Dopo il rally, le Borse scricchiolano? Come investire adesso

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Dopo il rally del primo semestre, l’S&P 500 rallenta la corsa. Per chi ne ha beneficiato finora, potrebbe essere arrivato il momento di raddrizzare i portafogli. Ecco come

Ferito: “Dopo la corsa da inizio anno dei listini, potrebbe essere arrivato il momento di alleggerire un pochino le posizioni”

L’attenzione resta su Usa e tecnologia, ma diminuendo la quota investita nelle prime 10 società dell’indice per capitalizzazione

Giornata da dimenticare per le azioni a stelle e strisce dopo il downgrade di Fitch. Nella seduta del 2 agosto, l’S&P 500 ha ceduto l’1,38%, chiudendo a 4.513 punti. Si tratta della contrazione più forte da fine aprile, che porta il progresso da inizio anno a poco più di 18 punti percentuali. Per chi ha cavalcato la corsa del primo semestre “potrebbe essere arrivato il momento di alleggerire un pochino le posizioni”, suggerisce Vito Ferito, direttore commerciale di Gamma Capital Markets. Almeno per tre motivi.

“Prima di parlare di qualsiasi tipo di operazione, ci terrei a sottolineare che per raggiungere gli obiettivi di investimento condivisi con l’investitore resta di estrema importanza l’asset allocation iniziale del portafoglio: la parte core dovrebbe essere sempre sui mercati sviluppati per poter acquisire la crescita dell’economia a livello globale, mentre la parte satellite può andare su singoli temi settoriali o singoli mercati, ovvero quella parte di portafoglio strategico su cui, in funzione del momento, possono essere implementate anche azioni di tipo tattico”, dichiara innanzitutto Ferito. “Detto questo, dopo la corsa da inizio anno dei listini, potrebbe essere arrivato il momento di alleggerire un pochino le posizioni. Fondamentalmente, per tre motivi: innanzitutto, le valutazioni iniziano a essere elevate, gli ultimi dati parlano di un rallentamento del prodotto interno lordo nei principali paesi e un’inflazione leggermente sopra le attese (con i livelli di petrolio e gas che stanno salendo) e infine ci troviamo in un mese di agosto notoriamente illiquido”. Un contesto perfetto, spiega Ferito, per assistere a uno storno dei mercati tra le prossime settimane e l’inizio di settembre.

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Focalizzandoci sul nodo delle valutazioni, Ferito racconta come si ragioni su un price/earning dell’S&P 500 di circa 20,4 volte gli utili attesi nel 2024. “Quindi valutazioni abbondantemente superiori alla media degli ultimi cinque anni (poco sopra i 18) e ancora di più su quelle a 10 anni (pari a 16,9)”. Ma c’è anche un’altra considerazione da fare, aggiunge. Le prime 10 società dell’indice statunitense, anche note come giant cap, viaggiano a un rapporto price/earning di circa 30 mentre per le altre 490 società si parla di un price/earning di poco inferiore a 18. “Per cui la nostra idea è che all’interno dell’S&P 500 possano esserci ancora delle buone opportunità di acquisto”, suggerisce Ferito. “Ipotizziamo un portafoglio 50% azionario e 50% obbligazionario, flessibile, con un 30% di range di oscillazione minima e un 70% di oscillazione massima dell’azionario. In questo momento porteremmo l’azionario anche sotto il minimo del 30%, proprio perché tatticamente ci aspettiamo una correzione degli indici nel mese di agosto o, perlomeno, non crediamo che questa corsa possa proseguire nelle prossime settimane per i motivi di cui parlavamo prima”, dichiara l’esperto.

Guardando a settori e mercati da preferire in portafoglio, l’attenzione resta su Stati Uniti e tecnologia; ma cercando di diminuire la quota percentuale investita nelle giant cap a favore delle società con una capitalizzazione inferiore (100-200 miliardi). “Ci sono poi anche altri temi e mercati da monitorare, come biotech, Giappone e Cina. Il Giappone perché ci sono stati piccoli segnali di ripresa dell’inflazione di cui stanno beneficiando anche i salari dei cittadini giapponesi e che potrebbero riflettersi sull’aumento dei consumi. La Cina, già a sconto per le tensioni geopolitiche, ha in essere politiche monetarie e fiscali espansive oltre a valutazioni ancora contenute, ragion per cui ci aspettiamo che possa fare bene nei prossimi mesi”.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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