Italia, attacchi cyber in aumento

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Dall’ultimo summit sulla sicurezza informatica è emerso come le piccole e medie imprese italiane non sono pronte a fronteggiare gli attacchi informatici. Al momento la loro attenzione è focalizzata (e troppo sbilanciata) sull’adeguamento al Gdpr

Gli attacchi informatici sono all’ordine del giorno, +38% nell’ultimo anno (dato in aumento rispetto al 2017). Le piccole e medie imprese italiane (Pmi) non sono però ancora in grado di proteggersi adeguatamente. E questo si rispecchia nel valore di mercato delle soluzioni di information security & privacy: 1,19 miliardi di euro nel 2018. Al momento, inoltre, le Pmi si stanno concentrando principalmente sul Gdpr o su componenti di sicurezza tradizionali, che rappresentano il 75% della spesa, tralasciando i sistemi di sicurazza cyber. “Di fronte a minacce crescenti e sempre più gravi, i cui casi più eclatanti sono ormai protagonisti delle cronache, una fetta importante delle imprese italiane è ancora gravemente non protetta: quasi una su cinque non ha un piano di investimenti specifico per l’information security o stanzia risorse solo in caso di bisogno – dichiara Gabrile Faggioli, Amministratore delegato di P4I-Partners4Innovation, Presidente del Clusit e Responsabile scientifico dell’Osservatorio Information Security & Privacy del Politecnico di Milano, durante il CyberSecurity360 Summit . L’allarme riguarda in particolare le Pmi, chiamate a compiere un salto in avanti per affrontare con strumenti adeguati minacce ormai quotidiane, in particolare nel cybercrime, allo scopo di estorcere denaro o sottrarre informazioni per ricavarne soldi, che rappresenta il 79% degli attacchi dello scorso anno”.

Le società stanno inoltre spingendo molto sul Gdpr anche perché “sono iniziati, infatti, i controlli del Garante della Privacy che prevedono importanti sanzioni in caso di irregolarità. Le imprese non sono chiamate solo a presentare una check list di adempimenti, ma devono dimostrare la rispondenza alla normativa, la capacità di risposta e le logiche interpretative scelte in materia di sicurezza e privacy. Una nuova fase che deve essere colta come un’opportunità per realizzare nuovi piani di information security e privacy di lungo periodo per affrontare le sfide crescenti” conclude Faggioli.

E sempre nell’ambito cyber sicurezza per le imprese italiane Axa Mps Danni e Banca Mps lanciano “protezione business” un servizio di prevenzione dei rischi cyber, che unisce alla protezione da minacce sempre più attuali – attacchi sul web, uso fraudolento dei mezzi di pagamento, furto dell’identità digitale, ripristino della reputazione online – strumenti innovativi di prevenzione e monitoraggio offerti dal partner Crif, azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie (Sic) e di business information, servizi di outsourcing e processing, soluzioni per il credito, personal solutions e soluzioni per la sicurezza digitale.

Nello specifico, spiega Mps, gli imprenditori che sceglieranno di proteggersi con protezione business, avranno a disposizione la piattaforma sicurnet business di Crif per prevenire e analizzare i rischi che si corrono sul web, grazie ad una verifica delle vulnerabilità, un monitoraggio periodico ed un servizio di assistenza telefonica disponibile in ogni momento per intervenire sulle vulnerabilità rilevate e per affrontare eventuali furti di dati e violazioni dei sistemi aziendali.

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