Mai così generose: le distribuzioni di dividendi nel terzo trimestre hanno toccato un nuovo record globale. Le aziende del mondo, secondo l’ultimo Dividend Watch di Capital Group, hanno distribuito 518,7 miliardi di dollari, con una crescita del 6,1% al netto dei fattori straordinari.
Incassare dividendi resta una delle soddisfazioni più condivise tra gli investitori italiani, che apprezzano la cedola anche per motivi psicologici, più che per la reale necessità di integrare un reddito. Anche in Italia, le due aziende che hanno staccato dividendi nel terzo trimestre hanno registrato distribuzioni record. Ma concentrare la strategia sulle azioni che pagano alti dividendi non sempre offre i migliori ritorni complessivi: anzi, nel lungo termine tendono spesso a sottoperformare, come avevamo già approfondito in un precedente articolo.
Europa in testa, grazie al peso di banche e assicurazioni
Nel 2025, però, la storia è stata diversa a seconda della geografia. Per l’investitore azionario europeo, le strategie ad alto dividendo hanno ampiamente superato la media, già positiva, del mercato. Negli Stati Uniti, invece, è accaduto l’opposto. Il motivo appare evidente se si osservano i settori che hanno generato la crescita dei dividendi nel corso dell’anno.
Quasi la metà dell’incremento globale del terzo trimestre è arrivato dal settore finanziario, con una crescita dei dividendi “core” dell’11%, il doppio rispetto al resto dei comparti messi insieme (+5,5%). Le compagnie assicurative hanno segnato l’aumento più rapido (+18,6% su base core), seguite dalle banche (+8%) e dai servizi finanziari in generale (+16,1%).
Il peso delle banche sui listini europei ha spinto la performance dell’indice Stoxx Select Dividend 30, che raccoglie le principali blue chip del Vecchio Continente dalle maxi cedole: il rialzo complessivo (total return) ha superato il 36% da inizio anno all’11 novembre, contro il +18% circa dell’indice Stoxx 600. A livello globale, le azioni ad alto dividendo hanno comunque battuto il mercato, ma in misura più contenuta: l’S&P Global Dividend Aristocrats è salito di circa tre punti percentuali in più rispetto all’S&P World Index.
Negli Stati Uniti la crescita batte ancora il reddito
Negli Stati Uniti, invece, il motore della performance è altrove. La crescita della tecnologia, settore che raramente distribuisce dividendi elevati, ha dominato i listini. L’S&P 500 ha superato di ben 16 punti percentuali l’indice ad alto dividendo e di circa 13 punti quello dedicato alle dividend aristocrats (società ad alta solidità di bilancio). In termini di euro, una strategia “high dividend” basata sugli Stati Uniti sarebbe stata disastrosa in questo 2025 – anche perché, di norma, il trattamento fiscale dei dividendi penalizza chi investe oltre confine.
Eppure, anche negli Stati Uniti i dividendi sono aumentati del 5,7%, appena quattro decimali in meno rispetto all’Europa. La morale per l’investitore, quindi, è semplice: l’aumento dei dividendi, di per sé, non si accompagna necessariamente a una maggiore attrattività delle azioni che li distribuiscono.
Finché l’Europa manterrà banche e assicurazioni in salute, e l’America il dinamismo delle Magnifiche 7, il miglior portafoglio resterà value vicino casa e growth Oltreoceano.

