Emergenza incendi: quanto costa proteggere la tua casa?

Rita Annunziata
13.8.2021
Tempo di lettura: 3'
Ecco quali sono gli aspetti da considerare quando si decide di proteggere la propria abitazione (e non solo) dai rischi “estremi”. E quanto costa

Per una protezione base del fabbricato, del contenuto e degli abitanti, si tratta di valori compresi tra i 200 e i 400 euro annui. Altro capitolo sono i rischi catastrofali, come i terremoti. In questo caso vanno aggiunti altri 100-200 euro

In Italia le abitazioni protette da un qualche rischio sono solo 22 su 100. Ma quelle protette da eventi catastrofali, come terremoti e rischi idrogeologici, sono solamente il 2%, pari a 826.000 su 34.871.82

Dalla California alla Siberia, dall'Australia alla Grecia: le ultime, drammatiche, immagini della Nasa mostrano una Terra che brucia. Roghi che consumano boschi e campagne, mettendo a rischio anche i centri abitati. Secondo i dati dell'European forest fire information system, solo nel 1° semestre sono andati in fumo in Italia (che guadagna il primato europeo per numero di incendi) ben 102.933 ettari di terreno, un'area vasta quanto 140mila campi da calcio. Esprimendo solidarietà e vicinanza alla Calabria, il premier Draghi ha rassicurato che il governo “metterà in cantiere un programma di ristori per le persone e le imprese colpite, insieme a un piano straordinario di rimboschimento e messa in sicurezza del territorio”. Oggi le abitazioni protette da eventi catastrofali (come terremoti e rischi idrogeologici) sono appena il 2%, pari a 826.000 su 34.871.821. Ma quanto costa coprirsi da eventi “estremi”? E perché ha senso farlo? Ce lo spiega Andrea Carbone, divulgatore, economista e formatore di Progetica.
Da quali rischi ha senso coprirsi e in quali circostanze?

Ognuno di noi dedica tanto tempo, attenzioni e denaro alla propria casa. Che sia in affitto o di proprietà, con o senza mutuo, è un progetto di vita che merita di essere protetto. Le aree da mettere in sicurezza sono almeno tre. In primo luogo vi è l'integrità fisica della casa – il cosiddetto fabbricato. Si tratta di proteggersi da eventi distruttivi, come incendi, smottamenti, alluvioni o terremoti, che possono mettere a repentaglio la possibilità di accedere e restare nella nostra abitazione. La seconda area di tutela riguarda ciò che è presente all'interno dell'abitazione, il cosiddetto “contenuto”. Si tratta di proteggere da furto o incendio i beni e gli arredi che possediamo. L'ultima area da proteggere riguarda la tutela di chi vive all'interno della casa, proteggendosi dai rischi che si possono causare a terzi, con la cosiddetta responsabilità civile del capofamiglia. Si tratta di rischi “senza tempo”, che vale la pena di considerare sempre, perché possono accadere in ogni momento e mettere a repentaglio la nostra stabilità economica. Saremmo in grado di sostenere le spese per la ricostruzione della nostra abitazione dopo un evento distruttivo? E per ripristinare gli arredi ed i beni dopo un incendio? E sopportare una richiesta di risarcimento danni per un danno causato a terzi? Domande da affrontare quando non si hanno risorse sufficienti. Ma anche quando si dispone di grandi risparmi: perché esporre il proprio patrimonio al rischio di dover essere consumato, quando sarebbe sufficiente proteggersi per via assicurativa?

Quanto costa proteggersi (considerando per esempio un appartamento di 100 metri quadri)?

