É di nuovo il 2008?

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“Pensieri” finanziari legati agli anni 2020-2022

Girovagando qui su LinkedIn, ho trovato questo interessante articolo di Leopoldo Gasbarro (che puoi recuperare qui) che mette a confronto il 2008 e il 2022. 

Ciò che ho apprezzato di più nel suo punto di vista non è stato tanto il paragonare i numeri e le aziende, quanto il concentrarsi sulla percezione degli eventi.

  “Percezione” che non riguarda solo il nostro “io interiore” ma è fortemente influenzato da ciò che sentiamo e vediamo tutti i giorni. 

Se tutti dicono che le cose vanno male – a meno che tu non abbia delle motivazioni oggettive per controbattere – finirai per crederlo anche tu.

D’altronde: 

  • Due anni di pandemia e restrizioni; 
  • Guerra; 
  • Aumento del prezzo delle materie prime; 
  • Inflazione…

 … Stenderebbero anche il migliore degli ottimisti, non ti pare?

Eppure non è che va tutto male male, anzi! 

Ora immagina questo: che sarebbe successo alla tua percezione della realtà se, anziché metterti questo video ottimistico, avessi condiviso un link dell’ultimo telegiornale?

Il tuo umore e la tua serenità sarebbero differenti.

 Volenti e/o nolenti, siamo influenzabili. Anche negli investimenti.

 La finanza e il “va tutto male”

Le crisi esistono, lo sappiamo tutti ed è inutile nasconderci dietro un dito. Sono momenti difficili, in cui il mercato (o alcuni settori) rallenta – 

… E in questo scenario i giornali e l’informazione la fanno da padrona. 

Riprendo il 2008 (e l’articolo citato all’inizio):

Con un articolo del genere, è facile che si semini il malumore e il panico, perché tutti erano molto sensibili alle novità della finanza.

Eppure (cito testualmente):

Nonostante i cali di questi ultimi giorni [10/05/2022], da quel settembre del 2008 lo S&P500 ha guadagnato il 230%.
Ma quanti di noi hanno guadagnato tanto?
Quanti hanno cavalcato la crescita del mercato successiva alla crisi?
Quanti cavalcheranno quella che arriverà dopo la crisi attuale?
Quanti avranno il coraggio di investire quando tutto sembra così buio, tanto buio che la notte sembrerebbe non passare mai?” 

230%: sarebbe bastato investire nel momento peggiore. Ma chi se l’è sentito di farlo quando era il momento – ossia quando i giornali titolavano al peggio. 

Ma non è un’accusa ai giornali, quanto una riflessione su di noi… 

 …che spesso ci lasciamo anche influenzare da ciò che leggiamo, facendoci prendere dalle emozioni.

Lo dico spesso ai miei clienti: “Ragioniamoci a mente fredda”.

Perché solo in questo modo si può costruire un progetto sostenibile e duraturo nel tempo. 

So che non è facile quando si è costantemente immersi nelle notizie, ma è un passo necessario. 

Perché le crisi passano (come sono arrivate) e le opportunità svaniscono.

Senza allargare il discorso alle criptovalute – che meriterebbero un discorso a parte – però se il prezzo scende e tutti vendono, può essere un buon momento per comprare. 

Sfruttando “l’ondata negativa”… in cui le persone sono nel panico. 

Torniamo alle emozioni va! 

Il mio motto è semplice:

È sempre il momento di investire!

Anche se sembra paradossale (e forse poco adatto al momento), è così che la penso. 

Dal 2008 al 2022 → 230%. In soli 15 anni il prezzo delle azioni è cresciuto alle stelle. E sarà così anche tra 15 anni, come tra 30, come tra 40.

È il segreto dell’ “orizzonte temporale”: più si allunga meno ti devi preoccupare delle oscillazioni quotidiane. Se fai trading, vivi minuto per minuto così da non farti sfuggire le opportunità.

Ma se stai investendo a 30 anni… ciò che succede domani sarà già dimenticato tra un mese. Figurati tra 3000 giorni! 

D’altronde chiediti… dov’eravamo 30 anni fa?

Ecco… Forse farsi prendere dal panico non è la soluzione giusta – anche se questo biennio sembra il “nuovo 2008”. 

Concludo dicendo che però questo panico non è tutto “da buttare”: può essere il giusto momento per chiamare il proprio consulente finanziario e ragionare sul proprio progetto di investimento e, magari, modificarlo.

Oppure… 

Può essere un buon momento per spegnere i telegiornali, dimenticare il proprio investimento e… fare una passeggiata! 

Al prossimo articolo!

di Panizza Matteo

Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento
Di cosa si occupa un Private Banker?

Un Private Banker è un consulente e come tale deve saper ascoltare te, il cliente.

La mia scuola è stata l’esperienza da Vice Responsabile di una filiale bancaria, dove ho imparato a capire e approfondire le necessità di privati e aziende.

Perché il primo passo è capire quali siano gli obiettivi del cliente, perché e come li vuole raggiungere.

Proprio come accade in montagna, una delle mie grandi passioni (e che sto cercando di trasmettere ai miei 4 figli).

Prima si sceglie quale vetta si vuole raggiungere e poi il come: Una nuova strada? Seguendo la strada per le famiglie? La via per arrampicare in solitaria?

Ci sono tante vie, anche se l’obiettivo è lo stesso. Come nella finanza.

Qual è l’obiettivo che ti sei posto? È il primo passo per cominciare il percorso.

Perché ti sei posto quell’obiettivo? È per integrare la tua pensione oppure per pagare l’università ai figli? O per le tue passioni?

Come vuoi raggiungere quell’obiettivo? In quanto tempo, per esempio. Poi, se condividi con qualcuno quel percorso e quell’obiettivo.

Solo dopo aver capito tutto questo, potrò consigliarti al meglio.

Il mio scopo è diventare non il tuo consulente, ma una persona di cui puoi fidarti e a cui puoi affidarti per capire in quale strada procedere.
La finanza, un mondo che sembra così distante, ma che tocca la vita quotidiana di tutti.

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