Conto cointestato e successione: quello che occorre sapere

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Nicola Dimitri
7.7.2022
Tempo di lettura: 3'
Sono molti i vantaggi correlati all'apertura di un conto cointestato. Occorre prestare attenzione ad alcuni aspetti in fase di successione

La contestazione del conto corrente determina una presunzione di comproprietà delle somme depositate

La successione sul conto corrente cointestato segue un iter diverso a seconda che questo sia a firma congiunta o disgiunta

Avere obiettivi comuni, progetti condivisi, in forza di un legame affettivo, familiare, di amicizia oppure economico, porta spesso a considerare l’ipotesi di aprire un conto corrente cointestato

Questo è vero, ad esempio, per le coppie, soprattutto giovani, che decidono di unire le rispettive capacità economiche, al fine di salvaguardare i risparmi o, ancora, per i titolari di un’attività commerciale o di un’azienda, interessati a gestire attraverso un unico strumento le risorse per far fronte alle necessità o agli imprevisti.

Conto corrente cointestato: di cosa si tratta?

 Al pari del conto corrente tradizionale, si tratta di uno strumento finanziario la cui titolarità è attribuita a due o più soggetti, persone fisiche o giuridiche.

I titolari del conto godranno dei medesimi diritti sullo stesso potendo, quali correntisti, gestire liberamente le risorse economiche correlate a questo strumento finanziario effettuando, ad esempio, pagamenti, riscuotendo incassi, accumulando risparmi. Ma non è tutto. Sul conto corrente cointestato, a seconda delle esigenze che portano i titolari ad attivarlo, sarà possibile ricevere lo stipendio, domiciliare le utenze, depositare assegni.

È bene mettere in evidenza che, anche se solitamente il conto cointestato è riconducibile a due titolari, non vi è un limite specifico di correntisti: non solo marito e moglie, o soci, anche gruppi di amici, nonni e nipoti, o un intero nucleo familiare possono aprire un conto corrente cointestato.

E invero, per attivare un conto corrente cointestato, oltre ai documenti necessari di riconoscimento, sarà necessaria la sottoscrizione di tutti i titolari


Conto corrente cointestato: quali vantaggi?

Oltre alla praticità di poter gestire congiuntamente gli adempimenti relativi alla propria attività o i pagamenti, ad esempio di utenze comuni, il conto cointestato consente di ripartire gli oneri finanziari e, conseguentemente, pagare una sola volta i costi di gestione del conto richiesti dalla propria banca.

Ma non è tutto. Con il conto cointestato, sarà possibile:

  •        svolgere operazioni per conto dell’altro titolare senza la delega;
  •     disporre di un carnet di assegni per ogni titolare, e di un diverso bancomat;
  •       attuare o meno la firma congiunta, volta a limitare determinate operazioni

Occorre segnalare che, come previsto dall’art. 1854 c.c. la contestazione del conto corrente determina una presunzione di comproprietà delle somme depositate. Tuttavia ai titolari è riconosciuto il diritto alla prova contraria.




Quale differenza tra firma congiunta o disgiunta?

Il conto corrente a firma congiunta consente di mettere “un freno” alle operazioni. Tramite questa procedura rafforzata, infatti, per dare seguito a qualsiasi (o a specifiche) operazioni sarà necessaria la firma di tutti i titolari.

Al contrario, nel conto corrente a firma disgiunta, non sarà necessaria la firma di tutti i titolari per effettuare operazioni bancarie.


Conto corrente cointestato: cosa succede in caso di successione?

È bene chiarire che in caso di morte di uno dei titolari, il titolare superstite dovrà comunicare alla banca l’avvenuto decesso, affinché l’ente possa congelare la quota riconducibile a quest’ultimo in vista della devoluzione della stessa agli eredi.

Dopo aver avviato le pratiche di successione, in particolare a seguito della dichiarazione di successione e dell’accettazione di eredità, la banca potrà avviare l’iter di trasferimento delle quote del conto a favore degli aventi diritto.

Più in particolare, occorre segnalare che la successione sul conto corrente cointestato segue un iter diverso a seconda che questo sia a firma congiunta o disgiunta:

  • se a firma congiunta, poiché tutte le operazioni possono essere messe in atto solo con la sottoscrizione di entrambi i titolari, a seguito della morte di un titolare le somme contenute nel conto verranno congelate, di modo che neppure al superstite sarà data possibilità di eseguire alcuna operazione. La banca dovrà prima individuare gli eredi e le quote loro spettanti;
  • se a firma disgiunta, invece, in linea di principio (fermo restando che la banca potrebbe avere altre prassi) il titolare superstite potrà eseguire operazioni liberamente, entro i limiti della quota di patrimonio lui spettante.

La dichiarazione di successione, che deve essere fatta dagli eredi entro un anno dal giorno della morte del de cuius, rappresenta il primo onere che deve essere compiuto per avviare la successione delle risorse contenute nel conto. La dichiarazione, tuttavia, non occorre se si tratta del coniuge o di parenti in linea retta per un patrimonio ereditario complessivo non eccedente i 100.000 euro (salva la presenza di beni immobili o diritti reali insistenti su beni immobili).

Dopo aver presentato la dichiarazione, occorre versare la tassa di successione secondo le regole ordinarie, vale a dire con un’aliquota al 4% del patrimonio per coniuge e figli; al 6% per fratelli e sorelle; all’8% per tutti gli altri eredi.

Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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