La forbice dipende molto dal tipo di garanzie richieste e dal valore che si vuole proteggere. Ma anche dal tipo di abitazione (condominio o casa autonoma), dal costo della manodopera, dal tipo di finiture e dalla zona in cui si abita. Approssimativamente, per una protezione base del fabbricato, del contenuto e degli abitanti, si tratta di valori compresi tra i 200 e i 400 euro all'anno. Ma si tratta di una stima approssimativa: c'è chi ha un appartamento di 100 metri quadri “vuoto”, senza particolari oggetti di valore, e chi magari ne ha uno di 60 metri quadri con tantissimi oggetti di valore. La componente di protezione per il furto porta grande variabilità nei valori richiesti. Altro capitolo sono i rischi catastrofali, come i terremoti. In questo caso vanno aggiunti altri 100-200 euro annui, a seconda ad esempio del tipo di abitazione, della sismicità della zona e delle caratteristiche costruttive. Maggiore è la protezione che si vuole dare alla propria abitazione, maggiore è la consulenza della quale si necessita, per valutare tutti gli aspetti necessari.

Quali sono gli aspetti da considerare quando si pianifica la protezione?

Ci sono due strade: quella soggettiva e quella oggettiva. Se si segue la soggettività, si tratta di ragionare con se stessi e la propria famiglia, per individuare i “rischi che ci tolgono il sonno”. Si realizza una “hit parade” dei pensieri che se fossero messi in sicurezza ci farebbero sentire più sereni e protetti. Non c'è una regola valida per tutti: ognuno di noi ha esperienze e percorsi di vita che ci rendono più o meno sensibili a situazioni, rischi ed eventi. La strada oggettiva è invece quella più consulenziale, che ci consente di conoscere e valutare in anticipo i nostri fabbisogni. Di quante migliaia di euro avrei bisogno per ricostruire la mia abitazione? Di quanti milioni di euro avrei bisogno per una richiesta di risarcimento? Ragionando insieme a un consulente è possibile valutare il rischio economico che si corre, al fine di individuare le priorità. Un percorso ottimale potrebbe prevedere sia un'analisi soggettiva che una oggettiva.

Perché sottoscrivere una polizza assicurativa per coprirsi dagli eventi “estremi”?

Quando si parla di protezione assicurativa bisogna sempre ragionare in termini di probabilità di accadimento di un evento e di danno economico che ne può conseguire. Anche un evento “estremo”, come una tromba d'aria o un incendio dovuto al caldo e alla siccità, può essere ricondotto alla dimensione di probabilità e di conseguenza economica. Le compagnie assicurative si occupano precisamente di individuare la frequenza degli eventi, al fine di definire il premio che consente di condividere il rischio tra gli assicurati. Maggiore è la probabilità che un evento accada, maggiore sarà il costo da sostenere per proteggersi. Il meccanismo assicurativo può quindi aiutarci a difenderci sia dagli eventi “normali” che da quelli “estremi”. I cambiamenti climatici, aumentando la frequenza degli eventi, potrebbero presto portare anche a un aumento delle tariffe.

Quante sono le abitazioni coperte dai rischi estremi in Italia?

I numeri parlano chiaro. In Italia le abitazioni protette da un qualche rischio sono solo 22 su 100. Ma quelle protette da eventi catastrofali, come terremoti e rischi idrogeologici, sono solamente il due per cento, pari a 826.000 su 34.871.821. Numeri che sottolineano come ognuno di noi dovrebbe almeno ritagliarsi il tempo per valutare lo stato di protezione della propria abitazione. Ricordandosi che proteggere la propria abitazione significa anche proteggere il proprio patrimonio, evitando che venga intaccato in caso di eventi dannosi.

Cosa copre la polizza responsabilità civile del capofamiglia e perché stipularla?

Si tratta di una delle coperture più semplici, ma preziose, nell'ambito della casa. Ci mettere al sicuro dalle richieste di risarcimento che qualcuno potrebbe chiederci in conseguenza di un evento causato dal nostro bimbo o da un animale domestico. Il classico “vaso di fiori che cade dal balcone” ne è un esempio. Perché esporci al rischio di ricevere richieste di risarcimento da oltre un milione di euro, quando con poche decine di euro al mese possiamo metterci al sicuro? Sono protezioni che coprono da tutti i danni che possono causare gli occupanti e i frequentatori della casa: noi stessi, colf, badanti, figli o animali.

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