Iran, i mercati scommettono sulla fine della guerra

3 MIN
Un uomo in giacca e cravatta è seduto a una scrivania e parla al telefono fisso. Sullo sfondo si vede una bandiera americana. L'immagine è in bianco e nero.

L’ipotesi di un disimpegno rapido degli Stati Uniti accende il “risk-on”: azioni in forte rialzo e oro in consolidamento. Ma tra Hormuz chiuso e flussi energetici incerti, il rischio petrolio resta sul tavolo

Indice

Il ritiro degli Stati Uniti dal conflitto in Iran entro tre settimane, anche senza un accordo: le parole di Donald Trump, a poche ore dal discorso alla nazione di mercoledì sera, sono bastate a imprimere una delle spinte più decise al rialzo ai mercati globali.

Il Brent è sceso brevemente sotto i 100 dollari al barile, mentre lo Stoxx 600 ha chiuso in rialzo del 2,3% e l’S&P 500 ha avviato la seduta di mercoledì con un progresso dell’1%. Anche l’oro ha consolidato i rialzi a 4.798,50 dollari l’oncia, in aumento di circa il 6% rispetto a cinque giorni fa.

Resta però aperto il nodo dello Stretto di Hormuz: la sua riapertura, ha dichiarato Trump, rappresenta una precondizione per la fine delle ostilità, mentre le Guardie rivoluzionarie iraniane continuano a sostenere di avere il pieno controllo del traffico marittimo. Persistono inoltre versioni contrastanti sull’esistenza stessa di negoziati e sull’eventuale interlocuzione americana con una nuova leadership iraniana.

Energia e petrolio: il rischio non è finito

“Il forte rialzo dei mercati nelle ultime 24 ore dimostra come una risoluzione del conflitto, o anche solo le aspettative in tal senso, possa rapidamente spingere i mercati al rialzo, e rafforza l’importanza per gli investitori di lungo periodo di restare investiti e posizionati per cogliere il potenziale upside. Continuiamo a ritenere che i mercati azionari globali chiuderanno l’anno su livelli più alti rispetto a quelli attuali”, ha dichiarato Mark Haefele.

“Allo stesso tempo, sebbene i segnali di apertura al negoziato siano positivi, restano ostacoli prima di una reale conclusione del conflitto. Il ripristino dei flussi energetici potrebbe richiedere più tempo e una fine improvvisa del conflitto, senza chiarezza sullo status dello Stretto di Hormuz, potrebbe mantenere i prezzi dell’energia elevati più a lungo”.

A raffreddare gli entusiasmi è intervenuto anche Fatih Birol: “aprile sarà molto peggio di marzo” in termini di forniture. “A marzo alcune consegne erano già in viaggio e non sono state ostacolate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz: la perdita di petrolio in aprile sarà doppia rispetto a marzo”, ha spiegato in un podcast condotto da Nicolai Tangen.

Strategie: restare investiti ma con coperture

Cosa spiega la relativa calma dei mercati? Secondo Tiffany Wilding e Andrew DeWitt, l’ottimismo si fonda sull’ipotesi che lo shock energetico sia temporaneo. I prezzi dei futures sul petrolio riflettono questa aspettativa: a fronte di uno spot intorno ai 125 dollari al barile, i contratti con consegna a dicembre 2026 scambiano intorno agli 80 dollari.

Anche se le consegne sono state limitate dal conflitto, “la capacità di stoccaggio in Medio Oriente ha consentito di proseguire la produzione nonostante le difficoltà di trasporto”. Tuttavia, il margine non è illimitato: con una produzione già ridotta di circa 10 milioni di barili al giorno e una capacità residua stimata tra 150 e 300 milioni di barili, il cuscinetto copre solo due o tre settimane prima che ulteriori tagli produttivi diventino inevitabili.

In attesa di maggiore chiarezza, Haefele invita gli investitori a restare posizionati per cogliere eventuali rialzi azionari, ma anche ad “aumentare l’esposizione a obbligazioni di qualità a breve durata”, sfruttando rendimenti ancora elevati.

Per fare un esempio, il Btp a due anni offre oggi il 2,83% lordo, contro il 2,25% di un anno fa. Anche materie prime e oro restano tra le asset class su cui UBS continua a suggerire un’esposizione, in ottica di diversificazione e copertura.

Domande frequenti su Iran, i mercati scommettono sulla fine della guerra

Qual è stato l'impatto immediato delle dichiarazioni di Donald Trump sui mercati finanziari?

Le parole di Donald Trump riguardo a un possibile ritiro degli Stati Uniti dal conflitto in Iran entro tre settimane hanno innescato una decisa spinta al rialzo sui mercati globali. Il Brent è sceso brevemente sotto i 100 dollari al barile, mentre gli indici azionari come lo Stoxx 600 e l'S&P 500 hanno registrato progressi significativi.

Come hanno reagito i prezzi del petrolio a queste notizie?

Il prezzo del petrolio Brent ha mostrato una reazione immediata, scendendo brevemente al di sotto della soglia dei 100 dollari al barile. Questo movimento suggerisce che i mercati hanno interpretato le dichiarazioni come un segnale di potenziale riduzione delle tensioni geopolitiche che influenzano l'offerta.

Quali sono le strategie di investimento suggerite dall'articolo in questo contesto?

L'articolo suggerisce di mantenere una strategia di investimento attiva ('restare investiti') ma con l'adozione di misure di protezione ('con coperture'). Questo approccio mira a beneficiare delle potenziali riprese di mercato pur mitigando i rischi residui.

Qual è la prospettiva per il settore energetico e petrolifero secondo l'articolo?

Nonostante le reazioni positive iniziali, l'intestazione 'Energia e petrolio: il rischio non è finito' indica che permangono incertezze e potenziali rischi in questo settore. I mercati scommettono sulla fine della guerra, ma la situazione potrebbe evolvere.

Qual è stato l'andamento dell'oro in relazione a questi eventi?

L'oro ha consolidato i suoi rialzi, raggiungendo il valore di 4.7. Questo movimento suggerisce che, nonostante l'ottimismo generale sui mercati azionari, l'oro continua a essere considerato un bene rifugio in un contesto di potenziale instabilità.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Non sai come far rendere di più la tua liquidità e accrescere il tuo patrimonio? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.