Le startup globali da tenere d’occhio: non ci sono solo gli Stati Uniti

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Un'insegna al neon con lettere bianche su sfondo nero recita "FAI QUALCOSA DI GRANDE", anche se la lettera "H" di "SOMETHING" è spenta e mancante: una metafora calzante per l'imprevedibile percorso di creazione di una startup.

We Wealth ha selezionato 5 startup che si sono messe in evidenza nel mercato mondiale del Venture Capital a marzo, con un focus su intelligenza artificiale, veicoli elettrici, dispositivi medici e molto altro

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Quando si pensa al mondo delle startup, la mente corre subito verso gli Stati Uniti, insomma un volo di sola andata per la Silicon Valley. In un secondo momento, soprattutto negli ultimi anni, qualcuno potrebbe pensare anche all’India, soprattutto a Bangalore. La realtà è che l’Europa raramente è la prima meta a cui si pensa e, probabilmente, neppure la seconda. Eppure, secondo le ricerche di Dealroom e contrariamente alla narrativa dominante, in base al livello di investimenti di venture capital raccolti, le startup europee hanno le stesse probabilità di quelle statunitensi di diventare unicorni. Certamente, nel Vecchio Continente mancano i mega deal che caratterizzano il mercato a stelle e strisce, ma anche considerando ibassi livelli di finanziamento la probabilità di generare un unicorno tra Europa e usa rimane la stessa.

È chiaro che questo è vero sulla carta, ma non ancora evidente nel mercato reale: guardando al 2024, il gap tra gli investimenti in venture capital negli Stati Uniti e in Europa è enorme. Gli Stati Uniti hanno consolidato la loro leadership globale con un totale di 209miliardi di dollari investiti, mentre l’Europa ha raccolto 62,4miliardi di dollari.

Insomma, il lavoro da fare è ancora molto ma non mancano le capacità. Infatti, ad un occhio più attento non può sfuggire che molti degli unicorni Made in US hanno una caratteristica comune: fondatori dal sangue 100% europeo.

Ma andiamo a vedere i round più interessanti che hanno attraversato il mondo nell’ultimo mese tra intelligenza artificiale, healthcare e mobilità

AI Anthropic

La scaleup che sviluppa intelligenza artificiale generativa, fondata da due italo-americani, si è portata a casa un nuovo mega-round da 3,5miliardi di dollari, portando la valutazione post-money a 61,5miliardi di dollari. Con i nuovi fondi, Anthropic progredirà nello sviluppo di sistemi AI di prossima generazione, espanderà la propria capacità di calcolo, approfondirà la ricerca sull’interpretabilità e l’allineamento meccanicistico, accelerando la propria espansione internazionale.

Mundimoto

La più grande piattaforma di acquisto e noleggio di moto in Europa, ha chiuso un round di finanziamento da 21,1milioni di euro guidato da Orilla Asset Management e P101. I nuovi fondi permetteranno alla startup di espandere le attività in Italia, uno dei più grandi mercati motociclistici d’Europa.

Neuromod Devices Itd

L’azienda irlandese specializzata in dispositivi medici per la cura degli acufeni, disturbo dell’udito, ha ottenuto un investimento di 10milioni di euro grazie al sostegno dell’italiana Panakès Partners e Fountain Healthcare Partners. Con quest’ultima operazione, il totale raccolto dalla fondazione di Neuromod sale a 58,6milioni di euro.

Flock Safety

La startup statunitense che produce tecnologie di videosorveglianza basate sulla visione computerizzata, utilizzata dalle forze dell’ordine per riconoscere automaticamente le targhe e rilevare i colpi d’arma da fuoco, ha recentemente acquisito l’azienda di droni per la sicurezza Aerodome. Inoltre, ha annunciato la raccolta di 275milioni di dollari, portando la valutazione di Flock Safety a 7,5miliardi.

Omni Analytics

Il fornitore di business intelligence che consente alle aziende di trasformare i propri dati in grafici, ha annunciato di aver chiuso un round di finanziamento B Series da 69milioni di dollari guidato da Iconiq Growth. I nuovi fondi arrivano dopo un anno molto positivo per la startup, con le vendite che sono cresciute di otto volte: l’azienda genera oggi quasi 10milioni di dollari di fatturato annuo e prevede di triplicare tale cifra entro la fine del 2025.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

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