Dopo oltre vent’anni di domanda elettrica stabile o in lieve calo, il mondo si trova davanti a un cambio di paradigma. La crescita esplosiva dei data center alimentati dall’intelligenza artificiale sta generando un aumento strutturale dei consumi energetici. Una trasformazione che apre scenari complessi ma anche opportunità.
“I data center sono il motore silenzioso della nuova economia digitale, ma consumano energia a ritmi che le infrastrutture attuali non sono in grado di sostenere” spiega Luca Moro, Chief Investment Officer del fondo SpesX di FIEE Sgr. “Solo in Europa, le reti sono state costruite decenni fa e oggi mostrano tutta la loro vulnerabilità, come dimostrato dal blackout di aprile che ha paralizzato Spagna e Portogallo”.
Investimenti record per reti e infrastrutture
Secondo la Commissione Europea, serviranno oltre 220 miliardi di euro all’anno fino al 2050 per aggiornare le reti. Negli Stati Uniti, il Dipartimento dell’Energia stima un’espansione del 50–100% entro il 2035, con costi cumulati fino a 1.400 miliardi di dollari. “Si tratta di cifre imponenti, ma senza questi investimenti non ci sarà transizione energetica possibile”.
Entro il 2026 i data center consumeranno fino a 1.000 TWh, pari alla domanda annua del Giappone. “Un singolo prompt su ChatGPT richiede dieci volte l’energia di una ricerca su Google. Quando miliardi di persone usano quotidianamente l’IA, l’emergenza energetica diventa evidente”.
Europa e Stati Uniti: due velocità, un’unica sfida
In Europa la domanda, ferma da 15 anni, sta riprendendo slancio: le richieste di connessione da parte di nuovi data center hanno raggiunto una pipeline da 170 GW, un terzo dell’attuale fabbisogno europeo. “È un’inversione di tendenza storica che ridefinirà le priorità industriali del continente”.
Negli Stati Uniti la crescita è già realtà: la domanda sale del 2-4% l’anno, trainata da IA e mobilità elettrica. “In stati come Texas e Virginia il divario tra capacità e fabbisogno è ormai critico. E questo ci indica che il fenomeno non è congiunturale, ma strutturale”.
Milano hub del Mediterraneo digitale
Anche l’Italia gioca un ruolo da protagonista. Milano è divenuta hub mediterraneo con 238 MW IT installati nel 2024 (+34% sul 2023). “La nostra forza è l’unione di posizione geografica, rinnovabili e arrivo di cavi sottomarini strategici”. Secondo il Centro Studi RINA, tra 2025 e 2026 gli investimenti nei data center italiani supereranno i 10 miliardi, con focus su energia 100% rinnovabile e recupero del calore.
Tra rinnovabili e nucleare: la corsa all’equilibrio
Il cammino verso le rinnovabili tuttavia è lungo. “Il nucleare di nuova generazione non sarà disponibile prima del 2035, mentre il gas sta tornando a essere una componente necessaria”. Negli USA i progetti di nuova capacità a gas hanno toccato 17,5 GW, massimo dal 2017. Allo stesso tempo, big tech e utility siglano contratti ventennali per energia nucleare, mentre fornitori come Vertiv garantiscono efficienza nei sistemi di raffreddamento.
Il momento di posizionarsi
Dopo anni di incertezza normativa, il settore si muove verso un nuovo equilibrio. “Oggi le clean tech e le rinnovabili hanno valutazioni depresse nonostante fondamentali in miglioramento. Questo è il momento di posizionarsi. Nei prossimi 12-18 mesi ci aspettiamo un ritorno ai fondamentali, anche grazie al calo dei tassi”.
Guardando avanti, tre fattori saranno decisivi: la bancabilità del nuovo nucleare, la rimozione dei colli di bottiglia autorizzativi e il prezzo del carbonio. “Chi possiede, ottimizza o finanzia l’infrastruttura critica della nuova economia digitale è al centro della prossima gold rush energetica”.
SpesX: investire nella nuova economia energetica
Il fondo SpesX di FIEE Sgr, attivo dal 2023, investe lungo tutta la filiera energetica. “Abbiamo un portafoglio bilanciato tra Stati Uniti ed Europa” racconta Moro. Tra le posizioni: Vistra, Constellation Energy, Talen, Vertiv, Nextera Energy, First Solar ed E.ON.
“La missione di FIEE è sempre stata investire nell’economia reale sostenendo la transizione energetica” conclude Moro. “Con SpesX estendiamo questa visione alle aziende che guideranno la trasformazione del sistema”.

