Come selezionare azioni di qualità utilizzando gli indici di profittabilità

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Di Pietro Tracanzan e Maurizio Casalini

Investire in azioni non significa semplicemente puntare su un’azienda nota o seguire il consiglio di un amico o l’indicazione di un “guru” su internet. Per fare scelte consapevoli, soprattutto in un contesto di mercati sempre più evoluti, complessi e volatili, è necessario analizzare alcuni indici che riflettono la salute finanziaria di un’impresa e il suo potenziale di crescita, al fine di creare portafogli di qualità con le necessarie caratteristiche di resilienza.

La filosofia di investimento di ABSolute Family Office si basa proprio sulla selezione di azioni di alta qualità per i propri clienti. Per identificare queste opportunità, è essenziale analizzare una serie di metriche fondamentali, tra cui emergono gli indici di profittabilità.

La redditività di un’azienda riflette la sua capacità di generare stabilmente profitti in modo superiore alla media di settore, utilizzando le risorse a disposizione. Un alto livello di profittabilità nel tempo, da un lato produce solidità finanziaria, dall’altro rappresenta anche un elemento cruciale per garantire crescita a lungo termine e stabilità nel breve periodo. Un’azienda con elevata profittabilità dispone di maggiori risorse per investire in innovazione, sviluppo di nuovi prodotti e ampliamento dei servizi, assicurandosi così una crescita futura sostenibile ed un costante avanzamento tecnologico.

Bisogna individuare, quindi aziende che siano in grado di migliorare la redditività focalizzandosi su prodotti ad alto valore aggiunto, che consentano di aumentare la marginalità per unità venduta riducendo così il numero di unità necessarie per coprire i costi fissi, abbassando il break-even. In grado, altresì, di perseguire l’efficientamento dei processi produttivi e la riduzione dei costi variabili, ampliando ulteriormente i margini. Questa ricerca rafforza la redditività e garantisce una migliore struttura finanziaria.

In questo articolo, ci concentreremo su quattro indicatori chiave: Operating Margin, EBITDA Margin, Net Profit Margin e Free Cash Flow Margin.

Cosa sono questi indici e perché sono importanti?

  1. Operating Margin (Margine Operativo)

L’Operating Margin misura quanto profitto un’azienda genera con le sue operazioni principali, escludendo gli impatti di spese ed entrate non operative, prima di considerare interessi e tasse. È calcolato come il rapporto tra il reddito operativo e il fatturato.

Perché è utile? Questo indice è un indicatore della gestione operativa. Un margine operativo elevato evidenzia che l’azienda riesce a mantenere i costi sotto controllo rispetto ai ricavi generati. È particolarmente utile per confrontare aziende nello stesso settore.

  • EBITDA Margin (EBITDA)

L’EBITDA Margin rappresenta il rapporto tra l’EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization) e il fatturato. Questo indicatore esclude gli effetti di spese che non hanno una manifestazione finanziaria, come gli ammortamento, e non legate all’operatività caratteristica, per concentrarsi sulla redditività operativa pura.

Perché è utile? Un EBITDA Margin elevato indica un’azienda che ha una solida capacità di generare profitti prima delle spese legate alla struttura finanziaria e agli investimenti.

  • Net Profit Margin (Margine di Profitto Netto)

Questo indice misura il rapporto tra l’utile netto (dopo aver sottratto tutte le spese, incluse tasse e interessi) e il fatturato. È uno degli indicatori più diretti della redditività complessiva dell’azienda.

Perché è utile? Il margine di profitto netto mostra quanto l’azienda riesce a trasformare i ricavi in guadagni effettivi per gli azionisti. È utile per comprendere l’impatto di tutti i fattori, inclusi i costi operativi e non operativi.

  • Free Cash Flow Margin (Margine del Flusso di Cassa Libero)

Questo indice misura la capacità dell’azienda di generare liquidità dopo aver completato le attività operative e gli investimenti necessari alla crescita, è calcolato come rapporto tra il flusso di cassa libero (denaro rimasto dopo aver coperto tutte le spese operative e gli investimenti necessari) e il fatturato.

Perché è utile? Questo indicatore è cruciale per valutare la liquidità disponibile per pagare dividendi, ridurre il debito o reinvestire nell’azienda. È un indicatore della sostenibilità a lungo termine dell’attività aziendale.

Come utilizzarli nella selezione delle azioni

1. Confronta i margini tra aziende dello stesso settore

Settori diversi hanno dinamiche differenti. Per esempio, un’azienda del settore tecnologico potrebbe avere un EBITDA Margin più elevato rispetto a un’azienda del settore alimentare, ma questo non significa assolutamente che la prima sia migliore della seconda, in quanto si stanno confrontando due aziende non omogenee. Confrontare i margini solo tra aziende simili.

2. Individua trend stabili o in crescita

Osservare i margini di un’azienda su un periodo di 3-5 anni è fondamentale. Una crescita costante di uno o più indici indica che l’azienda sta migliorando la sua gestione operativa e finanziaria.

