La nuova regina del portafoglio: il fintech

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Secondo Ubs il fintech sta crescendo sempre più. E anche gli investitori devono essere molto attenti ai trend e agli sviluppi futuri

Le dimensioni del mercato fintech globale dovrebbero più che triplicare arrivando a 750 miliardi di dollari entro il 2030

Secondo i dati CB Insights, a inizio anno si contavano 75 unicorni fintech su scala globale

Il fintech si sta guadagnando un posto d’onore all’interno dei portafogli. Questo segmento sembra infatti trovarsi ad un punto di svolta, dato che le forti dinamiche in atto sia dal lato della domanda che dell’offerta determinano cambiamenti irreversibili per il settore dei servizi finanziari. La pandemia ha accelerato l’utilizzo dei pagamenti senza contanti e ha favorito il passaggio dei consumatori ai servizi online, ma l’adozione delle nuove tecnologie da parte delle società dei servizi finanziari procede a ritmo più lento rispetto ad altri settori chiave a causa della complessità del quadro normativo, delle abitudini radicate dei consumatori e di altri vincoli al dimensionamento delle soluzioni. Le cose stanno però cominciano a cambiare, poiché da un lato i consumatori si aspettano sempre di più dal digitale e dall’altro i servizi fintech registrano grandi progressi in termini di ampiezza e profondità.
Secondo i dati CB Insights, a inizio anno si contavano 75 unicorni fintech su scala globale. Gruppo in rapida espansione dato che gli investitori vogliono assumere un’esposizione alle piattaforme e società dirompenti più nuove e promettenti. “La scorsa settimana Coinbase, piattaforma di scambio e depositario di criptovalute, ha fatto il suo debutto negli Stati Uniti tramite quotazione diretta al Nasdaq e la sua capitalizzazione è balzata a quasi 85 miliardi di dollari, superando la valutazione dei listini azionari statunitensi tradizionali”, sottolinea Mark Haefele, Global Chief Investment Officer  di Ubs wealth management global. Ma non solo perché questo gruppo di società non passa più inosservato. Ant Group, società cinese leader nei pagamenti, ha annunciato la scorsa settimana che si trasformerà in una holding finanziaria regolamentata dopo l’introduzione di numerose nuove norme e restrizioni. Questi e altri sviluppo dimostrano che il settore tech si trova ad un vero e proprio punto di svolta e il mondo dei servizi finanziari ne sarà colpito in pieno.

Secondo Ubs ci sono diversi aspetti che non possono essere sottovalutati e che descrivo la situazione. Il primo è che durante la pandemia gli operatori fintech hanno abbassato le commissioni e gli ostacoli alle transazioni, semplificato i processi di onboarding e ampliato i canali di pagamento digitali e la gamma di servizi a valore aggiunto. La generazione dei Millennial, che rappresenta circa un quarto della popolazione mondiale e controlla un patrimonio totale di 24 mila miliardi di dollari, si aspetta sempre più di poter usufruire di servizi finanziari digitali economicamente convenienti. Le società tecnologiche sono ben posizionate nel segmento fintech. La crisi finanziaria globale del 2008 ha lasciato segni profondi sul settore bancario, tra cui i tagli dei costi, una maggiore avversione al rischio e gli investimenti per l’adeguamento alla compliance. Le big tech e alcune piccole start-up hanno sfruttato il vuoto nell’innovazione nel settore finanziario proprio quando la connettività mobile diventava la norma. Il secondo aspetto è il mondo del fintech che al momento è sotto la lente d’ingrandimento e gli investitori fintech non possono ignorare il contesto normativo. E infine il terzo aspetto sono i mercati privati. Questi, secondo Ubs, possono offrire un’esposizione alle aziende in fase precoce. “Coinbase si è appena quotata mentre Ant Group è ancora in mani private ed entrambe faranno affidamento su diverse raccolte di capitali privati per finanziare la loro crescita vertiginosa. Per il segmento fintech, gli investimenti privati tramite fondi di venture capital (Vc) rimangono una delle modalità più appetibili per puntare sul comparto, sia in fase precoce che intermedia o avanzata. In termini settoriali continuano a spiccare le società di finanziamenti alternativi, pagamenti, insurtech e challenger bank, nonché le start-up nel segmento buy now, pay later (Bnpl)”, sottolinea Haefele.

Per il futuro Ubs ha una visione rosea. Le dimensioni del mercato fintech globale dovrebbero più che triplicare a 750 miliardi di dollari entro il 2030. E inoltre, nel lungo periodo il miglioramento della vigilanza regolamentare dovrebbe andare a vantaggio degli operatori e dei consumatori, permettendo di operare a parità di condizioni e riducendo la concentrazione del rischio e i rischi sistemici nel sistema finanziario.

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