Quota 102: come funziona la riforma delle pensioni

Laura Magna
Laura Magna
23.6.2022
Tempo di lettura: 3'
Quota 102 è la principale novità introdotta in Legge di Bilancio sul tema previdenziale. Vediamo quali sono i requisiti per accedervi e quali sono le penalizzazioni

La pensione con quota 102 non subisce penalizzazioni. Ma in molti casi risulta più bassa rispetto alla pensione di vecchiaia o alla pensione con oltre 42 anni di contributi

La nuova formula consente di andare in pensione a 64 anni con 38 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2022

Quota 102 è la novità 2022 in tema di pensioni. Introdotta con la Legge di Bilancio n. 234/2021 rappresenta un momento di transizione prima della riforma complessiva del sistema o del ritorno alla revisione fatta a suo tempo dalla ministra Elsa Fornero.

Nel frattempo il governo prosegue il dialogo con le parti sociale per capire quale direzione imprimere alla attesa riforma delle pensioni.

I requisiti per accedere a quota 102

Quota 102 manda in soffitta Quota 100. La nuova formula consente di andare in pensione a 64 anni con 38 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2022. La somma tra i due valori (età anagrafica e anni di contribuzione è appunto uguale a 102 anni): ma attenzione i due addendi devono essere esattamente questi 64+38 e non è sufficiente che la somma sia pari a 102 (per capirci, non si può accedere a Quota 102 con 60 anni di età e 42 di contributi). Lo ha precisato l’Inps con la circolare 8 marzo 2022, n. 38, che contiene tutte le istruzioni per l’accesso a questa forma di pensione anticipata.

L’Inps ha precisato che può accedere alla pensione a quota 102 il personale militare delle Forze armate, delle Forze di polizia e di Polizia penitenziaria, nonché il personale operativo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e il personale della Guardia di finanza.


Quota 102: cumulo dei contributi e con il lavoro

La legge di Bilancio aveva esteso le regole già vigenti per quota 100 in termini di cumulo. In particolare stabilendo:

  • la facoltà di cumulare, tutti e per intero, i periodi assicurativi versati o accreditati presso due o più forme di assicurazione obbligatoria, gestite dall’Inps;
  • il divieto di cumulo con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli da lavoro autonomo occasionale nel limite dei 5.000 euro lordi annui;
  • la disciplina della decorrenza della pensione anticipata per i lavoratori dipendenti delle pubbliche Amministrazioni;
  • l’applicabilità, per il personale del comparto Scuola e Afam (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).


Quota 102: la decorrenza dell’assegno pensionistico

Da quando viene erogato l’assegno di pensione a cui si ha diritto con quota 102? Trovano applicazione le disposizioni del decreto-legge n. 4/2019, che prevedono una disciplina diversificata, a seconda del datore di lavoro, pubblico o privato, nonché della Gestione previdenziale a carico di cui è liquidato la pensione.

Il trattamento pensionistico decorre trascorsi i seguenti termini: 

  • 3 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, per i lavoratori dipendenti da datori di lavoro diversi dalle Pa e i lavoratori autonomi. L’assegno non può dunque essere erogato prima del primo maggio 2022, ove il trattamento sia liquidato a carico di una Gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria)ovvero, al 2 aprile 2022, se liquidato a carico dell’AGO. 

  • 6 mesi dalla maturazione dei requisiti, per i lavoratori dipendenti delle pubbliche Amministrazioni. Dunque non prima del 2 luglio 2022, se il trattamento è a carico dell’Ago e non prima del primo agosto 2022, in caso contrario.


Quota 102: le penalizzazioni

L'assegno erogato per la pensione quota 102 non subisce penalizzazioni. Ma in molti casi, la pensione percepita in Quota 102 risulta più bassa rispetto alla pensione di vecchiaia o alla pensione con oltre 42 anni di contributi. La riduzione dipende dal sistema di calcolo contributivo che a partire dal primo gennaio 2012 è applicato a tutti i lavoratori: chiaramente un anticipo di 4 anni o cinque anni a seconda che si sia donne o uomini, comporta un assegno pensionistico più basso, perché questo dipende dai contributi versati.

La riduzione è tanto maggiore per i lavoratori cui la pensione è computata prevalentemente col sistema contributivo, ossia coloro che avevano meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 ed è tanto maggiore quanti sono gli anni di anticipo con cui si accede alla pensione.

 

Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull'intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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