Da Blue Origin e DeepSeek agli investimenti nelle infrastrutture energetiche per i data center: il venture capital globale accelera, ma i capitali si concentrano sempre più su un numero ristretto di grandi operazioni.
Blue Origin
Per venticinque anni Jeff Bezos ha finanziato Blue Origin quasi esclusivamente con il proprio patrimonio personale, arrivando a vendere regolarmente azioni Amazon per sostenere lo sviluppo della società spaziale con investimenti cumulati stimati in oltre 28 miliardi di dollari. Ma ora Blue Origin è al lavoro sul primo round di raccolta di capitale esterno della sua storia, un’operazione da 10 miliardi di dollari, che valuterebbe la società 130 miliardi pre-money. Secondo quanto trapelato da più fonti sulla stampa USA, il round dovrebbe essere guidato da Coatue Management, che investirebbe circa 4 miliardi di dollari, mentre lo stesso Bezos metterebbe altri 2 miliardi. I restanti 4 miliardi arriverebbero da un gruppo di grandi investitori istituzionali ancora non resi noti.
VC mondo
Il venture capital mondiale ha già superato nei primi sei mesi del 2026 il volume di investimenti registrato nell’intero 2025. Ma dietro questo apparente boom si nasconde una realtà molto diversa: i capitali si stanno concentrando su un numero sempre più ridotto di società, mentre il numero delle operazioni continua a diminuire. È quanto emerge dal confronto tra i dati pubblicati da CB Insights e PitchBook, che raccontano un mercato sempre più polarizzato sui mega-round dell’AI. Secondo CB Insights, nel primo semestre 2026 le startup e scaleup hanno raccolto a livello globale ben 498,4 miliardi di dollari, più dei 470,2 miliardi investiti nell’intero 2025. Nello stesso periodo, tuttavia, il numero dei round è sceso a 13.684. Quanto all’Europa, secondo PitchBook, nel primo semestre 2026 gli investimenti venture hanno raggiunto 44 miliardi di euro, pari a circa il 67% dell’intero valore registrato nel 2025 (65,7 miliardi). Il tutto con soli 3.612 deal, contro i 7.930 dell’intero 2025.
Deepseek
A poco più di un mese dalla chiusura del suo primo round di finanziamento esterno, chiuso a giugno, Deepseek, la startup cinese dell’intelligenza artificiale che ha sfidato OpenAI e gli altri leader occidentali con modelli open source ad alte prestazioni e costi contenuti, è già al lavoro su una nuova raccolta di capitale. Secondo quanto riportato a metà luglio da varie fonti di stampa internazionali, la società punta a raccogliere fino a 50 miliardi di yuan (circa 7,4 miliardi di dollari), con una valutazione pre-money di circa 500 miliardi di yuan (74 miliardi di dollari), in vista di una possibile ipo sul mercato STAR della Borsa di Shanghai. Se l’operazione andrà in porto alle condizioni ipotizzate, DeepSeek aumenterà di oltre il 40% la propria valutazione rispetto al round concluso nel giugno scorso, quando aveva raccolto sempre circa 7,4 miliardi di dollari, raggiungendo una valorizzazione post-money di circa 52 miliardi di dollari.
Joulent
La società americana, specializzata nello sviluppo di infrastrutture energetiche dedicate ai grandi data center, si è assicurata un round di investimento da 1,75 miliardi di dollari, interamente sottoscritto da National Grid Ventures, corporate venture capital della utility britannica National Grid, che acquisirà così il 35% del capitale della società. Il principale progetto attualmente in sviluppo è Kilby, una centrale a gas naturale da 2,67 GW nel Texas occidentale realizzata in joint venture con Chevron, che sarà operativa nel 2028. L’impianto fornirà energia a un campus di data center gestito da Microsoft. Joulent è stata fondata a Huston dal ceo Chris James, che è anche fondatore del fondo di investimento USA Engine No. 1, che ha incubato Joulent per circa tre anni, in collaborazione strategica con GE Vernova. La startup è uscita dalla fase “stealth” lo scorso giugno, con l’annuncio del progetto Kilby.
(Articolo tratto dal magazine n. 92 di luglio-agosto 2026 di We Wealth. Abbonati qui per leggere il Magazine in formato cartaceo o digitale.)

