Luigi Lovaglio glissa sulla possibile vendita della quota detenuta in Assicurazioni Generali e rivolge un appello diretto ai banker di Mediobanca, ritenuti al centro della creazione di valore nell’integrazione fra Siena e Piazzetta Cuccia. Nella conference call di presentazione dei conti trimestrali, l’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena ha rassicurato il mercato sulla normalizzazione della fuoriuscita dei banker e sulla tenuta della raccolta, nonostante un trimestre complicato dalle turbolenze geopolitiche.
“Vorrei rivolgermi direttamente ai nostri banker di Mediobanca: questa piattaforma è stata realizzata per rafforzare la vostra posizione competitiva, mettendo insieme le vostre capacità di consulenza di altissimo livello con una capacità di esecuzione altrettanto elevata. Questo è particolarmente importante per il segmento mid corporate, dove la combinazione fra attività creditizia e servizi di consulenza è decisiva e dove i team hanno già dimostrato la capacità di mettere in atto questo modello in maniera efficace”, ha dichiarato Lovaglio. “Voglio essere chiaro: siete voi al centro di questa trasformazione. La fiducia dei clienti, la generazione dei mandati e le relazioni di lungo termine sono tutte nelle vostre mani e questo gruppo è completamente allineato per rafforzare la vostra capacità di raggiungere risultati”.
Finita l’emorragia dei banker
Nel primo trimestre, però, c’è stata ancora una “piccola battuta d’arresto, soprattutto dovuta a una concentrazione delle uscite dei banker”, ha spiegato Lovaglio. “Da metà aprile, però, la situazione si è rapidamente normalizzata, con un ritorno della fiducia dei clienti, la stabilizzazione della base dei banker e una ripresa dell’attività commerciale”.
Nel frattempo il recruitment è ripartito “su profili senior di alta qualità, con i primi ingressi attesi già dall’inizio del prossimo trimestre”, mentre lo slancio commerciale è tornato anche grazie a liquidity event aziendali che hanno contribuito in modo decisivo alla generazione di circa un miliardo di nuova liquidità nelle ultime tre settimane.
Al centro delle sinergie fra le due banche, ha spiegato Lovaglio, c’è proprio “l’integrazione dei servizi di consulenza di Mediobanca presso i clienti mid e large corporate di Montepaschi”. “Devo dire che ci ha sorpreso la velocità con cui siamo riusciti a ottenere questo tipo di collaborazione e già oggi vediamo risultati tangibili. Sento parlare tutti i giorni di incontri che i nostri due team stanno avendo con la clientela e ritengo che questa tendenza possa solo migliorare, anche se abbiamo già visto ottimi risultati”.
Soprattutto nel segmento mid corporate, le due banche “sono forti anche perché possono contare su banker di altissimo livello. Vedremo crescere i volumi e vedremo crescere le commissioni di consulenza legate a questo tipo di attività”.
Più nel dettaglio, le sinergie stimate a 700 milioni di euro entro il 2028 sono state confermate, ma con maggiori dettagli sulla loro provenienza. Circa la metà arriverà dal retail commercial banking, mentre il corporate & investment banking peserà per circa il 20%. “Questo contributo potrebbe anche essere superiore, se saremo in grado di accelerare ulteriormente l’attività già in corso. La collaborazione nell’offerta di servizi di consulenza soprattutto ai clienti mid corporate dovrebbe permetterci di ottenere risultati ancora migliori”. Le attività collegate al wealth management, infine, “daranno anch’esse un contributo intorno al 15%, mentre la parte restante sarà legata al private banking”.
Generali resta un “nice to have”
Più conferme che novità sul destino della partecipazione in Generali, definita da Lovaglio “qualcosa di bello da avere, una fonte di ricavi su cui contiamo e che ci offre ulteriori possibilità dal punto di vista delle partnership operative”.
A una domanda diretta su una possibile cessione della quota, l’amministratore delegato di Mps ha aggiunto di non aver “neppure preso in considerazione quale scenario potrebbe rendere plausibile o logica una vendita della partecipazione in Generali”. “Preferirei rimandare questo tipo di valutazioni, perché in questa fase per noi è fondamentale concentrarci sull’attività commerciale e sull’integrazione. È una partecipazione che è bello avere: ci ha portato un contributo di 130 milioni nel primo trimestre”.
I numeri di Mps nel primo trimestre
Il gruppo senese ha registrato un utile netto di 521 milioni di euro e un utile ante imposte di 911 milioni, in crescita del 15,6% trimestre su trimestre. I ricavi sono saliti a 1,96 miliardi (+3% sul trimestre), sostenuti dal margine di interesse (+1,9%) e dalle commissioni (+2,8%). Le commissioni legate a wealth management e advisory sono cresciute del 7,6% trimestre su trimestre. La raccolta commerciale complessiva si è attestata a circa 290 miliardi di euro, mentre la raccolta indiretta commerciale è rimasta stabile a 184,9 miliardi nonostante la volatilità di mercato. I flussi lordi di wealth management sono cresciuti del 10% trimestre su trimestre, con la raccolta indiretta sostenuta soprattutto dal risparmio gestito. Il CET1 ratio si è attestato al 15,9%.

