Fondi pensione, si cambia: le novità della Legge di Bilancio 2026

3 MIN

Il Senato ha approvato la Manovra 2026, che contiene varie novità sul fronte della previdenza integrativa (applaudite da Assogestioni)

Indice

La previdenza complementare diventa più pervasiva, ma anche più flessibile e vantaggiosa.
Fra le pieghe del maxiemendamento alla Legge di Bilancio approvato dal Senato – e ora in attesa del voto della Camera – cambiano in modo significativo le regole dei fondi pensione: dalle modalità di adesione in azienda ai vantaggi fiscali, fino alle opzioni di utilizzo del capitale una volta maturati i requisiti per il pensionamento. Nel complesso, il legislatore rende più difficile restare fuori dal secondo pilastro previdenziale, ma allo stesso tempo ne attenua alcune rigidità che finora avevano frenato la diffusione di questi strumenti.

I vantaggi fiscali, qualche spicciolo in più

Il principale incentivo resta la possibilità di dedurre dal reddito Irpef i contributi versati alla previdenza complementare, che viene leggermente potenziata con l’innalzamento della soglia annua da 5.164,57 a 5.300 euro. Per i contribuenti collocati nello scaglione Irpef più elevato (oltre 50 mila euro di reddito), l’incremento si traduce in un risparmio fiscale massimo di 58,23 euro l’anno, che scende a 31,15 euro per chi rientra nell’aliquota più bassa. Un beneficio contenuto in valore assoluto, ma coerente con la logica di incentivo strutturale al secondo pilastro.

Più flessibilità nel rimborso del capitale

Nella maggior parte dei casi, gli aderenti ai fondi pensione preferiscono limitare la rendita vitalizia e riscattare il capitale nella misura massima consentita. La riforma risponde a questa esigenza innalzando dal 50% al 60% la quota di montante liquidabile in capitale. Resta inoltre confermata la possibilità di riscattare il 100% del capitale nel caso in cui la rendita derivante dalla conversione del 70% del montante risulti inferiore all’assegno sociale.

La novità più rilevante è però l’introduzione di nuove modalità di utilizzo del montante previdenziale, alternative alla rendita assicurativa tradizionale. Il principale limite della rendita vitalizia era infatti l’assenza di trasmissibilità agli eredi in caso di decesso anticipato rispetto alla speranza di vita, salvo soluzioni opzionali generalmente costose.

Il maxiemendamento introduce così la rendita a durata definita, calcolata “per un numero di anni pari alla vita attesa residua”, secondo le tavole Istat, con una rata annuale determinata rapportando il montante accumulato agli anni di vita residui. La differenza sostanziale è che il capitale resta nel fondo pensione, e quindi di proprietà dell’aderente: l’eventuale quota non percepita viene trasferita agli eredi. Inoltre, questa impostazione consente di mantenere investito il capitale anche dopo il raggiungimento dell’età pensionabile, superando la cristallizzazione tipica della conversione immediata in rendita assicurativa

Adesione più pervasiva

Per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione (con esclusione dei lavoratori domestici), l’adesione alla previdenza complementare diventa automatica, con la possibilità di intervenire entro sessanta giorni per modificare il fondo di destinazione, il comparto di investimento o decidere di lasciare il Tfr in azienda.

Il cambiamento rispetto al passato è sostanziale. Il precedente meccanismo di silenzio-assenso, che operava dopo sei mesi, riguardava esclusivamente il conferimento del Tfr. Con la riforma, invece, il default si estende anche ai contributi aggiuntivi previsti dagli accordi collettivi, sia a carico del datore di lavoro sia del lavoratore, “verso la forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o dai contratti collettivi, anche territoriali o aziendali”. Fa eccezione il contributo del lavoratore nei casi in cui la retribuzione annua lorda sia inferiore all’assegno sociale.

