Apollo e Ares nel radar di Coutts (Uk): trattative sui private markets

3 MIN
Logo della banca privata britannica Coutts sulla facciata della sede di Londra

Coutts guarda ai private markets e avvia trattative con Apollo Global Management e Ares Management per ampliare l’offerta di investimenti alternativi alla clientela wealth. Al centro un mercato che vale oltre 13.000 miliardi di dollari a livello globale e che sta diventando sempre più rilevante nelle strategie di wealth management, tra private equity, private credit e nuove strutture evergreen

Indice

Coutts accelera sui private markets: trattative con Apollo e Ares su un mercato da oltre 13.000 miliardi

La decisione di Coutts di avviare trattative con Apollo Global Management e Ares Management per offrire fondi di private markets ai propri clienti private si inserisce in un contesto numerico ormai difficilmente ignorabile.

I mercati privati gestiscono oggi oltre 13.000 miliardi di dollari di asset a livello globale, secondo stime consolidate di settore, e sono attesi superare i 20.000 miliardi entro il 2030, con un tasso di crescita annuo superiore al 7%, nettamente più elevato rispetto ai mercati pubblici.

Dal canale istituzionale al wealth: cambia la base investitori

Storicamente, oltre l’80% degli asset nei private markets era detenuto da investitori istituzionali come fondi pensione e assicurazioni. Oggi questa quota è in progressiva riduzione, mentre il segmento wealth e Hnwi rappresenta circa il 25% dei nuovi flussi annuali, una percentuale destinata a crescere rapidamente.

È su questo spostamento strutturale che si innesta la strategia di Coutts, che per la prima volta valuta l’inserimento sistematico di fondi evergreen nella propria offerta di private banking.

Perché Apollo e Ares: masse e specializzazione contano

I partner scelti non sono casuali. Apollo Global Management gestisce circa 650 miliardi di dollari, di cui oltre il 70% concentrato in private credit e strategie illiquide, mentre Ares Management supera i 420 miliardi di dollari di asset, con una forte esposizione a direct lending, secondaries e real assets.

Entrambi i gruppi hanno investito negli ultimi anni in piattaforme dedicate al wealth management, con veicoli pensati per ticket più contenuti e una liquidità strutturata, seppur limitata.

Fondi evergreen: numeri di liquidità e compromessi strutturali

I fondi evergreen rappresentano oggi circa il 15-20% dei nuovi veicoli lanciati nei private markets destinati al canale wealth. Offrono finestre di rimborso trimestrali o semestrali, spesso con cap tra il 2% e il 5% del Nav per periodo, un compromesso che rende l’asset class più accessibile ma non elimina il rischio di illiquidità.

Per i wealth manager, questo significa integrare i private markets in portafogli con un orizzonte minimo di 7-10 anni, anche quando il veicolo non ha una scadenza formale.

Private credit: l’asset class che guida la domanda

All’interno dei private markets, il private credit è oggi il principale motore di crescita. Nel solo 2025, il settore ha superato i 1.600 miliardi di dollari di masse, con rendimenti medi lordi storicamente compresi tra 8% e 12%, contro il 3-4% dell’obbligazionario investment grade nei mercati sviluppati.

Questo differenziale di rendimento è uno dei motivi principali per cui i wealth manager stanno aumentando l’esposizione dei portafogli private verso il credito privato, spesso come alternativa parziale al reddito fisso tradizionale.

Mercati secondari: numeri in crescita per gestire il rischio timing

Un’altra area chiave è quella dei mercati secondari, che nel 2024 ha registrato transazioni per oltre 110 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a cinque anni prima. Questa crescita è legata alla necessità di liquidità in un contesto di Ipo limitate e di exit rallentate.

Per il wealth management, i secondari consentono un ingresso a valutazioni già “mature” e una riduzione del rischio di J-curve, rendendoli particolarmente adatti a portafogli Hnwi.

Quanto pesano i private markets nei portafogli wealth

Nei portafogli dei grandi family office internazionali, l’esposizione ai private markets ha ormai raggiunto in media il 30-35% del totale, mentre nel wealth management bancario europeo la quota è ancora più contenuta, intorno al 10-15%, ma in crescita.

È proprio questo gap che iniziative come quella di Coutts cercano di colmare, intercettando una domanda di diversificazione che diventa sempre più esplicita.

Le parole dei manager: i numeri guidano la strategia

Secondo Jim Zelter, Co-President di Apollo Global Management, « la crescita dei private markets nel canale wealth è una conseguenza diretta dei numeri: rendimenti superiori, masse in espansione e una base investitori sempre più ampia ».

Una visione condivisa da Michael Arougheti, Ceo di Ares Management, che ha dichiarato che « il wealth management rappresenta oggi una delle principali direttrici di crescita per il private credit, soprattutto in Europa ».

Implicazioni per il wealth in Italia

Per i wealth manager italiani, la mossa di Coutts è un indicatore avanzato di ciò che diventerà progressivamente standard anche sul mercato domestico.

L’integrazione dei private markets richiede maggiore capacità di analisi, reporting più sofisticato e una comunicazione trasparente sui rischi di liquidità e valutazione.

Ma i numeri parlano chiaro: in un contesto di mercati pubblici costosi e rendimenti compressi, i private markets stanno diventando una leva sempre più centrale nella costruzione dei portafogli di lungo periodo.

Domande frequenti su Apollo e Ares nel radar di Coutts (Uk): trattative sui private markets

Qual è l'obiettivo principale di Coutts nell'avviare trattative con Apollo e Ares?

Coutts mira ad ampliare la propria offerta di fondi di private markets per i propri clienti private. Questa mossa è motivata dalla crescita significativa e dal potenziale di questi mercati.

Qual è la dimensione attuale del mercato dei private markets a livello globale?

Attualmente, i mercati privati gestiscono oltre 13.000 miliardi di dollari di asset a livello globale. Si prevede che questo valore supererà i 20.000 miliardi in futuro.

Perché Coutts ha scelto specificamente Apollo e Ares per queste trattative?

La scelta di Apollo e Ares è probabilmente legata alle loro masse gestite e alla loro specializzazione nei mercati privati. Questi fattori sono cruciali per offrire soluzioni di investimento competitive.

Quale asset class sta guidando la domanda nei private markets secondo l'articolo?

Il private credit emerge come l'asset class che sta guidando la domanda all'interno dei mercati privati. Questo indica un crescente interesse degli investitori per questo segmento.

Quali sono le implicazioni di questa strategia per il wealth management in Italia?

L'articolo suggerisce che ci saranno implicazioni per il settore del wealth management in Italia, indicando un potenziale allargamento delle opportunità di investimento in private markets anche per i clienti italiani.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Foto di Elisabetta Fabris, autrice We Wealth esperta di wealth managemen

di Elisabetta Fabris

Scrive di Wealth Management per We Wealth. Con esperienze nei mercati finanziari e un background in Finance presso Bocconi, si occupa di finanza raccontando mercati e private capital con uno sguardo ai trend che stanno ridisegnando la gestione patrimoniale.

Non sai come integrare i private markets nel tuo patrimonio e accrescerlo? Scrivici ed entra in contatto con l’advisor giusto per te!