola in 16 categorie di spesa. Tanta digitalizzazione, innovazione, mobilità e infrastrutture ferroviarie

 

Indice

Duecento pagine e cinquecento grafici per sei “missioni”. Di tanto si compone la bozza di 200 pagine del piano nazionale di ripresa coordinato da Mario Draghi. Il documento si impronta soprattutto alla transizione verde. L’occasione che l’Italia stava aspettando da anni per uscire dalla stagnazione si sta materializzando. La suddivisione dei fondi è sbilanciata a favore del nord, il 60% contro il 40%.

Delle 16 voci di spesa, 30 miliardi vanno all’efficienza energetica e alla ristrutturazione degli edifici. Un ammontare che potrebbe aiutare a riqualificare il patrimonio immobiliare storico nazionale. 28 miliardi andranno alle ferrovie.

Il recovery fund di Mario Draghi nel dettaglio

Alla digitalizzazione, innovazione, competitività e alla cultura andranno 46,3 miliardi, così suddivisi: 11,7 a digitalizzazione, innovazione e sicurezza della pubblica amministrazione. 26,5 miliardi a digitalizzazione, ricerca e sviluppo e innovazione del sistema produttivo.

A turismo e cultura, otto miliardi. Alla transizione verde, 69,8 miliardi.

Sette miliardi saranno per le aziende sostenibili e l’economia circolare: 18,2 per la transizione energetica e il trasporto pubblico locale. 29,5 miliardi andranno all’efficienza energetica e alla ristrutturazione degli edifici, 15 miliardi alla salvaguardia del territorio e delle risorse idriche.

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Fonte: Bloomberg
Alle infrastrutture e alla mobilità sostenibile andranno 31,9 miliardi di euro. In particolare: 28,3 per le ferrovie e 3,6 per i porti.

L’istruzione e la ricerca potranno contare su 28,4 miliardi di euro. 16,7 miliardi sono destinati alla rimozione delle disparità nell’accesso all’istruzione; 11,7 dovrebbero invece cementare il rapporto fra università e aziende.

Il nostro pnrr ha anche previsto di destinare 27,6 miliardi del recovery all’inclusione sociale. 12,6 i miliardi che allevieranno la disoccupazione e che incentiveranno il reingresso nel mondo del lavoro. 10,8 la cifra pensata per le infrastrutture sociali, le famiglie, le associazioni di beneficenza. 4,1 i miliardi per la coesione territoriale.

I 19,7 miliardi previsti per la sanità sono suddivisi fra telemedicina (7,9 miliardi) e una generica modernizzazione (11,8).

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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