L'India al sorpasso della Cina per miliardari

Teresa Scarale
Teresa Scarale
11.6.2021
Tempo di lettura: 2'
Fra i due litiganti (Usa e Cina), il terzo gode? Nel caso dei miliardari indiani potrebbe essere così. La disastrosa situazione pandemica del paese sembra averli avvantaggiati. E gli investitori internazionali puntano solo su di loro, i cavalli vincenti

Due tycoon indiani hanno superato Jack Ma e compagnia per ricchezza. Lo riporta la classifica dei miliardari di Bloomberg

Mukesh Ambani (84 miliardi di dollari) è l’uomo a capo della conglomerata Reliance Industries e la 12esima persona più ricca al mondo. Gautam Adani (78 miliardi di dollari) è il re delle infrastrutture indiane

L'aumento delle fortune dei due non si deve solo al balzo del Nifty 50

Forse al grande pubblico i nomi di Mukesh Ambani e Gautam Adani dicono poco. Ma i due tycoon indiani hanno superato Jack Ma e compagnia per ricchezza. Lo riporta la classifica dei miliardari di Bloomberg, che li incorona uomini più ricchi d'Asia. Molta parte nel sorpasso ha avuto l'atteggiamento ostile del governo comunista cinese nei confronti dei suoi “ragazzi prodigio”. Ambani (84 miliardi di dollari) è l'uomo a capo della conglomerata Reliance Industries e la 12esima persona più ricca al mondo. Il suo patrimonio personale netto è cresciuto di 44 miliardi di dollari fra il 2020 e il 2021, principalmente grazie alla sua partecipazione nella Reliance, di fatto la maggior raffineria di petrolio in India.
La conglomerata sta beneficiando dell'impennata nei prezzi delle materie prime e dell'oro nero in particolare. Ma il gruppo di Ambani è pure leader nel settore delle telecomunicazioni, e nel 2020 vi hanno investito pure Facebook, il fondo sovrano saudita e Silver Lake.

Adani (78 miliardi di dollari) invece è il re delle infrastrutture indiane. Ma non è solo agli autogol di Pechino che si deve l'aumento delle fortune dei due imprenditori. La pandemia ha infatti esacerbato la già diseguale struttura economica del subcontinente indiano, falcidiando le aziende minori e lasciando poca scelta agli investitori internazionali su dove dirigere i loro capitali.

Nonostante la disastrosa situazione covid, il Nifty 50 (l'indice indiano delle cinquanta imprese indiane quotate a maggior capitalizzazione) è aumentato del 10% dai minimi di aprile. È il principio anticipatore della finanza, che si fa antesignana della ripresa. Saurabh Mukherjea, fondatore della Marcellus Investment Managers dice al FT che l'ascesa dei due si deve a una sempre maggior polarizzazione dei profitti nell'economia indiana, grazie non solo al mercato azionario ma anche a un sapiente mix di venture capital e private equity. Gli industriali attualmente dominanti nella Tigre asiatica sono definiti “promotori”. Specifica l'analista: «Se prima la loro influenza si limitava a livello regionale, adesso si estende a livello nazionale».

In Cina, l'uhnwi numero uno adesso è Zhong Shanshan (71 miliardi di dollari), fondatore della Nongfu Spring (acqua in bottiglia). Seguono Pony Ma (Tencent) e Jack Ma (Alibaba) con 61 e 50 miliardi di dollari rispettivamente. Di seguito il grafico del FT elaborato sui dati Bloomberg:

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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