Assicurazioni: gli italiani le capiscono ancora meno della finanza

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Alberto Battaglia
16.12.2021
Tempo di lettura: 5'
L'Ivass ha confrontato le competenze finanziarie ed assicurative, rilevando un gap ancor più forte per donne, anziani e residenti al Sud

Le polizze non sono meno diffuse di molti prodotti finanziari, ma gli italiani fanno ancora più fatica a comprenderle. Secondo i dati del confronto eseguito dall'Ivass, il livello di conoscenze è di 48,7 punti per quelle finanziarie e di 45,4 per quelle assicurative

Una scarsa comprensione delle assicurazioni non è un fattore di poco conto in Italia: fra i Paesi Ocse la Penisola è terza per diffusione delle polizze vita. Il rischio, spiegano gli autori è che i "consumatori si trovino a confrontare i prodotti senza avere gli strumenti corretti"

E' più probabile che un italiano riesca a capire un prodotto finanziario, piuttosto che uno assicurativo. E per chi ha familiarità con i livelli di istruzione finanziaria in Italia, questo è tutto dire. Il problema delle competenze economiche nella Penisola, le più basse fra i Paesi avanzati Ocse, si fa dunque ancor più evidente quando si parla di assicurazioni. Ad effettuare per la prima volta il confronto fra conoscenze finanziarie e assicurative è un nuovo Quaderno di ricerca pubblicato dall'Ivass, l'Autorità di vigilanza sul comparto assicurativo, a firma di Riccardo Cesari e Leandro d'Aurizio.
Il dato generale sul livello di conoscenze è di 48,7 punti per quelle finanziarie e di 45,4 per quelle assicurative – come vedremo è solo la prima di una serie di evidenze interessanti che depongono a favore di una più presente educazione assicurativa in Italia, in particolare per le donne e nel Meridione.

I dati provengono da due indagini separate, successivamente messe a confronto dagli autori. Per la parte assicurativa la ricerca è stata condotta tra il luglio del 2020 e il febbraio del 2021, con interviste dirette su un campione rappresentativo di 2.053 adulti italiani maggiorenni. Si tratta, secondo gli autori del “primo sistematico tentativo al mondo di misurare, tramite un campione rappresentativo, il rapporto tra adulti e assicurazione, utilizzando un questionario che copre molteplici aspetti del rischio e degli strumenti assicurativi”. Per la parte finanziaria i dati provengono, invece, dall'indagine condotta da Bankitalia a inizio 2020 sull'Alfabetizzazione e le Competenze Finanziarie degli Italiani, secondo la metodologia Ocse-Infe.

Il nòcciolo delle evidenze, per chi ha fretta di saltare alle conclusioni, è che le competenze assicurative mostrano, in generale maggiori punti deboli rispetto a quelle finanziarie; inoltre, le donne i soggetti poco istruiti, anziani, o residenti al Sud, sono quelli più esposti al rischio di ritrovarsi con competenze assicurative estremamente basse. Il fattore di genere e quello geografico, inoltre, sono decisamente più rilevanti nel gap assicurativo, rispetto a quello finanziario.

Come sottolineato dagli autori, una scarsa comprensione delle assicurazioni non è un fattore di poco conto in Italia. Basti pensare che fra i Paesi Ocse l'Italia è terza per diffusione delle polizze vita, che qui rappresentano il 18,1% degli asset finanziari delle famiglie (dato Ocse aggiornato al 2020). Le probabilità che questi prodotti siano stati sottoscritti con una cognizione di causa povera o parziale, dunque, sono piuttosto elevate.

 



"I consumatori si trovano a confrontare i prodotti senza avere gli strumenti corretti e spesso non sono in grado di comprendere concetti assicurativi quali clausole di esclusione, restrizioni di garanzia, condizioni di attivazione del risarcimento, presenti nei contratti tipici sia dei rami vita sia di quelli danni”, hanno affermato i due studiosi dell'Ivass.

“Esiste un consenso diffuso sul fatto che limitate competenze assicurative dei consumatori ostacolino l'efficienza competitiva dei mercati assicurativi e di conseguenza rendano necessaria una impegnativa attività di vigilanza e regolamentazione sulle compagnie di assicurazione, in particolare sottoponendole a controlli volti a prevenire comportamenti non corretti o ingannevoli nei confronti degli assicurati”, hanno affermato gli autori. Il loro appello è dunque rivolto al potenziamento delle (poche) proposte di formazione in campo assicurativo, le quali “dovrebbero contribuire a superare le asimmetrie informative esistenti tra le compagnie, che collocano sul mercato prodotti assicurativi complessi, e i consumatori”.

Competenze assicurative e finanziarie a confronto, i risultati


Il livello di conoscenze assicurative medie, come abbiamo visto, è più limitato rispetto a quello delle conoscenze finanziarie. Confrontando come queste varino a seconda delle caratteristiche degli intervistati è stato possibile evidenziare come il divario fra le competenze si allarghi, fra uomini e donne, e ancor di più a seconda dell'area geografica di residenza, con una penalizzazione per chi vive nel Sud e nelle Isole.

Dal quadro emerge che il 61,8% delle donne ha “livelli di conoscenza assicurativa a urgente necessità di intervento” contro il 56,6% per quanto riguarda le conoscenze finanziarie. Nel dettaglio, il punteggio degli uomini scende da 51,1 a 50,9 nel confronto fra competenze finanziarie e assicurative, mentre fra le donne il calo è da 46,6 a 40,3 punti.



Ancor più elevato il problema di conoscenze assicurative per chi ha un titolo di studio fino alla licenza media: necessita di intervento urgente 62,6% degli italiani in questa condizione (contro il 47,1% nel caso delle competenze finanziarie). A partire dal diploma, invece, le competenze finanziarie e assicurative tendono a ad andare di pari passo.

Anche reddito e patrimonio incidono nell'incremento delle competenze finanziarie e assicurative, tuttavia il reddito elevato si associa a migliori competenze assicurative, mentre il patrimonio elevato si collega di più a migliori competenze finanziarie.

“Il confronto sembra indicare, in modo piuttosto netto, le carenze nell'alfabetizzazione assicurativa rispetto a quella finanziaria, sebbene prodotti assicurativi come la polizza r.c. auto non siano certo meno diffusi di prodotti finanziari come il conto corrente” è la conclusione di Cesari e d'Aurizio, “considerata l'importanza di una copertura assicurativa nel portafoglio delle scelte delle famiglie, ne discende l'urgenza di uno sforzo educativo in grado di ridurre il doppio gap dell'alfabetizzazione assicurativa, rispetto a quella finanziaria e rispetto alle fasce più a rischio della popolazione”.
Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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