Servizi immobiliari e covid: atteso calo del fatturato del 10%

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Tra il 2015 e il 2019, in Italia i servizi immobiliari sono cresciuti del 21,3% arrivando a circa 270mila aziende per un giro d'affari di quasi 43 miliardi. Ecco i segmenti che soffriranno di più e quelli che saranno meno impattati

Le prospettive che si danno le società che appartengono al mondo dei servizi sono meno negative di quanto si fosse pensato inizialmente

Per la messa a sistema delle misure precauzionali per il patrimonio gestito in Italia, Scenari Immobiliari stima per il 2020 un investimento pari a 850 milioni di euro.

“L'emergenza sanitaria legata al covid-19 avrà un impatto sul conto economico delle aziende del mondo dei servizi immobiliari, che si potrebbe quantificare in un calo tra il 5 e il 10% del fatturato”. Lo ha detto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, durante la conference “Futu.re: covid-19 e l'impatto sul mondo dei servizi immobiliari”, organizzato da Scenari Immobiliari, aggiungendo che “logistica, residenziale, uffici di grado A, settore sanitario e data center saranno le asset class che soffriranno meno delle ricadute della pandemia, mentre retail, centri commerciali, hotel, uffici vecchi, residenziale usato e student housing avranno più difficoltà a ripartire”.
“In prospettiva, rispetto a quello che poteva sembrare all'inizio, il dato della flessione del fatturato nell'ordine del 5-10% sembra essere positivo”, ha proseguito il direttore generale di Scenari Immobiliari Francesca Zirnstein, che poi si è focalizzata sull'incidenza dell'Industria immobiliare all'interno del prodotto interno lordo italiano.  “L'industria immobiliare nella sua totalità rappresenta il 19%, una fetta assolutamente importante, paragonabile all'industria manifatturiera che fa il 19,6. Vediamo a fine anno che cosa succederà – ha aggiunto Zirnstein - All'interno di questo 19%, poi, il 12% del Pil è formato proprio dell'Industria dei servizi che crea questo fatturato grazie a un rapporto diretto con il mercato reale, la realtà economica, gli edifici e tutto ciò che è costruito”.
Nel corso degli ultimi cinque anni il settore immobiliare italiano ha assistito a una forte crescita dell'industria dei servizi: tra il 2015 e il 2019, infatti, in Italia la crescita è stata del 21,3% arrivando a circa 270mila aziende per un giro d'affari di quasi 43 miliardi di euro. Il trend è in linea con l'andamento europeo dove i servizi hanno registrato un incremento del 24,5% arrivando a quasi un milione di imprese (sommando Italia, Francia, Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna) e quasi due milioni di addetti.

L'esplosione del coronavirus ha certamente rallentato questo trend, senza però provocare crolli profondi come in altri settori e segmenti del mondo immobiliare. Inoltre, l'emergenza covid-19 ha dato una ulteriore spinta al comparto con le nuove attività legate all'incremento dell'efficacia delle misure precauzionali di contenimento e alle diverse procedure di gestione professionale degli immobili.

Per la messa a sistema delle misure precauzionali per il patrimonio gestito in Italia, Scenari Immobiliari stima per il 2020 un investimento pari a 850 milioni di euro. “La capacità che dovremo avere noi, come mondo dei servizi e mondo immobiliare in generale, è far diventare poi un valore immobiliare una parte di questo investimento che è un investimento importante ma che può servire a utilizzare e a dare una nuova prospettiva di utilizzo ai nostri edifici e al nostro lavoro”, ha spiegato Zirnstein, che poi si è soffermata su alcuni trend.  “Nei tre mesi in cui il mondo si è fermato per la pandemia, il settore immobiliare ha subito una vera e propria accelerazione di alcuni processi già in atto, primo fra tutti quello della digitalizzazione, che necessita di investimenti rilevanti, ha dichiarato il dg, che poi ha concluso dicendo: “Oltre a un conseguente processo di aggregazione, sembra auspicabile un futuro del real estate in cui la faranno da padroni la sicurezza sanitaria e la sostenibilità, con un incremento delle detrazioni fiscali verso interventi di riconversione degli immobili con miglioramento dell'efficienza energetica. Se l'impatto di questa crisi sarà duraturo vedremo un ripensamento delle soluzioni tradizionali per l'abitare, il lavoro, il commercio, il trasporto di merci e persone. Potrebbero esserci spostamenti della domanda all'interno dei centri urbani verso posizioni più periferiche, alla ricerca di maggiore spazio, più verde e natura”.

 
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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