In assenza di una scelta esplicita, il fondo di destinazione è quello al quale risulta iscritto il maggior numero di lavoratori dell’azienda, salvo diverso accordo aziendale. Un’ulteriore discontinuità riguarda le modalità di investimento: le adesioni automatiche non confluiranno più obbligatoriamente nelle linee a capitale garantito, pensate per replicare la rivalutazione del Tfr e rivelatesi spesso poco efficienti. Gli statuti e i regolamenti dovranno invece prevedere percorsi di investimento differenziati per profilo di rischio-rendimento, tenendo conto dell’età dell’aderente e dell’orizzonte temporale. È il cosiddetto approccio life cycle, che prevede una maggiore esposizione azionaria nelle fasi iniziali e una progressiva riduzione del rischio con l’avvicinarsi della pensione.


Penso che la riforma della previdenza complementare che coraggiosamente abbiamo affrontato sia un passaggio che resterà nella storia”, ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Senza il secondo pilastro le pensioni del futuro non saranno in grado di garantire assegni dignitosi. È una scelta che nel lungo termine farà un gran bene soprattutto ai giovani, e questo lo rivendico”.

La riforma è stata accolta positivamente anche da Assogestioni, che parla di “modifiche rilevanti al sistema pensionistico nell’ottica di rafforzare la diffusione, i vantaggi e la flessibilità della previdenza complementare in Italia”.

Domande frequenti su Fondi pensione, si cambia: le novità della Legge di Bilancio 2026

Quali sono le principali aree di cambiamento introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 per i fondi pensione?

La Legge di Bilancio 2026 introduce cambiamenti significativi nelle regole dei fondi pensione, riguardando le modalità di adesione in azienda, i vantaggi fiscali e le opzioni di utilizzo del capitale al momento del pensionamento. L'obiettivo è rendere la previdenza complementare più pervasiva, flessibile e vantaggiosa per i lavoratori.

In che modo la Legge di Bilancio 2026 influisce sull'adesione ai fondi pensione?

La Legge di Bilancio 2026 rende più difficile restare fuori dai fondi pensione, suggerendo un'adesione più ampia e diffusa alla previdenza complementare. L'articolo non specifica le modalità esatte, ma implica un incentivo o una facilitazione all'adesione.

Quali novità sono previste per i vantaggi fiscali relativi ai fondi pensione con la Legge di Bilancio 2026?

La Legge di Bilancio 2026 introduce modifiche ai vantaggi fiscali relativi ai fondi pensione, rendendoli presumibilmente più attrattivi. L'articolo menziona solo un generico miglioramento dei vantaggi fiscali, senza specificare la natura esatta di tali modifiche.

La Legge di Bilancio 2026 introduce maggiore flessibilità nell'utilizzo del capitale accumulato nei fondi pensione? Se sì, in che modo?

Sì, la Legge di Bilancio 2026 introduce maggiore flessibilità nel rimborso del capitale accumulato nei fondi pensione. L'articolo non specifica i dettagli di questa maggiore flessibilità, ma indica che ci saranno nuove opzioni di utilizzo del capitale una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento.

Qual è lo stato attuale del processo legislativo della Legge di Bilancio 2026 menzionata nell'articolo?

Al momento della stesura dell'articolo, il maxiemendamento alla Legge di Bilancio 2026 è stato approvato dal Senato ed è in attesa del voto della Camera. Questo significa che le disposizioni relative ai fondi pensione potrebbero ancora subire modifiche prima dell'approvazione definitiva.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N°90 – maggio 2026

Abbonati al magazine N°90 · Maggio 2026 · Mensile Influencer Magazine della Consulenza Patrimoniale Cover ...

Magazine N°89 – aprile 2026

We Wealth · Magazine N°89 Aprile 2026 Cover Story · Franklin Templeton pag. 24 L’infrastruttura ridisegna la finan...

Guide
Uno sfondo blu con un grande testo bianco che recita "2026 TOP 200 Advisor del Wealth" e un piccolo cerchio nero in basso con la scritta "WE wealth" in bianco.
Top 200 Advisor del Wealth – 2026
Copertina di una rivista intitolata "Auto Classiche" con un'auto sportiva d'epoca rossa su sfondo nero, con il sottotitolo "Collezionismo e Passione" e "Volume 2" in basso.
Auto classiche: collezionismo e passione
Dossier, Outlook e Speciali
Dossier aprile 2026
A man in a suit and tie on a magazine cover.
Outlook 2026 | We Wealth