I paesi che hanno aperto più in fretta, i cosiddetti “early openers”, non hanno (ancora) visto confermata una maggiore incidenza del virus
I mercati sembrano più ottimisti sulla riapertura
“I mercati stanno provando ad assumere una visione più ottimistica rispetto ai profili di rischio-rendimento della riapertura” si legge nel report. Questo, sulla base di diversi fattori: “la diminuzione dei timori legati al virus, la scarsa evidenza che finora le riaperture abbiano suscitato nuove preoccupazioni sanitarie e la prosecuzione dei potenziali effetti negativi dei lockdown”.
Infatti, sottolinea lo studio, se, a giudizio degli operatori del mercato, gli “early openers” avessero rischiato di aumentare l’incidenza del virus con una riapertura troppo aggressiva nelle ultime settimane, questi paesi potrebbero essere stati penalizzati con rendimenti minori degli asset e condizioni finanziarie più rigide. Tuttavia, stando ai dati raccolti e analizzati da Goldman Sachs, ci sono poche prove a conferma di questa ipotesi. Non solo, ma da un’analisi più rigorosa emerge che, da quando il mondo ha iniziato a riaprire, il sentiment del mercato riguardo alla riapertura è cambiato in modo significativo con la maggior parte dei mercati che hanno iniziato a premiare chi ha riaperto più in fretta sia con rendimenti degli asset moderatamente più elevati che con condizioni finanziarie più favorevoli.