3. Valuta il Free Cash Flow Margin per la sostenibilità

Se un’azienda ha margini operativi e di profitto elevati ma un Free Cash Flow Margin basso o negativo, potrebbe avere difficoltà a sostenere la propria crescita o a generare valore per gli azionisti nel lungo termine.

4. Integra gli indici con altri dati

Gli indici di profittabilità sono strumenti potenti, ma devono essere considerati nel contesto di altre informazioni, come il livello di debito, i piani di crescita e la qualità del management.

Un esempio pratico

Immagina due aziende del settore retail:

  • L’azienda A ha un EBITDA Margin del 15%, un Net Profit Margin dell’8% e un Free Cash Flow Margin del 5%.
  • L’azienda B ha un EBITDA Margin del 12%, un Net Profit Margin del 10% e un Free Cash Flow Margin del 10%.

Sebbene l’azienda A sembri più efficiente nelle operazioni, l’azienda B ha un Free Cash Flow Margin superiore, il che potrebbe indicare una maggiore capacità di reinvestire o distribuire dividendi. La scelta dipenderà dai tuoi obiettivi d’investimento: crescita o sostenibilità finanziaria.

Conclusione
Gli indici di profittabilità aiutano a valutare l’efficienza di un’azienda e la sua sostenibile nel lungo periodo. Essi sono una guida per le decisioni di investimento, ma bisogna ricordare di integrare queste analisi con altri dati e considerazioni. Investire non è solo questione di numeri, ma anche di visione e strategia.
Ricorda però che nessun indice garantisce risultati certi. Investire è sempre un’attività che comporta rischi, quindi bisogna agire informati e pianificare con attenzione, chiedendo supporto ad un consulente in grado di effettuare idonee analisi.
Il ruolo dell’analista e del consulente è quello di valutare le metriche di profittabilità di una società confrontandole con la media del settore di riferimento, così da identificarne i reali vantaggi competitivi. In ABSolute Family Office SCF siamo abituati ad analizzare questi e altri indicatori e siamo a disposizione per fornirti il necessario supporto.
Investire in titoli di qualità significa scegliere aziende solide, redditizie e innovative, capaci di prosperare in qualsiasi contesto di mercato. Attraverso un’analisi attenta delle metriche di profittabilità, il nostro obiettivo è identificare le migliori opportunità per costruire portafogli in grado di garantire crescita e protezione, anche nei momenti più sfidanti.
Buon investimento!

di Maurizio Casalini

Maurizio Casalini è nato a Bari il 26 agosto 1965. Nel 1990 si laurea in Economia presso l’Università di Bari e dal 1991 al 1992 frequenta il Master International Business presso il Consorzio Mib di Trieste.

 

Dopo una breve esperienza come analista fidi in Banca d’America e d’Italia, nel 1992 entra in un primario studio professionale a Treviso. Dal 1994 al 1995 è consigliere delegato di Fiduciaria Sant’Andrea (Gruppo Deutsche Bank).

Nel 1999 fonda lo studio legale tributario Casalini & Zambon a Vicenza, di cui è attualmente partner. Contemporaneamente, dal 1999 al 2002 è professore a contratto di Gestione Finanziaria e Valutaria presso la facoltà di economia dell’Università di Bari. Negli anni dal 2002 al 2008 riveste vari ruoli all’interno del Gruppo Banco Popolare (oggi BancoBpm), tra cui Amministratore Delegato di Aletti Fiduciaria.

 

Nel 2010, a seguire il crack di Lehman Brothers e le difficoltà del sistema bancario, fonda A.B. Solute Family Office, assumendone il ruolo di presidente del Cda. Attività, tra le tante, oggi principale. Nel 2013 viene nominato consigliere di amministrazione di Banca Popolare di Marostica, diventandone poi vicepresidente nel 2014. Sempre sostenitore dell’importanza della formazione, è stato prima formatore interno per il personale del Gruppo Deutsche Bank e poi di Banca Aletti.

 

Dal 2001 è docente presso la Fondazione Cuoa nella faculty dell’Mba per Imprenditori (Mapi) e della divisione Finance, in materia di diritto degli intermediari finanziari, fiscalità, pianificazione e protezione patrimoniale.

Dal 2018 membro del consiglio direttivo dell’associazione Il Trust in Italia. Relatore in conferenze e autore di varie pubblicazioni di diritto societario, diritto tributario, trust e attività fiduciaria.

 

Sposato dal 1999 con Elena, ha un figlio di 22 anni. Da giovane ha sempre praticato sport a livello agonistico (pallavolo ed equitazione). Attualmente dedica il suo tempo libero alla sua moto e alla vela. Nel 2014 ha attraversato l’oceano Pacifico in barca a vela, 3.000 miglia no stop senza scalo. Ama il buon vino, il buon rhum e i sigari Habana.

Email: [email protected]

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