Fare impresa al Sud: ecco tutti gli incentivi

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Resto al Sud, ma non solo: ecco tutti gli incentivi disponibili oggi per chi fa impresa nel Mezzogiorno. E volti a sostenere anche l’occupazione

Indice

Resto al Sud è un incentivo dedicato alla nascita e allo sviluppo di nuove attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia

Decontribuzione Sud è uno sgravio contributivo volto a tutelare i livelli occupazionali. Si escludono le imprese attive nel settore finanziario e agricolo e nel lavoro domestico

Il sistema produttivo meridionale, secondo una nuova indagine di Banca d’Italia dal titolo Il divario Nord-Sud: sviluppo economico e intervento pubblico, si caratterizza per un’elevata frammentazione e una ridotta propensione all’export. Due aspetti che si riflettono in livelli di produttività medi inferiori per circa il 24% rispetto al Centro Nord. Ma anche su una maggiore difficoltà di accesso al credito. We Wealth ha individuato gli incentivi disponibili oggi per chi fa impresa nel Mezzogiorno. E volti a sostenere non solo l’occupazione ma anche la creazione di nuove attività.

Resto al Sud

Si parte da Resto al Sud, incentivo dedicato alla nascita e allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre che nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche e Umbria) e nelle isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord. Si rivolge ai soggetti con un’età compresa tra i 18 e i 55 anni e conta su 1 miliardo e 250 milioni di euro di risorse. Come si legge sul sito di Invitalia, copre fino al 100% delle spese (50% di contributo a fondo perduto e 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di garanzia per le pmi) fino a un massimo di 50mila euro che diventano 60mila per le imprese individuali e 200mila per quelle con quattro soci. 

Rientrano tra le spese finanziabili la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili; macchinari, impianti e attrezzature nuovi; programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione; e le spese di gestione. Restano escluse le spese di progettazione e promozionali, quelle per le consulenze e quelle per il personale dipendente. Possono presentare dunque la domanda gli under 56 residenti nelle aree sopracitate o che lì trasferiscono la residenza entro 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria o entro 120 giorni qualora residenti all’estero. L’invio avviene attraverso la piattaforma web di Invitalia e necessita di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata. Le richieste saranno vagliate in ordine cronologico di ricezione entro 60 giorni dal momento della presentazione.

Decontribuzione Sud

Con la legge di bilancio 2021 è stata estesa al 31 dicembre 2029 l’agevolazione “Decontribuzione Sud”, sgravio contributivo volto a tutelare i livelli occupazionali e che si rivolge ai datori di lavoro privati con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Si escludono le imprese attive nel settore finanziario e agricolo e nel lavoro domestico. La percentuale di esonero varia a seconda delle annualità di contribuzione:

  • 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro entro il 31 dicembre 2025;
  • 20% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro per gli anni 2026-2027;
  • 10% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro per gli anni 2028-2029.

Credito d’imposta beni strumentali

Prorogata al 31 dicembre 2022 anche la scadenza dei crediti d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nel Mezzogiorno. Misura istituita con la legge di stabilità del 2016 a favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Il credito d’imposta può essere concesso nella misura massima del 20% per le piccole imprese, del 15% per le medie e del 10% per le grandi. La domanda deve essere presentata all’Agenzia delle entrate, attraverso l’indicazione degli investimenti agevolabili e del credito d’imposta di cui si richiede l’autorizzazione. Quest’ultima, spiega l’Agenzia in una nota, sarà da essa comunicata in via telematica attraverso un’apposita ricevuta caricata nell’area autenticata dei servizi telematici dell’Agenzia stessa.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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