Recessione in vista: 8 gestori su 10 ne sono sicuri

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
21.7.2022
Tempo di lettura: 3'
I gestori di fondi vedono all'orizzonte profilarsi la recessione e le prospettive per i mercati azionari rimangono incerte

L’inflazione che non accenna ad arrestarsi, le banche centrali che continuano nella loro politica di rialzo dei tassi e la crisi geopolitica che sta causando una crisi energetica sono tutti fattori che secondo gli investitori porteranno inevitabilmente a un rallentamento della crescita economica. Tant’è che 8 gestori su 10 sono convinti che l’economia globale si indebolirà nel corso del prossimo anno. È quanto emerge dall’European Fund Manager Survey di Bofa America.

Inflazione e tassi giù?

 

Il 69% degli investitori ritiene che la distruzione della domanda sia il tema macro principale dei prossimi mesi. Innanzitutto comporterà un affievolimento dell'inflazione, con il 75% che prevede una discesa dei prezzi nei prossimi dodici mesi. Inoltre, si aspettano che il rialzo dei tassi da parte delle banche centrali raggiunga presto un picco. Ad oggi solo il 17% ritiene che le banche centrali falco siano il rischio maggiore per i mercati (percentuale in calo rispetto al 32% del mese scorso) e il 40% vede ora la politica monetaria globale come troppo stimolante. Infine anche i rendimenti obbligazionari reali dovrebbero scendere, con il 41% che ritiene che i tassi reali abbiano raggiunto il picco, in quanto il ciclo di rialzi della Fed sembra sempre più pienamente prezzato.

 

Ribassi ad oltranza

 

Il 49% dei partecipanti al sondaggio prevede ulteriori ribassi per le azioni europee nel corso del prossimo anno (rispetto al 34% di giugno) e oltre il 90% ritiene che gli eps a 12 mesi diminuiranno a causa del rallentamento della crescita e dell'aumento delle pressioni sui margini (rispetto al 72% del mese scorso). Il 35% degli intervistati ritiene che la mancanza di sufficienti coperture difensive rappresenti il rischio principale per i portafogli, anche se una quota crescente, il 24%, teme di perdere l'occasione di guadagni da un possibile rally riducendo eccessivamente l'esposizione azionaria.


Meno value, più quality

 

Quanto ai settori, il 45% degli investitori prevede che i ciclici continueranno a sottoperformare i difensivi. Il 76% ritiene che i titoli di alta qualità supereranno quelli di bassa qualità nei prossimi mesi (in netto aumento rispetto al 43% di giugno), mentre il 4% prevede che i titoli value sottoperformeranno i titoli growth: il mese scorso il 62% sosteneva che i titoli value avrebbero sovraperformato. L'ottimismo nei confronti delle banche si è fortemente raffreddato, con un 6% netto che dichiara di sovrappesare il settore, in calo rispetto al 39% del mese scorso, che ne faceva il settore più quotato. L'assistenza sanitaria è ora il settore più sovrappesato seguito dall'energia. L'immobiliare rimane il settore meno amato, seguito dall'automotive.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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